Caro Terenzio, - si fa così per parlare naturalmente anche perché siamo abbondantemente fuori dall'argomento proposto da Luca ma, come si sa, le discussioni sono come le ciliege, una tira l'altra - tu stesso, seppur indirettamente ammetti che una messa che oltrepassa i canonici 45 minuti diventa un po' eccessiva per chi la segue.
E questo anche ai tempi del nostro Bach.
Come tu ben sai la Messa in si- venne iniziata nel 1733, quando il compositore scrisse il Kyrie e il Gloria destinandoli ai riti per l'elezione del principe elettore di Sassonia Federico Augusto II al trono di Polonia col nome di Augusto III. In quell'occasione e in quella forma ridotta fu eseguita a Dresda il 21 aprile 1733.
Solo in seguito Bach compose le altre parti: Credo, Sanctus e Agnus Dei, terminandola nel 1740.
In realtà non si hanno affatto notizie di una sua esecuzione nella sua interezza ai tempi di Bach e questo, probabilmente proprio perché assai vasta di dimensioni.
Quanto alla protestantità e cattolicità di questa Messa, permettimi di ricordarti che Bach nel comporla ebbe ben presente, da un lato le messe fiamminghe e dall'altro quelle di Palestrina che aveva in parte copiate e , infine, i temi gregoriani.
L'intenzione del compositore fu quella di comporre una messa che fosse protestante e cattolica allo stesso tempo. Che avesse l'oggettiva grandezza della scuola romana e il soggettivo misticismo protestante.
Gli specialisti dicono che la cosa non è, sotto questo punto di vista, ben riuscita ... ma, a me (noi?) non importa per nulla: quello che conta è risultato generale dopo tutto.No?
Ma ritorniamo alla Missa Solemnis di Beethoven. Quello che rende questa Messa più adatta alle sale da concerto non è solo, secondo il mio punto di vista naturalmente, il fatto che non è liturgica in quanto non segue fedelmente il messale romano e quindi non è eseguibile nel corso delle liturgie della Chiesa Cattolica - come tu giustamente affermi - ma il suo taglio sinfonico.
E in questo Beethoven aveva avuto giù un predecessore nel suo maestro Haydn. Negli ultimi anni in cui Haydn compose, essendo libero da committenti di chiesa ma facendo riferimento esclusivamente al principe Nikolaus Esterhàzy, sfornò sei messe rimaste tutte in repertorio ma che, pur essendo rigorosamente rispettose del servizio liturgico, per il loro contenuto sinfonico non sono affatto adatte per essere eseguite durante il medesimo.
L'influenza poi che la Missa solemnis ebbe su tutta la musica "sacra" a lei postuma, fu immediata. Schubert nella sua Messa in sib+ D 950, composta a metà del 1828 adattò il testo alla musica - e non viceversa come si faceva prima di Beethoven - favorendo i valori emotivi e spirituali del compositore e trascurando nella maniera più assoluta le necessità pratiche della cerimonia sacra.
E poi ... si arriva a Schumann, Brahms ... ! Ma queste sono tutte altre storie che non sarebbero nemmeno immaginabili se prima non ci fosse stata la Missa Solemnis di Beethoven.