Dipende dalla pratica che tu hai riguardo questo intervento. E' l'intervento più difficile tra quelli praticati sullo strumento. Io personalmente diffido dei prodotti "ammorbidenti". Sono invece favorevole agli impregnanti. Bisogna andare avanti gradualmente. Bisogna ovviamente vedere lo stato dei martelli e decidere se intervenire con una rasatura e/o con un intervento di "leggera intonazione" che non alteri, però, quella praticata dalla Casa Costruttrice. Si può intervenire, ma senza toccare le spalle basse dei martelli e trattando l'apice con cautela senza affondare molto gli aghi. Infatti deve essere conservato un consistente "cuneo" di battuta, che però può avere in cima un piccolo "cuscinetto" del pianissimo. Si più intervenire anche, ma moderatamente, sulla parte laterale alta, ma senza attraversare il cuneo dell'apice. In genere con martelli molto solcati, conviene intervenire lateralmente nei solchi di battuta….ma con gradualità e moderazione!!!!! Il risultato ottenuto può essere irreversibile, maggiormente se modifica la "struttura del martello"
Se proprio vuoi usarlo, il prodotto segnalato va bene. Ma io te lo sconsiglio. Ovviamente si può procedere ad una intonazione "a fondo" (sgrossatura) che modifica sicuramente la timbrica soprattutto sul fortissimo,forte e mezzoforte. Oppure si può intervenire verso il piano e pianissimo. Inoltre un pianoforte orientale degli anni ottanta, credo monti martelli già impregnati e per questo molto duri. E' difficile sapere quale "ricetta" la casa usasse e se compatibile con altri impregnanti in commercio. Quello più usato è quello della Renner,a base di Etere già pronto oppure quello a base di Acetone, che puoi realizzare sciogliendo della plastica sminuzzata trasparente. Il risultato dipende soprattutto da come si applica e là non posso dare indicazioni al buio. Bisogna vedere cosa tu vuoi e cosa lo strumento può dare con quella martelliera. Io credo che martelli molto duri ( non certo quelli induriti da anni e anni)possano essere un buon punto di partenza per intonate più soft. Anche il tipo di intonatore modifica in modo diverso il martello. Questo è un intervento che un bravo tecnico può mettere in atto con buoni risultati, ma se inesperto può rischiare di rovinare pare sempre la martelliera. Questo è tutto quello che mi sento di consigliarti
ho smontato la martelliera, posso quindi cominciare ad intervenire sui feltri.
Non ho trovato prodotti chimici specifici (neanche online su siti specializzati),
quindi utilizzeró il semplice acetone per "lavare" eventuali prodotti usati dalla Casa
e per eliminare i solchi trattando i feltri ammorbiditi dal solvente.
Poi procederó alla punzonatura.
Vorrei anche alcuni consigli su eventuali regolazioni delle meccaniche.
Allego alcune foto prima di porvi alcune domande.
Fig.1 - Solchi.
Fig.2 - Paramartelli.
Fig.3 - Viti scappamento.
Fig.4 - Regolazioni.
1) Qual'é il modo migliore per restituire la forma originaria (v. solchi in fig.1) alla parte battente del martello?
2) In fig.4 ci sono quelle che chiamo viti 1 e 2. La prima credo serva a regolare la distanza dei martelli dalle corde; la seconda la posizione dei paramartelli (che come si puó notare da fig.2 sono disallineati). È corretto?
Vorrei fare una domanda se non sono indiscreto... Perchè se non si è capaci ad intonare si rischia di rovinare la martelliera ? Se questa percuote sempre le corde al massimo dopo qualche tempo il feltro dovrebbe ricompattarsi, oppure no ?
le foto si vedono sia su Firefox che su IE; non saprei (prova ad aggiornare il browser, il problema dovrebbe risolversi).
Il "lavaggio" dei feltri ha giá prodotto qualche risultato (suono piú morbido).
Ho ordinato l'intonatore a 3 aghi; quando arriva completo il lavoro.
Certo, non credevo fosse cosí complicato rimettere a posto la martelliera (ho dei problemi con lo scappamento sulle note basse); forse saró costretto a chiamare qualcuno, ma se si vuole imparare bisogna pur cominciare...
Anche perché, almeno nella mia zona, grandi tecnici non ne vedo.