Musica Classica

"Variazioni" per un'amica

23 risposte 3.212 visite

Avviata da

Frank

Moderatore

Membro

Risposta 21 di danielescarpetti

Messaggi
1.032
Città
Castel San Pietro Terme

«Visto che la musica è fatta anche di codice e sintassi trovo appropriato parlare di linguaggio anche se c’è da dire che è connotata ma non denota, può avere più sensi ma nessun significato» (Frank)

 

«Secondo me per apprezzare una cosa non bisogna per forza conoscerne il meccanismo» (Frank)

Daniele dice «meraviglia». Posso condividere la sua impressione, precisando un po’ la mia. Per me si tratta della meraviglia di chi, in un ambiente completamente buio, è attratto ora qua ora là, da un rumore o da un odore che non ha mai sentito. E si sente un po' a disagio. (Luca)

Ma guarda. Il brano di Schoenberg è esemplare nel senso canonico del termine ed è un must per chi vuole conoscere la dodecafonia e la sua storia. Anche lui ha avuto la sua reazione, ci sono altre opere da spulciare più recenti…

Mi permetto di chiederti cosa ti ha colpito maggiormente per farti spendere l’aggettivo: “Meraviglia” (non che non condivida) (Frank)

Allora partiamo dal fatto che chi scrive è, innanzi tutto, un quasi analfabeta della musica e che, ancor di più, è assolutamente ignorante circa i meccanismi della dodecafonia.

Fin da bambino, quando mio padre mi diede i primi due dischi di musica classica – si trattava, pensate un po', di due 78 giri, uno con due brani da “Il lago dei cigni” di Čaikovskij e l'altro contenente le “Danze polovesiane” da “Il principe Igor” e lo schizzo sinfonico “Nelle steppe dell'Asia centrale” di Borodin – ho affidato il tutto a come il mio orecchio trasmetteva quei suoni al cervello e, da questo, ne usciva il mio giudizio.

Ne è passata di acqua sotto i ponti ma, nonostante tutto, quello che ancora prevale nel mio giudicare è legato a questo mio istinto.

Ancora più di Luca quando le prime volte alla radio ascoltavo la musica dodecafonica e ancor più post-weberiana, la trovavo assurda e inascoltabile. Ma contemporaneamente pensavo: se grandi interpreti, a cominciare da Abbado e Pollini, dedicano ad essa tanto spazio, evidentemente sono io ad essere in errore.

In quegli anni poi, fra di noi, si parlava molto del fenomeno Luigi Nono, che attraverso la sua musica, aveva incentrato il suo impegno ideologico e militante.

La mia testardaggine mi ha costretto dunque a perseverare, ma debbo confessare, che prima di arrivare a loro, ho dovuto affrontare e digerire interamente e ampiamente il “terzo stile” beethoveniano, che allora mi “terrorizzava”. Beethoven, fin dall'ascolto della Quinta a nove anni, fu ed è l'amore musicale della mia vita, ma fino a 25 anni circa, per me Beethoven, a parte la Nona e la Missa Solemnis, fu sostanzialmente quello del primo e secondo stile. Come i romantici insomma! 🥷

Taglio corto e oggi, sapete che cosa anche mi fa gridare “meraviglia”? È la meraviglia di come questa musica... anzi. di come tanta della musica del secolo scorso mi trasmetta quel piacere enorme che provo nell'ascoltare la musica degli altri secoli. Oggi questa musica è accettata dalle mie orecchie con la stessa facilità con cui potrei ascoltare una grande opera del passato remoto.

Oggi, ho bisogno di questa musica, almeno quanto ho avuto bisogno di ascoltare per non so quante volte consecutivamente la “Passione secondo Matteo” di Bach in vinile diretta da Karl Richter e le Nove sinfonie, sempre in vinile, nell'edizione del 1977, dirette da Karajan, nei mesi scorsi.

Questa, Frank è la “MERAVIGLIA” per me, scoprire che questa musica, pur nella sua differenza di regole e linguaggio, mi emoziona quanto tutta l'altra! L'ho fatta mia e ne sono tanto felice! Non so...? Ho quasi l'impressione, ogni volta che riesco a fare mio, un qualcosa che fino a quel momento mi risultava ostico, di avvicinarmi di un millimetro a quella veritàaaaaaaa di cui il grande Cesare Zavattini, parlò in un suo film degli anni 80. 🙄🙂

 

Ciao e grazie a voi!

