Caro Paolo,
io non sono esperto di questo campo, o "tappeto" come in maniera molto più simpatica ti esprimi tu, tuttavia è affascinante parlarne, d'altronde stiamo parlando tra amici del mondo in cui viviamo, anzi del mondo in cui Dio ci ha messo a vivere. Stiamo parlando dei rumori o suoni (di cui le note sono la loro espressione "musicale"), dei colori, dei disegni di quel "tappeto" che Dio ha messo sotto i nostri piedi, non per sfruttarlo (come infatti dice chiaramente anche la Bibbia), ma per prendercene cura, quindi per "organizzarlo", usando un termine più adatto a noi musicisti (scusa se anche io, semplice aspirante, mi definisco già "musicista": tra il dire e il fare...), ecco quindi che studiare armonia, come avete fatto voi, come fanno tutti gli studenti di musica, è fondamentale, perchè farlo rende l'uomo capace di nuotare in questo mondo altrimenti ignoto, in questo universo di "rumori", cioè suoni, cioè note: toni, semitoni, quarti di tono ecc. Come il pittore disegna il mondo che è fuori di sè, come faceva ad esempio Michelangelo, o dentro di sè (come ad esempio faceva Paul Klee), raffigurando immagini esistenti in universi onirici, "reali" seppure immaginari, così il musicista, con il suo sesto senso, o sesto orecchio, o sesta antenna, può captare suoni e organizzarli in melodie "celestiali", come ha fatto Bach (bella, Paolo, nel tuo post, la rappresentazione di Bach che si barrica in camera per "insonorizzarsi" dalla caciara dei suoi numerosi pargoli), oppure prendere quei suoni, quei "rumori", riproggammandoli, riorganizzandoli in modo diverso (come il pittore che dipingeva il mondo che è dentro la sua testa, mi immagino ad esempio John Cage al posto di Bach, invece di chiudere la porta, prendere il suo registratore, registrare le voci chiassose di quei diavoletti dei suoi figli, e poi sì, solo poi, chiudersi la porta dietro alle spalle, e lavorare su quei rumori per farne una composizione). Il musicista del resto chi è se non l'abile mago, alchimista, organizzatore e riprogrammatore, dei rumori, dei suoni, delle note? Uno che si muove però in un universo armonico, con regole precise, che devono perciò essere conosciute, studiate, affinchè abbia la libertà di trasgredirele, divenendo così a pieno titolo creatore (leggasi in queto caso "compositore") al pari di Dio che ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza.