Sul mio pianoforte a coda Chickering (del 1910 circa)che sto andando ad accordare c'è scritto sul telaio "tune at french pitch" . La domanda è: forse che accordandolo al french pitch (che da mie ricerche dovrebbe essere con il la a 435) si ottenga una migliore risposta del pianoforte?
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Fra
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Vuol dire che la cordiera è stata calcolata per A=435, come per tutti i pianoforti dell'epoca.
Quando si restaurano si può riverificare il calcolo della cordiera per avere una tensione inferiore sulla caviglia quando lo si accorda a 440.
Ovviamente a parità di tipo di acciaio il peso specifico del materiale rimane il medesimo, per cui se il pianoforte ha corde più lunghe del normale e quindi troppo tese (come per esempio i vecchi ibach che avevano il la4 lungo 44 cm) si potrà alleggerire la tensione ricalcolandone lo spessore, ma la corda rimarrà sempre al limite di rottura.
quindi mi pare di capire che conviene accordarlo a 435. Fino ad adesso l'ho accordato a 440 ma devo dire che sugli alti la accordatura non durava molto. Pensavo fossero le caviglie ma da quanto mi dici potrebbe anche essere che sia proprio la struttura del piano a non consentire una maggiore tensione?
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Fra
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Risposta 4 di Fra
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No, come i pianoforti di oggi reggono il 444 anche il tuo tiene a 440 .... Se poi non ti si sono rotte delle corde (soprattutto sull'incrocio) direi che la cordiera non è molto tirata. Prova a stabilizzarlo a 440, sugli acuti le corde sono corte quindi è normale che scenda un pochino di più ....
Le caviglie le senti molto molli? Direi che se non hai la sensazione che ti ritorni indietro troppo facilmente e se è calato uniformemente dovrebbe anche tenere...c'è spazio per picchiare dentro le caviglie un pochino ancora?
tutto regge bene tranne alcune caviglie degli alti girano effettivamente con troppa facilità e l'intonazione scende di 10-15 cent in una settimana circa . Per le caviglie avevo aperto una discussione circa un mese fa: