Una buona esecuzione del "moto perpetuo" vuol dire poco o nulla di fronte a quest'altro improvviso, invece, così sublime (una delle cose più
belle che io conosca per pianoforte) e musicalmente così complesso.
E in effetti ...
AS
Autore storico
Risposta 3 di Autore storico
Hai ragione è l'improvviso più difficile, non capisco però che cosa ti stona di questa esecuzione. Sicuramente Horowitz crea moltissime più nuances, ma a me questa mi sembra a postissimo. Penso che tu sia un po' insensibile al fascino che si trova anche nel rigore più assoluto, che è difficile da ottenere quanto nell'inventarsi tante sfumature.. son cose che ho cominciato ad apprezzare all'estero, dove per dirne una sul violino Bach si suona senza vibrato e con un centimetro di arco, ma posso capire che non tutti impazziscano per questo sangue freddo.
C
Carlos
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Risposta 4 di Carlos
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Zimerman è perfetto, IMHO e coglie, degli Improvvisi, l'aspetto più eminentemente galante. Un altro grandissimo schubertiano è Brendel, che invece ne coglie un aspetto più inquieto. Sono due immensi musicisti e dire che «non è roba da Zimerman» uno degli improvvisi è un po' azzardato. Magari si può dire che a proprio parere non coglie appieno la cifra espressiva di uno dei pezzi (e di questo si potrebbe forse discutere, ma ci si addentrerebbe in argomentazioni al limite della rissa, secondo me), ma mi fermerei lì... 😉
C
Chopin
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Risposta 5 di Chopin
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Quella di Zimerman secondo me non è una musicalità fredda. E' semplicemente meccanica e forse un po' miope.
In quanto all'improvviso di Schubert, non c'è bisogno di inventarsi alcunchè. Il pezzo è già di per sè poliespressivo (a tratti è marziale, a tratti patetico, a tratti sognante etc.).
L'interpretazione di Zimerman è un campo di battaglia, guarda solo la prima frase, è tutta devastata: il fortepiano iniziale ignorato, le pause sul secondo e quarto ottavo di misura 4 come se non esistessero (Schubert non le ha messe certo a caso), il forzando sulla settima diminuita sempre a misura 4, messo lì a bella posta dal compositore per creare tensione ed eseguito "ingenuamente" come il forte precedente... addirittura qualche misura dopo Schubert lo esaspera con le ottave e lo staccatissimo (quasi ad urlare: hei, tu che leggi, qui voglio ancor più tensione!): anche qui Zimerman ignora beatamente.
Questo è un modo freddo di suonare? Io direi che è semplicemente un modo limitato. Concordo, davvero non è roba per Zimerman l'improvviso in fa.
C
Chopin
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Risposta 6 di Chopin
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Questa secondo me è molto meglio, più toccante e fa quasi venire le lacrime:
Che cosa ne pensate dell'accoppiata, nello specifico in questi improvvisi?
... penso che Radu Lupu sia inarrivabile
M
Marta23
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Risposta 8 di Marta23
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Ettore ha scritto:
... penso che Radu Lupu sia inarrivabile
Radu Lupu è sicuramente molto bravo. Interpreti storici di questi pezzi sono Edwin Fischer (nell'integrale) e per il secondo e il terzo dell'opera 90, Dinu Lipatti. Poi ci sono Kempff (che in queste cose mi pare veramente molto bravo) e Brendel, da non dimenticare.
C
Carlos
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Risposta 9 di Carlos
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Chopin ha scritto:
Quella di Zimerman secondo me non è una musicalità fredda. E' semplicemente meccanica e forse un po' miope. [...]
Questo è un modo freddo di suonare? Io direi che è semplicemente un modo limitato. Concordo, davvero non è roba per Zimerman l'improvviso in fa.
Altro che Zimerman, qui non è mica lui ad esser miope; c'è qualcuno che ascolta poco e male... normalmente non perdo tempo con certe discussioni, ma penso che in questo caso ne valga la pena.
Vado con ordine. All'epoca di Schubert non si poteva realizzare il fp con il gioco di pedale e riabbassamento silenzioso del tasto come sui moderni pianoforti: fp significava né più né meno che uno sforzato morbido, cioè esattamente quello che fa Zimerman. Il ché non delegittima assolutamente chi decida di sfruttare la possibilità di eseguire un fp come lo intendiamo noi (come c'è ad esempio all'inizio della Sonata op. 13 di Beethoven e come anche a me piace ascoltarlo, almeno in quel caso), ma Zimerman non ha ignorato proprio nulla.
Le pause a battuta 4 non sono certo state dimenticate: ci sono eccome, ma, anche in questo caso, si deve ricordare che il pianoforte di Schubert non smorzava come il pianoforte moderno, quindi senza dubbio Schubert non ha scritto quella pausa (mi riferisco alla prima soprattutto) pensando ad un "buco", bensì ad un respiro, tant'è che alla battuta 10, dove vuole evidentemente un suono più secco, aggiunge all'accordo il "chiodo" e infatti Zimerman suona diversamente l'accordo. Quanto agli sforzati, sono (sia a battuta 4 sia nel punto uguale, a battuta 10) al culmine di un crescendo ed è evidente che la scelta di Zimerman sia di considerare quegli sforzati più come apice del crescendo che come enfatizzazione del suono. Trovo la scelta coerente, soprattutto con la scrittura schubertiana. Si può condividere o meno, come sempre, ma da qui a dire che Zimerman suona in modo meccanico e miope ce ne passa. Certo, il suo modo di suonare è ricco di sfumature, a volte davvero lievi e bisogna saperle ascoltare. Ma questo è un altro paio di maniche... 😉
V
Videoclip
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Risposta 10 di Videoclip
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Clap Clap Carlos
Carlos ha scritto:
... normalmente non perdo tempo con certe discussioni, ma penso che in questo caso ne valga la pena.
...invece dovresti 🙂
Qui se c'è qualcuno miope non è di sicuro Zimerman