Dopo qualche indecisione ho cercato di raccogliere l’invito di Frank e… non avendo un giornale a cui spedirla l'ho messa qui 😉
“Cara nipote,
visto che non potrei mai occupare più di un underscore sull’acrobatica linea della tua esistenza, men che mai vorrei sprecare l’occasione di farne un segno che tu possa allegare alle tue raccolte di nomi e interpretare, quando la strada ti appare più tortuosa.
Il mondo in cui io vivo forse ti apparirà un mondo passato, come a me già ora pare passato quello in cui sono cresciuta e potrai ritenere che a nulla servano i consigli di chi è vissuto in circostanze che sono totalmente dissimili da quelle in cui ti troverai. E sarà la tua una convinzione del tutto conforme a quella che ciascuna generazione ha sempre nutrito nei confronti delle trascorse, fino a che non è diventata, essa stessa, la generazione precedente. Però, ascoltami, la tua opinione di adesso, è davvero l’opinione corretta: tu vivi probabilmente in un mondo diverso, di cui la maggioranza di noi può avere solo poca contezza e per il quale potrebbe essere completamente inadatta. Invecchiando, non cadere negli errori e nelle lusinghe della memoria, che a volte si trasforma in nostalgia, altre in pura fantasia. E non cadere neppure nell’errore opposto, pensando che il tuo presente sia predestinato a creare un futuro migliore: già troppe volte questa speranza è divenuta un pretesto. Rendi migliore il tuo presente, per quanto puoi.
Vedi, per il genere umano, la realtà attuale, passata e futura è come un sontuoso banchetto, opulento e sterminato e pieno di ogni prelibatezza, così come di sorprese amare, ma è imbandito una volta soltanto. Non si approvvigiona ed esaurisce le proprie dovizie man mano che il tempo passa. Quelli che sono giunti prima, sono stati certamente più fortunati, non necessariamente migliori, perché hanno avuto più vasta scelta a disposizione. Poco alla volta hanno consumato le vivande gustose, quelle a portata di mano e poco alla volta i seguenti sono stati costretti ad esplorare i confini lontani per trovare ancora qualcosa di appetibile. Sebbene il convito possa apparire inesauribile, nella speranza di trovare nuove delizie dovremo spingerci sempre più verso remoti estremi e affrontare rischi crescenti. Per questa ragione la tua impresa comincerà con un verso certamente più eroico del mio. Tuttavia le rime che seguiranno, la storia che vorrai raccontare e l’esito che avranno, quelle spetteranno a te e a te soltanto e dipenderà dalla tua capacità di affrontare il presente se il tuo futuro interiore si manifesterà oscuro o sereno.
Decifrare la realtà si rivela un’opera impegnativa che richiede attrezzi speciali e molti saranno quelli che proveranno a venderti il loro pacchetto di soluzioni, alcuni in buona altri in mala fede. Prendili tutti in considerazione sapendo già in partenza che di molti non ne potrai comunque fare a meno. Non mostrarti superba, perché la superbia non ti aiuterà, però non rinunciare mai a scoprire da te la via, a costruire da sola l’aratro per coltivare la tua terra e lo scafo per navigare i tuoi mari, a scrivere le canzoni per cullare i tuoi bimbi. Non sarà facile e ti farà sentire spesso probabilmente sola.
