Anche qui vale la premessa fatta in quell'altro post caro Armando!
Mi darai atto che è, se non altro, un po' forzato affermare che si tratta di un « concerto di musiche inedite - o molto rare - del nostro Ludwig. » quando in realtà di vera mano beethoveniana c'è solo il Concerto in do+ per violino e orchestra WoO 5 che però si ferma alla battuta 259 del primo movimento e che richiede comunque un intervento di una terza mano che, immagino sia quello assai convincente del tuo caro amico Roberto Tiem Tigani.
Quanto al resto – ancora una volta ti chiedo scusa – ma io mi domando; che serve rimpolpare in maniera così “apocrifa” il catalogo beethoveniano che non ha bisogno certamente di aiuti.
Di ouverture beethoveniane ce ne sono di bellissime e di veri capolavori e mi riferisco in particolare all'Opus 62 Coriolan, Opus 72a “Leonore 3”, Opus 84 Musiche di scena per Egmont e soprattutto, lasciatemelo dire, quel grandissimo gioiello che è l'Opus 124 “La consacrazione della casa” di cui mi domando – forse Carlos nella sua qualità di direttore d'orchestra può darmi una risposta – come mai venga tanto snobbata nei concerti di musica sinfonica e nelle registrazioni su cd. Anche il maestro Chailly registrando l'integrale delle sinfonie di Beethoven con i tempi metronomici dettati dal compositore alla fine del 2011, l'ha tralasciata preferendo altre di ben più scarsa qualità. Questo pezzo di musica della durata di circa 10 minuti si trova nel catalogo beethoveniano, fra quei due colossi che sono da una parte la “Missa Solemnis” Opus 123 e dall'altra la Nona Sinfonia Opus 125. Si tratta di uno dei più stupefacenti brani di musica concepito per l'orchestra da Beethoven. Musica festosa, maestosa, scintillante in cui Beethoven volle rendere omaggio a Händel « il più grande compositore che mai sia esistito » secondo il compositore di Bonn.
Dapprima una citazione dall'amato compositore, poi il pianissimo dei fiati nella marcia introduttiva, il maestoso sostenuto, la fanfara di trombe e fagotti e poi il passaggio degli archi soli che annunciano la creazione polifonica dell'allegro fugato con brio finale dove il suono si afferma come pura forza. Ed è proprio in questo Allegro fugato finale dove, più che in qualsiasi movimento della Nona, si espresse il Beethoven del terzo stile nelle composizioni per organico orchestrale. Quel Beethoven che, se fosse vissuto, da lì a poco avrebbe composto la sua Decima e l'Ouverture sul nome di Bach e con esse avrebbe ulteriormente sconvolto e scandalizzato il mondo musicale degli anni 20 del XIXesimo secolo e dei decenni seguenti.
E a proposito di sinfonie: ma Armando ne abbiamo 9 che sono tutte, nelle loro distinte peculiarità, dei capolavori, ma dimmi: che ce ne facciamo di una decima raffazzonata? E che ce ne facciamo di questa Sinfonia di Jena in perfetto stile galante che non sopporto? Capisco che tu l'ami come l'amava Antonio Bruers...va bé de gustibus!!
Ciao Armando scusami per tutto è l'effetto influenza!