Piccinesco ha scritto:
A questo punto vorrei aggiungere una considerazione riguardo un modo di fare, ormai ( diciamo così ) entrato a far parte della consuetudine nella lingua italiana, sia parlata che scritta,
si tratta dal termine "niente" posto dopo le tipiche frase"io non ho visto niente", e il termine "nessuno", "tu non sei nessuno" ( tipica risposta di chi sente
di essere ad un livello, soprattutto inteso come potere, potere decisionale, potere acquisito ecc..
In tutte e due i casi ( per me ) è sbagliato porre una frase in questo modo, perchè ad esempio l' avverbio di modo "non" già di per sè fa assumere alla frase il significato che le si vuole dare, qundi sarebbe corretto dire e scrivere"ho visto niente", e "per me tu sei nessuno", oppure" per me tu non sei qualcuno"( in un determinato campo ), insomma, il modo di parlare ha ormai adottato questa "modalità", che ritengo sbagliata.
Dire"non sei nessuno" è come dire sei qualcuno, il termine "nessuno" automaticamente toglie il significato al "non".
Spezzo una lancia...
Una volta credevo anche io illogica la doppia negazione (e credevo anche alla mezza bugia che in inglese non esiste). Poi ho scoperto che esiste in polacco, e l'ho creduta una coincidenza troppo strana.
In polacco è addirittura usata più sistematicamente che in italiano, dove se non erro la usiamo solo quando la frase inizia con "non". In polacco dicono ad esempio sia "NESSUNO NON è perfetto" (NIKT NIE jest doskonały) che "NON è perfetto NESSUNO" (anche se la forma abituale è la prima).
A quel punto ho cominciato a chiedermi del motivo pratico che ha spinto due lingue a giungere a questa soluzione (o mantenerla dopo averla ereditata da un antenato comune) ed è bastato riflettere all'inverso per pochi minuti (cioè, partendo dal momento in cui è sorto il supposto bisogno di avere una doppia negazione).
Perché in italiano solo quando inizia con "non"? Semplice, per limitare al minimo le incomprensioni. La lingua è uno strumento innanzitutto pratico, se uno dicesse: "Ho nessuna mela"; chi ascolta potrebbe fraintendere perché sente che all'inizio la frase è affermativa ma quello mele non ne ha.
Se invece dice "non ho mele" già dall'apertura della frase si capisce che è una negazione.
Secoli di domande: ma queste mele le hai o no? Hanno portato ad una doppia negazione, che è una soluzione ad un problema usando una forma altrimenti inutilizzata: non usiamo la doppia negazione per affermare, visto che per quello c'è l'affermazione.
In inglese direbbero: "I don't have ANY apple = Non ho ALCUNA mela" quando potrebbero dire "I don't have apples" - idem, per evitare domande: ma non è che ce le hai verdi? Certo non è una doppia negazione, ma c'è un elemento aggiuntivo, any, che ha in sé qualcosa di negativo. Non ricordo dove ho letto che in inglese c'è una negazione e "mezza" (a scuola ci mentono).
Certamente ce ne saranno altre, ma l'unica lingua che conosco io dove la negazione doppia afferma sempre è l'esperanto.
I seguenti esempi dovrebbero essere di facile conprensione per la traduzione a fianco e le maiuscolature che indicano parole identiche; in ogni caso, mi=io, pomo=mela neniu=nessuno, havas = presente ind. di avere, ne=no/non:
Mi NE havas pomojn = NON ho mele
Mi havas NENIUN pomon = (Non) ho NESSUNA mela.
Per la cronaca, i "mattoncini" (affissi) che vediamo attaccati alle parole: la -j dopo pomo/neniu è il plurale, la -n il complemento oggetto.