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Dino

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Risposta 21 di thallo

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è uno dei problemi intrinsechi alla musica, soprattutto a quella "lunga": la musica ti costringe ad ascoltare, non puoi chiudere le orecchie, e quindi se non ti piace o ti annoia o ti fa schifo, al punto da viverla come una violenza. E' quello che molti provano con la musica contemporanea.

Andare ad una mostra d'arte contemporanea è meno faticoso. Ma l'arte ha meno repertorio... come dire, è molto difficile fare formazione artistica, far vedere tutti i quadri di Tiziano a uno studente. Ma è più facile far ascoltare allo stesso studente tutte le sinfonie di Beethoven. Se si riuscisse a creare questa formazione di base allora andare a sentire un concerto sarebbe più facile

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Risposta 22 di Frank

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Piccinesco ha scritto:

La butto lì con una "provocazione" a cui probabilmente tutti o quasi avranno pensato, ma non l'hanno espressa: ci sono "svaghi" che passano avanti ad altri perchè dopotutto è più facile gestirli? C'è una (per me) sostanziale differenza tra l'uscire per andarsi a vedere un film (che in alcuni casi si propone come un'opera complessa) ed assistere ad un concerto di musica come lo si intende in ambito serio. Un film può esser compreso nonistante la sua complessità e senza doversi studiare il soggetto, la sceneggiatura e seguire le riprese. Un'opera musicale è tutt'altra cosa, sfugge sempre qualcosa a chi (come me del resto) non ha i mezzi necessari per decodificare e di conseguenza comprendere pienamente il senso, non meno il linguaggio di quest'ultima. È una sensazione che ho.

Per altri motivi pensavo proprio in questi giorni che i film che vengono prodotti sono accesbili a tutti ... ma la musica no. Anche nel mondo del cinema ci sono prodotti di diversa fattura, dal capolavoro alla spazzatura, ma il senso dei film confezionati sino ad oggi arriva a tutti. Quindi passandomi una "metafora", il mondo del cinema sembrerebbe aver scelto il "pop" ... perchè i compositori dovrebbero avere esigenze diverse dai registi?

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Risposta 23 di Thesimon

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Leggendo velocemente i post mi sono trovato d'accordo con quanto detto da Oracolo, ma il problema oltre ad essere quello della comodità di avere delle cose a portata di mano senza alzare un dito è anche strettamente legato alla scuola, alla cultura ed all'immagine sociale.

Personalmente, essendo andato diverse volte ad ascoltare l'orchestra, posso dirvi che se dovessi unicamente basarmi sull'ascolto, questa si ascolta meglio in registrazione che dal vivo. In registrazione si riesce a cogliere delle sfumature che dal vivo non è semplice ascoltare. La registrazione di un'orchestra è, secondo me, diverse volte più "dettagliata" rispetto al suo ascolto dal vivo. Non facciamo fatica a dire lo stesso negli altri generi, che sia pop, rock, jazz e quelli che volete: è un dato di fatto che il cd suoni molto meglio del concerto dal vivo dove si hanno problematiche acustiche, dove i cantanti non sono perfettamente intonati, dove la stessa produzione del suono usa tecnologie inferiori rispetto a quelle impiegate all'interno degli studi di registrazione, ecc. ecc. In aggiunta a tutto questo, parlando sempre di musica classica dobbiamo anche ricordare che sul tubo si trovano gli stessi concerti suonati da orchestre diverse, diretti da direttori diversi, alcuni storici...

Riguardo le partiture vale lo stesso discorso che ha fatto oracolo. Perché andare a comprare lo spartito se per la stessa composizione trovo almeno 5 edizioni diverse su imslp ? ( Vi dirò che salvo rare eccezioni su questo mi sento ancora affezionato al libro rilegato piuttosto che ai fogli sparsi che inevitabilmente si mischieranno in giro per casa ).

La problematica dunque risiede secondo me nei modelli che questa società fornisce, e ce ne sono diversi, specialmente in età adolescenziale dove si gettano le fondamenta del futuro carattere. Il modello 'Figo' (riconosciuto da una statistica abbastanza grande) è il ragazzino belloccio che veste di marca, che fuma sigarette, che fa tardi la sera (non per studiare ma per bivaccarsi), che è bravo a giocare a pallone, che ha il motorino modificato, che va tutti i sabati in discoteca a fucilarsi le orecchie con 135 dB sparati ecc. ecc.

Il modello di bravo ragazzo, è invece quello che studia, che al massimo quando esce va a mangiare una pizza con gli amici e poi un pub tranquillo, torna a casa all'una e mezza massimo ( a 14 anni che ora vuoi fare ?? ), ha delle passioni e le coltiva con abnegazione ecc. ecc.

