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Il Jazz Virtuale: Augusto Sarti

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JazzMania

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Risposta 2 di Bit

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...ad un certo punto (3':42'') dice: "centinaia di scale modali"...non avevo capito fossero così tante.

Poi parla sempre di regole, non che mi dispiaccia, ma leggevo che il Jazz non si può insegnare ... se ci sono regole, si può sempre insegnare. No!?

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Risposta 3 di modale

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Da un punto di vista generale se prendiamo un accordo ad es. D- non inserito in un contesto armonico, è chiaro che le scale che possiamo alleare a tale accordo sono diverse. Se però contestualizziamo tale D- in un brano e quindi in una tonaità, la scelta delle scale si riduce in maniera notevole a una, due........sarà in grado il computer di "capire" la tonalità e fare la scelta giusta o si limita ad imitare? Certamente una armatura di chiave può essere data al computer, ma la tonalità è un concetto che va oltre una armatura di chiave.

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Risposta 5 di JamSession

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modale ha scritto:

........sarà in grado il computer di "capire" la tonalità e fare la scelta giusta o si limita ad imitare? Certamente una armatura di chiave può essere data al computer, ma la tonalità è un concetto che va oltre una armatura di chiave.

Penso di non aver capito veramente cosa intendi, sicuramente il computer seguirà percorsi pre-confezionati. Se oggi come oggi l'intelligenza artificiale può affrontare discorsi semnatici ...figuriamoci asemantici.

Cosa ne dici?

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Risposta 7 di Egidio

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Feliciano ha scritto:

interessante, ma "migliaia di regole" mi sembra leggermente eccessivo....

Però palesa bene l'insieme delle valutazioni sulla quale orecchio/intelletto/coscienza si basano per fare musica...un PC è un automa, non ha gusto, per fare qualcosa ha bisogno di essere istruito (appunto) con migliaia di regole....altrimenti esce una porcheria ...pure limitata.

Almeno secondo me, cosa ne dite?

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