Stili e scuole potrebbero essere lo stesso concetto 🙂 considera che nel '900 non esistono vere e proprie scuole, ognuno ha un percorso creativo autonomo e diverso, ma ci sono delle "filiazioni", potremmo dire.
La più grande scuola-nonscuola è Darmstadt. Moltissimi compositori, soprattutto negli anni '50-'60, si qualificano come pro-Darmstadt o contro-Darmstadt, e Darmstadt significa soprattutto serialismo.
Il contro-Darmstadt per eccellenza è l'America, gli Stati Uniti, soprattutto la cosiddetta Scuola di New York, che non è altro che il circolo di amici di John Cage (Morton Feldman, Earle Brown, Christian Wolff...). E poi il minimalismo, e Britten, e tutti i grandi ancora vivi (Stravinskij muore nel 1971, Shostakovich nel 1975...), Messiaen (che viene visto come uno dei creatori del serialismo, ma se ne distacca praticamente subito).
Se io dovessi analizzare una composizione del secondo '900 e non avessi indicazioni particolari, cercherei di essere molto pragmatico. Bisogna capire se è tonale, non tonale, modale, quali sono i principi regolatori. Sembra banalità ma è FONDAMENTALE capirlo e dirlo. Anche perché non tutte le composizioni atonali-seriali sono "veramente" non tonali... se nel marasma trovi una bella funzione armonica, dillo.
Poi, macroforma, microforma e organico. Scrivere atonale è difficile, molti compositori hanno preso concetti semplici e li hanno applicati all'intera composizione. La maggior parte delle composizioni non tonali, soprattutto quelle "genericamente atonali", sono studi, su uno strumento, su una caratteristica tecnica, su una figurazione armonica o melodica. Non troverai forme sonata, ovvio, troverai piuttosto blocchi sonori giustapposti, forme a pannelli, pochissime ripetizioni. Cerca di capire la logica formale, anche in modo molto semplice.