Dedicherai buona parte della vita a costruire le fondamenta e i pilastri dell’intera tua esistenza. Si tratta dell’insieme delle regole che da un certo momento in poi caratterizzeranno il tuo gioco e che distingueranno la tua personalità dalle altre, dei principi che, una volta consolidati, ti sarà difficile se non impossibile trasgredire: in una parola, della tua morale. Devi capire che la foggia con cui queste colonne sono edificate è varia, il materiale differente, il numero e la disposizione mutevoli, ma unico è il modo con cui esse prendono forma, per qualsiasi animale dotato di un intelletto, e tale modo è l’abitudine. Il momento in cui questo insieme raggiunge una struttura stabile, è il momento della maturità. Il momento in cui questo insieme cessa di evolvere e non è più in grado di adattarsi, quello è il momento della vecchiaia. Comunque vada questo sistema ti sarà indispensabile per vivere nel mondo e l’aspetto che gli avrai dato sarà fondamentale per i risultati che potrai ottenere. Non fraintendere però la funzione dell’abitudine con un atteggiamento passivo, poiché saranno necessarie curiosità, intraprendenza e tutta la tua intelligenza per compiere un’opera così imponente. Ti troverai di fronte a scelte, le sbaglierai e ricalibrerai il tuo progetto fino a che non ti garantirà delle risposte soddisfacenti. Attenzione a non fare che l’abitudine diventi di ostacolo, semplicemente sfruttala a tuo vantaggio, poiché non ne potrai fare a meno. Ti servirà in ogni circostanza, dalla più insignificante alla più complessa, ma sii sempre vigile affinché non comprometta mai il tuo giudizio.
Ecco, proprio questo, se dovessi puntare tutto su qualcosa, è quello su cui punterei, sulla tua capacità di giudizio, alla quale spetterà guidare ogni azione, ogni decisione e ogni tuo pensiero. Impara ad esercitarla, ad essa dedica la tua cura maggiormente che ad ogni altra facoltà, mantienila sempre in primo piano senza cessare di metterla a fuoco. Fai in modo che nulla e nessuno mai si sostituisca ad essa. Questo è il rischio più grande, proprio perché essendo la cosa più difficile è anche quella che si preferisce delegare, consciamente o inconsciamente. Su una simile debolezza punta chi vuole vendere facili miti, progresso a buon mercato, guerre sante o sedicenti politiche sociali. Ti vorranno dire cosa è bello e cosa è brutto, cosa è meglio e cosa è peggio, chi seguire e chi evitare. Dubita sempre del giudizio altrui, anche quando è onesto, perché non c’è cosa più preziosa o perdita più grande di questa facoltà. Coltiva il dubbio, compagno discreto ed elegante, non come una protesta distruttiva, ma come il principio di una nuova ricerca. Metti in discussione i tuoi e gli altrui traguardi e cambia prospettiva, ma ricorda che questi non sono fini, bensì strumenti per arrivare ad ulteriori risultati.
È solo grazie ad essi che puoi costruire una morale efficace e solida, la quale a sua volta dovrà servire a corroborare il tuo giudizio, come in un gioco dinamico e continuo. Difficile è indicare un luogo o un modo specifico in cui apprendere una simile arte, anzi impossibile. Quel che è certo è che oltre ad una predisposizione naturale, importanti saranno i tuoi maestri, i quali purtroppo non potranno dipendere da te che in minima misura. Tu potrai solo giudicare se essi sono all’altezza del loro compito e il tuo scopo sarà il metro con cui dovrai valutarli. Sappi che non vi è nozione che ti potranno insegnare con tale obiettivo che possa sostituirsi all’esempio che ti forniranno. Perché la capacità di giudizio non è fatta di tecniche e di calcoli, siccome è proprio quella che serve per scegliere laddove calcoli e metodi non arrivano più, sia per limitatezza della conoscenza che per l’indeterminabilità stessa delle cose, e perché la capacità di giudizio è quanto ti rende umano. Cerca allora la conoscenza più che puoi, sia essa di qualunque tipo e secondo le tue più genuine inclinazioni, e trova sempre in essa la tua umanità, che si rivela nel tuo giudizio, senza la quale nulla, di quel banchetto, potrà mai avere alcun sapore.
Altro non aggiungo, se non l’augurarti che un giorno, in un futuro lontano, quando avrai magari dimenticato del tutto queste poche parole, e quando forse a tua volta ti toccherà l’arduo mandato di indicare ai tuoi nipoti quali orizzonti seguire, anche allora, ti sia rimasto quel segno, invisibile e muto, mai sbiadito o spento, che solo ti avrà garantito la dignità umana.”
Membro
Messaggio iniziale di Bianca
- Messaggi
- 510
- Città
- Torino