Opterei per il modalone... probabilmente per quello non ci sono alterazioni in chiave. Certo, è possibile giustificare qualsiasi concatenazione di accordi, ma in questo caso...
Sarei curioso di vedere la linea tematica e lo sviluppo del pezzo.
Da battuta 5 si potrebbe ipotizzare un centro tonale di Fa, col basso che scende cromaticamente: VI, IV- (I.M.), I, V del IV (tritono); la prima parte è più complessa, probabilmente suonerei accordo per accordo.
È un pezzo curioso, in effetti non sembra di matrice jazzistica, anche il siglato È insolitamente dettagliato, sembrerebbe un pezzo lento even 8ths...
M
Martina
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Risposta 11 di Martina
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DrJellyfish ha scritto:
È un pezzo curioso, in effetti non sembra di matrice jazzistica, anche il siglato È insolitamente dettagliato, sembrerebbe un pezzo lento even 8ths...
Secondo me È affascinante partire da un siglato per capire di cosa si tratta, veramente tosta quella prima parte...se fosse in do, sarebbe il quinto di fa...mah?
Ho dato un 'occhiata. In effetti lui propone il brano come esempio dell'uso di alcuni accordi particolari, però non fa un'analisi armonica. L'ho letto, poi ho fatto andare il frammento che hai messo tu su Sibelius, con un suono di archi e ti dirò che se l'avessi dovuta trascrivere senza vedere la partitura avrei usato delle sigle completamente diverse, enarmonia permettendo... Mi pare che lui crei delle tensioni che poi risolvono spesso su accordi dall'identità armonica ambigua, che quindi offrono la possibilità di muoversi ulteriormente verso altri centri tonali. Comunque non mi pare che ci siano sostituzioni: nel senso che non vedo un struttura tonale originaria a cui risalire. Tu che dici?
L
Lestofante
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Risposta 18 di Lestofante
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Mi sembra Interessante sto libro...è solo l'impressione di un profano?
Ho dato un 'occhiata. In effetti lui propone il brano come esempio dell'uso di alcuni accordi particolari, però non fa un'analisi armonica. L'ho letto, poi ho fatto andare il frammento che hai messo tu su Sibelius, con un suono di archi e ti dirò che se l'avessi dovuta trascrivere senza vedere la partitura avrei usato delle sigle completamente diverse, enarmonia permettendo... Mi pare che lui crei delle tensioni che poi risolvono spesso su accordi dall'identità armonica ambigua, che quindi offrono la possibilità di muoversi ulteriormente verso altri centri tonali. Comunque non mi pare che ci siano sostituzioni: nel senso che non vedo un struttura tonale originaria a cui risalire. Tu che dici?
Dico che è un linguaggio che trovo molto interessante e che si discosta un po' dal mondo delle sostituzioni che mi sembra abbatanza saturo.
A livello di gusto ci sono cose che mi piacciono molto e cose un filo meno, forse troppo cerebrali...per rispondere a Lestofante, è un testo ben referenziato e che mi hanno suggerito anche amici bravissimi.
A livello di gusto ci sono cose che mi piacciono molto e cose un filo meno, forse troppo cerebrali...per rispondere a Lestofante, è un testo ben referenziato e che mi hanno suggerito anche amici bravissimi.
Mi trovi assolutamente d'accordo: Dobbins è un ottimo teorico ma in certi esempi perde un po' di musicalità.