Maestro la ringrazio sinceramente. Tuttavia non mi permetterei mai di scomodarla per farla venire dall'altra parte dell'Italia per un pianoforte quasi in disuso. A dire la verità, se ho trovato la forza di ri-esporre il problema con qualcuno, è proprio per il beneficio della "distanza": garantisce la sincerità e il disinteresse delle informazioni che ci si scambiano (più che altro per me, la Sua di serietà, Maestro, è ben nota)
Mi spiace dover dire, mi creda Maestro. che tutte le operazioni necessarie alla preparazione della martelliera sono state effettuate come prescritte dal protocollo Steinway (per altro quello da concerto). Il tecnico intervenuto ha diploma steinway e chi, dopo di lui, ha messo mano allo strumento, era comunque un tecnico competente che da generazioni cura gli strumenti di tutti i maestri/studenti/appassionati della mia regione.
Il mio punto di vista diverge radicalmente dal loro, ai quali lo strumento piace.
Sono certo che non siano in cattiva fede, semplicemente per me era meglio prima, mentre loro hanno un diverso modo di sentire.
Non c'è intonazione o intervento di sorta che possa arginare una differenza timbrica così ampia (sono un giovane studente, ma non mi "spavento" con poco...) e ci sarebbe comunque da dire quanto siano diversi i timbri degli steinway attuali (è sufficiente sentire il Pollini o lo Schiff di oggi) da quelli di una trentina d'anni fa.
Intonazione a parte, è diventato anche più pesante. (Quando doveva essere il contrario).
E per coronare la follia (era veramente inascoltabile) mi sono fatto montare una abel (su stiletti diversi) con risultati più o meno simili (migliore sulle ultime tre ottave acute).
Questa la mia avventura 🙂 Putroppo i martelli originali sono stati cestinati dai tecnici.
Posso solo dire che erano "a vista" della stessa tipologia di quelli di Fra, mogano, impregnati e molto panciuti.
Buona giornata e grazie.