Facciamo così, vi sottopongo uno scritto un po’ “particolare” di Schumann … peccato sia poco noto.
Secondo me ci sono i presupposti per classificarlo sotto la chiave antisemitista:
http://www.rodoni.ch/schumann/scritti.html
In sostanza, Schumann si avventura in un forzato (per non dire fazioso) confronto tra due opere che non hanno assolutamente nulla a che vedere l'una con l'altra, eppure, servendosi di mezzi dialettici sibillini e maldestri (vedi il fare leva sul fatto che le due opere siano state scritte nello stesso anno, cosa che ribadisce lui stesso per confondere le acque) per donarci una bella “panzana” 😉
"le due più importanti composizioni del tempo"
(il Paulus lavoro giovanile di Mendelssohn e, per quanto pregevole per certi aspetti, non ha nulla a che vedere con l'importanza dei veri capolavori del compositore, come ad esempio l'Elias; perlomeno all'epoca, l'importanza dell'una e dell'altra composizione erano assolutamente imparagonabili)
In realtà il confronto scritto ad hoc per dequalificare l'eretico Meyerbeer di fronte al "convertito" Mendelssohn.
Oltre a questo, interessante notare come Schumann, nel trattare l'opera di Meyerbeer, non capisca assolutamente nulla del cumulo di genialità in essa contenute. Ad esempio, la trovata della Marsigliese, vero e proprio messaggio subliminale ante litteram o quella del corale luterano trasformato in grido e tante altre cose.
Certo, queste son tutte cose che, per essere davvero ben comprese avrebbero bisogno di almeno un secolo di maturazione estetica, contro tante resistenze culturali contemporanee. E allora non posso fare a meno di notare di come anche l'ateismo possa essere un punto di forza nella creazione artistica...