"Ti sbagli a credere che, se io ti confuto col maggior impegno possibile, lo faccia per un motivo diverso da quello per cui sottoporrei ad esame le mie proprie parole, nel timore che, senza rendermene conto, io ritenga di conoscere qualcosa che, in realtà ignoro; ed anche adesso ribadisco di voler fare questo, cioè esaminare il problema, perché interessa a me e, forse, agli altri amici; o non pensi che sia un bene per tutti gli uomini che risulti loro chiara la realtà di ogni cosa?" [Platone - Carmide]
Significa che non sta mettendo in dubbio quello che dice il proprio interlocutore per voler essere al centro dell'attenzione o per dimostrarsi superiore a lui, si porrebbe le stesse domande e contesterebbe persino le proprie idee se ciò servisse a trarne una conclusione più precisa. (In sostanza più si cerca di confutare più si scende nei dettagli dell'analisi di un problema, ecco perché lo farebbe persino con sé stesso). Perché ritiene che sia interessante per tutti conoscere la realtà (intesa come verità, funzionamento, scopo) di ogni cosa.
Questa citazione è praticamente un inno alla conoscenza umana, alla cultura, che tendono ad infinito, come lui vuole anelare a questa conoscenza pura ed infinita, pur essendo consapevole che non si potrà mai conoscere la realtà di ogni cosa.