Il problema è che i ragazzi seguono molto di più il primo modello che il secondo pertanto ora dovremmo passare a considerare come gli elementi facenti parte del primo modello guardino quelli del secondo...

Studia musica classica ? È un coglione !

È bravo a scuola ? Buon per lui, alla fine avrà più pezzi di carta per pulirsi. Io farò il muratore ma guadagnerò più di lui (allo stato attuale delle cose, questo potrebbe anche essere vero).

Torna a casa all'una ? Pensa che imbecille si perde il meglio, donne alcool e discoteca.

Con mentalità del genere è normale che poi contesti non adatti a questa gente, come il teatro, siano destinati ad esalare l'ultimo respiro. I giovani di oggi pensano solo ad andare a ballare a giocare a pallone e le donne a fare le veline, queste sono le massime aspirazioni della vita... Soldi facili. Il teatro di una volta è diventata la discoteca di oggi. L'affluenza di persone si è tutta spostata lì. L'intrattenimento sano del teatro è oggi sostituito da questi ambienti che pullulano di prostituzione, droghe e alcool.

Pertanto io ritengo che il problema, quello vero alla base di tutto sia per un fattore social-culturale.

Con menti del genere finisce tutto. Il mondo si ferma e si comincia a regredire.

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Risposta 24 di micamahler

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Beh però c'è cinema e cinema! Arca russa di Sokurov , Stalker di Tarkovskij,  Inland Empire del già citato Lynch, i film di Greenaway...non è che proprio la comprensione sia dietro l'angolo 😉

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Risposta 26 di Frank

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TheSimon ha scritto:

La problematica dunque risiede secondo me nei modelli che questa società fornisce.

Secondo te, la società italiana o mondiale? Perchè il punto sta tutto li ... in relazione alla musica 😉

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Risposta 27 di Piccinesco

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Lynch sta finito, e spesso torna un pò la questione: è necessario chiedere le istruzioni al regista (a volte anche sceneggiatore) per comprendere un minimo il film? Questo poi può benissimo ricollegarsi con certa musica contemporanea, che antitesi di altra che, nonostante sia complessa e ricercata, viene assimilata quasi subito e piace anche, al contrario di altra musica che sembra un esercizio di bravura a livello tecnico, che lì (almeno per quelli che non la comprendono, neanche sforzandosi) rimane e non oltrepassa lo scetticismo della persona che per educazione (spesso) applaude, ma in fondo non ci ha capito nulla. Ne ho parlato spesso con un amico (anche di "poesie", non mi piace il termine, preferisco scritti, poesia mi fa pensare a qualcosa di altisonante e mi sento molto critico da questo punto di vista, sia verso me stesso che nei confronti degli altri, e quanti siti ci sono che pubblicano "poesie", anche di persone laureate in letteratura, filosofia, e poi quando vai a leggere pensi (almeno io) "ma tutti questi termini "sorpassati", non veritieri se rapportati al modo di parlare e scrivere della persona in questione, non credibili sotto certi punti di vista, sembrano ridondanti, forzati a volte, la scrittura smielata, e spesso troppo lunghi i testi, lunghissimi, quando la sintesi (che io non ho, ma per i testi sembra che paradossalmente riesco un pò nell'intento, in musica o è troppo lungo un pezzo e devo ridurlo per una questione di scorrevolezza e tensione, che è poca o non regge) sarebbe un'arma non da poco. Proprio ieri ho letto delle poesie inviate per un concorso, le 3 vincitrici erano lunghe, troppo lunghe per me, e personalmente non mi davano l'impressione di essere meritevoli al punto da vincere, invece tra quelle segnalate ce ne stava una che per me avrebbe meritato, sintetica, con metafore non male, anche se non ho capito al 100% il senso, questo forse ha lasciato anche altri un pò titubanti, però (sempre a mio parere) era sulla strada giusta l'autore), se bisogna chiedere il manuale per capire qualcosa è un doppio lavoro, neanche un piacere o comunque un qualcosa che alla fine ti lascia il segno, ma potrebbe stancare. Ricollegandomi a quello che ha scritto Simone, penso con una certa incazzatura a quando alle medie si faceva l'oretta settimanale di musica, e non abbiamo praticamente mai aperto il libro (che tutt'ora ho), aprendolo anni fa ho pensato "possibile che una materia del genere non può essere insegnata a scuola? Sbagliano.

Amministratore

Risposta 28 di Thesimon

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Il problema è a livello mondiale credo, anche se alcuni stati fanno ancora tesoro di alcune "tradizioni", ecco perchè in questi le orchestre ancora reggono. Ma se non cambiano gli stereotipi sarà difficile che anche li durino molto...

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