Dunque, grazie per le risposte tutte utilissime.
Il ragazzo in questione, che vuole scrivere musica, ha già studiato armonia complementare su testi scolastici che ho visto, in particolare il manuale di armonia di Ettore Pozzoli e quello di Francesco Tissoni.
Personalmente trovo il manuale di Rimsky Korsakov totalmente esaustivo per la scrittura corale e l'armonia cromatica del tardoromanticismo. In più, sconsiglierei Schoenberg per studiare armonia da zero, ma in questo caso lo reputo fondamentale perchè unico trattato al mondo che spiega nella pratica come si realizza una modulazione musicale. Non credo siano da snobbare perchè "vecchi", dato che signori come Webern, Berio e Boulez hanno studiato su questi libri e hanno imparato qualcosa.
Detto questo, trovo le Funzioni Strutturali dell'Armonia dello stesso Schoenberg una vera e propria Bibbia dell'armonia ottocentesca, molto più esaustiva del De La Motte, che offre ottimi spunti ma è scritto da un teorico e non da un vero compositore, per cui "pecca" dal punto di vista pratico.
Credo anche che affermare l'inutilità dei manuali di Schoenberg oggi sia come definire Schoenberg uno scarso didatta, quando invece ben sappiamo che è l'esatto opposto, ovvero uno dei più grandi insegnanti di composizione musicale della Storia. preferisco affidare un giovane studente nelle "sue mani" piuttosto che in quelle di un De Ninno o di un Tissoni qualsiasi.
Naturalmente Schoenberg spiega l'armonia in modo complesso, quindi se questo giovane che mi ha chiesto consiglio ha talento e buon intuito riuscirà a seguire le lezioni proposte da Schoenberg in questi libri, altrimenti dovrà lasciare la composizione e fare ben altro (lo stesso Schoenberg rifiutava gli allievi che richiedevano lezioni più semplici e scolastiche). Stessa cosa Rimsky Korsakov, non stiamo parlando di un vecchio trombone ma del Maestro di due personaggi qualsiasi come Stravinskij e Prokofiev.
Personalmente preferisco instradare i giovani allievi sulla via dei grandi compositori e maestri piuttosto che sulla via dei grandi accademici sindacalisti, come li chiamo io, autori di trattatuncoli da quattro soldi che insegnano ad armonizzare il basso numerato con soluzioni antimusicali completamente avulse dalla realtà musicale.
Chi critica a spada tratta il manuale di Schoenberg (e non sono pochi quelli che lo fanno) evidentemente non è riuscito a capirlo a fondo o ad usarlo in modo utile.
Ripeto, chi considera il manuale di Schoenberg troppo "avanti", difficile, complesso, etc. non fa altro che dubitare della valenza didattica dello stesso Schoenberg, dato che lui usava quel libro con i suoi studenti.