In musica non sempre ciò che bello è anche giusto e viceversa, ma mentre il bello non si può insegnare (fino a un certo punto...), il giusto sì.
Secondo me un buon punto da cui partire è la STRUTTURA di un brano. Parti da una struttura semplice, ad esempio un'esposizione di romanza, e cerca di stare dentro a un numero prefissato di battute. Ad esempio se la tua idea iniziale in sol minore è di 4 battute, costruisci una risposta a questa idea che sia anch'essa di 4 battute. Non ragionare in termini di durata, 2 minuti, 3 minuti, no, ragiona in termini di battuta, di struttura. Se nell'idea iniziale dici una cosa, ad esempio: "Ciao come va?" nella risposta dirai: "Ben grazie, e tu?", per cui la risposta va su accordi che la proposta non tocca, è un modo semplice per non essere ripetitivi pur rimanendo nella stessa tonalità.
Dopo il primo botta e risposta riproponi l'idea iniziale leggermente variata, nel senso che puoi aggiungere qualche fioritura alla melodia, qualche nota in più nell'accompagnamento, ma stesso numero di battute e poi una seconda risposta, dello stesso numero di battute, anch'essa diversa sia dal tema principale che dalla prima risposta.
In pratica è lo schema 4 batt. T(tema) - 4 batt. R1 (risposta 1) - 4 batt. T' (tema leggermente variato) - 4 batt. R2 (seconda risposta).
Questo già dovrebbe funzionare. Fai in modo che l'ultimo accordo di ogni sezione si colleghi bene al primo accordo della sezione successiva.
A questo schema di base puoi aggiungere delle varianti prima e dopo, una piccola introduzione o una piccola coda, spesso come introduzione e coda funzionano i pedali, cioè rimanere sullo stesso basso cambiando le armonie sopra, i pedali più usati sono quelli di tonica (I grado) e di dominante (V grado).
Potrai avere un piccolo brano di 16 misure, con intro e coda potrebbero diventare 24-26-28....poi magari il tema inizierà a essere di 6 invece che di 4 battute, insomma ci sarà modo di aumentare le proporzioni.
Questo è solo uno dei tanti schemi che si possono seguire.
Mi capita spesso di avere allievi che hanno delle idee ma che non sanno svilupparle e si limitano letteralmente ad "azzeccarle" l'una all'altra: ciò avviene perchè non ragionano in termini di struttura, è come voler costruire un palazzo senza un progetto ma semplicemente iniziando a impastare qualche mattone con la calce e vedere quello che succede.
Col tempo magari scoprirai che a volte "il naufragar in questo mar è dolce" e farsi portare dove vuole la fantasia non è male ma per evitare di affogare i primi tempi (e anche i secondi e i terzi...) è meglio seguire una struttura.
Un'ultima cosa: anche quando avrai imparato a padroneggiare bene la tecnica compositiva, l'orchestrazione e quant'altro, continuerai a sentirti un microbo in confronto ai grandi compositori, perchè lì entra in gioco un fattore del tutto incontrollabile, personale e fuori da ogni dinamica legata alla didattica: il sacro fuoco del GENIO.
Puoi scrivere la fuga più "giusta" che ci sia, con i contrappunti più "corretti" che ci siano, poi senti i contrappunti dell'Arte della fuga di Bach e dici: "Vabbè, abbiamo scherzato" chiudi tutto e ridi e piangi allo stesso momento.....