A mio avviso, nelle tue parole, enricofabio, intravedo due aspetti del " problema"..se così lo vogliamo chiamare. Premessa: è evidente che la sensazione di maggior "rispondenza" della meccanica verso gli acuti è favorita proprio dalla minore inerzia. muovendoci verso gli acuti può diminuire un poco il peso di abbassamento dei tasti e aumenta il peso di ritorno. Non è così sui bassi, dove la meccanica segna il divario maggiore tra i due pesi. E' infatti dipeso dai martelli più grossi e più pesanti che, anche se bilanciati con maggiore piombatura ai tasti, hanno una maggiore inerzia.
Quindi prima di tutto eliminare la troppa lentezza o la troppa resistenza dei perni; controllare e rendere uniforme la scorrevolezza della meccanica( controllo perni delle forcole dei martelli, delle forcole dei cavalletti, dei montanti di scappamento)
Un modo pratico per non essere costretti ad usare strumenti di misura di queste resistenze è, come ho già accennato in altri post, osservare se la forcola cada sotto il peso della propria vite. La forcola deve cadere agevolmente e in modo uniforme. Se il perno è troppo lento si controlla lo sbandamento laterale dello stiletto o del cavalletto o del montante, tenendo le forcole ben ferme. Un successivo controllo, qualora tale lentezza non si manifesti può essere fatto "dondolando" ad esempio il martello, sospendendolo per la forcola con due dita. Non dovrebbe compiere più di due- due e mezzo oscillazioni.
Un altro aspetto del problema, un'altra prospettiva, può essere valutato sotto il profilo della tecnica pianistica. Fermo restando che la sensazione di scorrevolezza e di efficienza sulla tastiera sia uniforme, secondo me,dal punto di vista pianistico, non bisogna alterare i pesi e le piombature, nell'intento di avere una tastiera più "pesante" dove "allenarsi" e pensare di "irrobustire le proprie dita"
Nei miei video Tutorials sulla tecnica pianistica argomento questo concetto affermando che un sano sviluppo della tecnica avviene nella comprensione che le muscolature debbano essere fuori tensione e guadagnare energia dalla compartecipazione di tutto l'apparato muscolare a disposizione del pianista. Naturalmente molti passaggi difficili possono e devono essere approfonditi e lavorati,sotto il vigile controllo di un buon Maestro, tenendo sempre presente, però, che il giusto "gesto" presiede rispetto all'acquisizione della "forza muscolare", che, comunque, senza eccessive "torture" ginniche, diverrà sempre più potente e abile. Inoltre un eccessivo peso della tastiera non favorisce, anzi annulla, lo sviluppo delle sensibilità e la ricerca delle varie colorazioni timbrico-dinamiche. Ecco che è vanto delle grandi marche, come quella alla quale il tuo strumento appartiene, di arrivare ad un progetto raffinato ( proporzione lunghezza tasto, posizione cavalletto- martello, pesi della meccanica) che aspiri a ridurre il peso di abbassamento relativamente ad un buon peso di ritorno. Quindi mi permetto di sconsigliare si variare la piombatura della tastiera se non per minime correzioni dovute al montaggio di una nuova martelliera ( identica nei pesi e nelle forme a quella originaria. Nel caso sia stata rasata la martelliera, infine, i pesi di abbassamento si sarebbero un poco alterati. Ma controbilanciarli nella parte posteriore dei tasti equivarrebbe ad alterare l'inerzia e a cancellare ( a meno di una rilevazione scritta) il riferimento della piombatura originaria.
Un bravo Tecnico saprà valutare tutto questo e decidere insieme a te, gli interventi necessari e più urgenti per rendere le prestazioni del tuo strumento di tua soddisfazione.
Buona Musica