Mi hanno risvegliato dal sonno e son qui :-)
molti dei testi segnalati da Frank sono ottimi, almeno quelli che conosco. Non sono certo di aver compreso il tuo obiettivo, Maxiteris, ma spesso i testi musicologici belli non si limitano a darti un elenco delle forme e degli esercizi a scopo pratico, ormai si punta al panorama più che al singolo evento. Ragion per cui, sul volume di Bianconi, ad esempio, non c'è un vero elenco delle possibili danze e forme seicentesche.
Il mio consiglio, piuttosto, è di mettersi una mattina in biblioteca (biblioteca musicologica, quindi all'interno di un conservatorio, ad esempio) e lavorare con le enciclopedie. Grove e MGG prima di tutte, il Grove è più comodo perché è in inglese, il MGG è in tedesco... Cerca le voci più generiche e basati sulla bibliografia che l'enciclopedia ti dà. Quindi, non so, cerchi "Suite" e ti vai a vedere le singole voci delle danze comuni della Suite. Avrai quanto meno subito una definizione e alcuni esempi molto noti. L'esercizio, allora, viene da sé: nella stessa biblioteca (o online) cerchi la partitura di una Giga esemplare e provi ad analizzarli, magari a suonarla o, ancora meglio, torni a casa e ti guardi su youtube tutte le interpretazioni che trovi di quella Giga, cercando di capire la prassi esecutiva (ovvero il modo in cui i musicisti esperti di quel repertorio suonano quei pezzi, quando si parla di musica barocca o antica è una cosa MOLTO importante).
Capirai che non è un lavoro breve né semplice...
Potenzialmente ogni libro di analisi musicale ha una sezione dedicata alle forme. Le forme poco note sono un altro conto e lì l'enciclopedia è il migliore (primo) approccio.
Postilla: un modo molto facile per capire quante forme diverse venivano praticate nel barocco (e prima e dopo) è prendere un catalogo di un autore prolifico. Non so, guardati il catalogo delle opere di Telemann ( https://it.wikipedia.org/wiki/Composizioni_di_Georg_Philipp_Telemann). Su wikipedia è perfino incompleto e non ti dà la possibilità di guardare le parti (e quindi la loro suddivisione interna, per esempio). Ma questo semplicissimo esercizietto ci porta a scoprire forme di cui non si parla mai: il canone (che sembra facile ma è comunissimo in questo periodo), il Rigaudon, il Passepied, Marce e Fanfare, le Ouverture. Tutto questo, ripeto, a libri chiusi, nel senso che ognuna di quelle Ouverture avrà dei movimenti in forme diverse, ogni Partita, ogni Concerto, ogni Opera avranno forme diversissime. Non ti dico come ci si diverta a guardare il catalogo di Mozart :-)