Piccinesco ha scritto:
Non era mia intenzione affermare qualcosa di "definitivo", ma visto che quando si parla e si scrive più si è chiari meglio è, ho pensato che in certi casi la logica, intesa come
il significato che si vuole dare ad una affermazione ( visto che è al 101% di negazione, qualcuno potrebbe dire il contrario? ), sia più che imprescindibile.
Ripeto, ragionando, il significato che si vuole dare, conoscendolo, perchè di uso comune, (ma attenzione non per questo corretto, e neanche se lo dicesse un illustre docente di lingua italiana lo darei per scontato, perchè se è di uso comune, per me continua ad essere sbagliato ), ad una frase tipo"non c'è nessuno?", qual'è se non "c'è qualcuno?", allora usando la logica, il raziocinio, non sarebbe più corretto ( per essere comprensibili, non perchè voglio che mi si dica"si è così almeno sei contento" ) dire"c'è qualcuno?", nessuno chi è, il nulla?Posso cercare qualcuno che non esiste?Non mi sembra, almeno nella realtà, per questo ho fatto questo esempio, poi lo so che ci sono casi come"il bicchiere" e non "lo bicchiere", come "la mia mamma" e non"la mia madre", ma appunto queste sono "forme" consolidate di estetica soprattutto per quanto riguarda la pronuncia, allora perchè non procedere con una, chiamiamola anche"correzione", oppure sarebbe meglio dire modifica della forma per una migliore comprensione ( che tutt' ora suonerebbe strana perchè ormai si è consolidata "l' altra" )?Conosco la risposta, no.
Però volevo dire questo, che è una considerazione che faccio da tempo, proprio partendo dal presupposto che quando si parla e si scrive bisogna essere comprensibili, e allora cerchiamo di esserlo al 100% e non dare per scontato un modo di fare.
La forma interrogativa che tu proponi qui sopra “non c'è nessuno?” in realtà non si usa, mentre si usa “c'è nessuno?”, ergo, il termine “nessuno”, coerentemente con la forma affermativa, è intercambiabile con “qualcuno/persona”. A tal proposito vorrei ricordare le molte vicinanze della nostra lingua col francese: in francese “non è venuto nessuno” si dice “il n'est venu personne”. “Personne”, in francese, significa sia “nessuno” sia “qualcuno” e, ribadisco, anche in italiano i due termini sono intercambiabili, basta pensare alla frase “c'è nessuno qui che sappia la strada?”, identica a “c'è qualcuno qui che sappia...”.
Diciamo inoltre che, se non bastasse, stando all'Accademia della Crusca, vero e unico nume tutelare della nostra amata lingua italiana, in certi casi l'uso fa la regola. Per estrema (e anche un po' rugosa) correttezza si dovrebbe dire “qui non c'è alcuno” (oppure “qui c'è nessuno”, naturalmente), ma è entrata nell'uso la forma “qui non c'è nessuno” ed è stata sdoganata anche in letteratura, quindi fa testo.
Ma il tuo messaggio mi “ispira” un'ulteriore considerazione, riguardo all'uso della spaziatura, degli “a capo” ecc. quando si digita.
Andare a capo è un'arte 😄 e non ha senso andare a capo
come sto facendo io in questo momento, ad esempio. Si va a capo alla fine di un paragrafo (e magari si lascia uno spazio), o si va a capo per isolare una frase, ma non si va a capo in mezzo a una frase, a meno che non si debba scrivere, per esempio, che sul cartellone della stagione lirica della Scala stava scritto, a caratteri cubitali
WAGNER - DER RING DES NIBELUNGEN - BARENBOIM
per dire.
Un'altra cosa che mette spesso in difficoltà i programmi di lettura e la formattazione automatica dei testi è la spaziatura.
La regola è semplicissima: si deve lasciare uno spazio solo tra una parola e l'altra e solo dopo i segni di interpunzione. Stop! Ma si deve.
Mentre non si deve MAI (anche questa, ad esempio, è una ripetizione entrata nell'uso: sarebbe sufficiente dire “mai si deve” 😉), dicevo, non si deve mai lasciare spazio:
- tra la (parentesi) e la parola che contiene, come spesso si vede, ( così ) ad esempio;
- tra le “virgolette” e la parola che contengono, come spessissimo si vede, “ così ”;
- tra l'apostrofo e la parola che lo segue, tipo l' apostrofo;
- tra una parola e un segno d'interpunzione (questo si vede in continuazione!), così , ad esempio ;
Questi spazi, proprio perché sono scorretti, vengono riconosciuti dai programmi (word compreso) come parole diverse, quindi come possibili “a capo” e non è per niente raro vedere virgole o parentesi, isolate, al principio di una nuova linea di testo, mandate a capo perché spaziate erroneamente.