Membro

Risposta 22 di danielescarpetti

Messaggi
1.032
Città
Castel San Pietro Terme

1) La mia ignoranza di precedenti post in questo forum (o della critica musicale! ) non mi permettere di identificare quel “qualcuno” che hai messo tra virgolette. (Luca)


  1.  

Irrilevante, un musicologo molto accreditato sostiene che il ‘900 sia dominato da due grandi poli: Schoenberg e Stravinsky, descritti in una sintesi estrema come progresso e reazione. (Frank)

Il mio pronostico può essere Adorno? (Gerardo)

Io non penso che sia irrilevante affrontare questo argomento e, questo proprio perché perché costituì una delle più grosse cantonate che, almeno una buona parte dell'intellighentia di “sinistra”, prese nei confronti della musica e del suo evolversi.

Il mio consiglio che do a Luca è questo: procurati al più presto questo libro che, finalmente è stato ristampato: Massimo Mila “Compagno Stravinsky” Bur saggi. Con esso potrai, non solo chiarire esattamente l'eterna e assurda querelle fra i sostenitori di Schönberg e quelli di Stravinsky, ma potrai cominciare ad entrare nel mondo musicale di questo grandissimo genio del secolo scorso.

Da parte mia mi piace qui riportare una parte dell'introduzione di Pietro Gelli. Questo libro:

 

«Era uscito agli inizi del 1983, quasi a chiudere le celebrazioni di un centenario che in realtà, per lo meno in Italia e direi in Europa, passò quasi in sordina, come, del resto scarso entusiasmo critico aveva suscitato la morte, nel 1971, di colui che nonostante tutto rimane il più grande compositore del XX secolo.(...) Mila lo rileva con chiarezza: «Quando Stravinsky morì, a ottantanove anni, le azioni della sua fama, si trovavano forse al punto più basso. Non dal punto di vista del successo, ben inteso, bensì da quello della quotazione critica da parte del mondo musicale. Trionfava l'offensiva dell'espressionismo, scatenato nel secondo dopoguerra, attribuendo a questa sola tendenza artistica ogni merito della sofferta resistenza alla degradazione nazista. Giocando sulle date e sulla contemporaneità dei fatti, il neoclassicismo stravinskyano venne quasi tacciato di fascismo, e in ogni caso di evasione».

(...) Mila, per quanto uomo di sinistra, per onestà intellettuale e per quella sua tipica e un po' anarcoide insofferenza a sottostare a ogni schieramento d'ordine, a ogni diktat partitico, fin dal 1959 (...) aveva messo in guardia contro Adorno e accoliti - fra cui il nostro compositore Giacomo Manzoni – che tendevano a identificare il giudizio moralistico con quello estetico. (...) Adorno (...) ha con una faziosa aggressività fatto e disfatto, e poi imposto un'antinomia egemonica, cui per decenni dal dopoguerra in poi, la cultura italiana è finita in grande parte per soggiacere. Non tanto quella musicale (...) Fedele D'Amico, per esempio, in un articolo del 1958 (...) parla di «squallida teoria di Adorno per la quale Stravinsky e Schönberg sarebbero i due poli della musica moderna, l'uno rivolto al passato, l'altro all'avvenire».

(...) E se quest'ultimo era indicato non quale rivoluzionario di un ordine musicale obsoleto o inadeguato, bemsì come un progressista, emblema del radicalismo moderno e il più acuto interprete della crisi contemporanea, capace di risolvere l'essenza magica della musica in razionalità umana, di contro Stravinsky, soprattutto, a partire dalla svolta neoclassicista fino al suo avvicinamento alla dodecafonia, era visto come il simbolo del conservatorismo più alienante. (...) le sferzate antistravinskyane erano così acide e feroci da suscitare perfino le difese del supposto antagonista, irritato con il filosofo suo mentore, verso cui curiosamente Schönberg nutriva scarsa simpatia (...).»

Moderatore

Risposta 24 di Frank

Messaggi
3.838
Città
-

Sono contento che l'amica Bianca alla quale è dedicato il topic si sia fatta viva 🙂

Accedi per partecipare