...ma anche
http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/1999/11/02/ST401.html
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Thallo, il punto è:
come si fa ad accettare come sponsor di un'Expo sull'alimentazione, la sostenibilità e la necessità di offrire a tutti i popoli cibo sano niente di meno che il sig. McDonalds?!
Moderatore
a LucianoP,
hai citato articoli del 1998 e del 1999. Volevo dirlo non perché io non sia d'accordo con quello che dicono quegli articoli, ma per sottolineare come critiche così plateali a Bocelli, soprattutto da parte della stampa USA, non ce ne siano più da tempo. Bocelli è un fenomeno internazionale, la critica "classica" non lo guarda più in faccia, anzi, per superare un certo imbarazzo continua a sottolinearne il ruolo di ambasciatore di questo o di quest'altro.
E quindi, prima boiata: il discorso sui servitori dei poteri forti. Se questo fosse un discorso serio (e, purtroppo, non lo è), ovvero, per esempio, se ci fosse una tesi di laurea con la tua firma, o la mia firma, e una commissione pagata per giudicare quella tesi di laurea, la domanda sarebbe: chi sono i poteri forti? E da lì diventerebbe fino in fondo caciara. Le accuse, di qualsiasi tipo, si argomentano e si infarciscono di nomi e cognomi propri, non di enigmatiche allusioni. E sui blog che leggo io, che penso siano i blog che leggono quasi tutti i musicisti "classici", Bocelli è stato stroncato senza ritegno. Se poi c'è qualcuno che legge Il Giornale, questo non dovrebbe riguardarci, e non dovrebbe far gridare al gomblotto internazionale. Il nuovo ordine mondiale non ha bisogno di Bocelli, a mio avviso. E Bocelli fa quello che il pubblico gli permette di fare, ovvero canta, a modo suo, un repertorio che decide assieme ai suoi agenti, la gente compra i suoi CD in tutto il mondo e paga il biglietto dei suoi concerti in tutto il mondo. Come dicevo a un amico che ha la fortuna di fare osservazioni un po' più profondo di quelle che sto leggendo qui, la musica di Bocelli non ha il significato della musica classica ma ne ha il valore. Quello che potremmo fare noi è capire se il valore ci fa schifo oppure no, se pensiamo che una signora cinquantenne che lava i piatti e ascolta Bocelli stia facendo qualcosa di utile o no (ammettendo, appunto, che pretendere da lei una comprensione profonda della musica sia molto difficile).
Detto questo, io non odio Bocelli, ma penso che la sua presenza, a volte, oscuri quella degli altri. Sono entusiasta che abbia fatto il concerto di apertura di Expo, perché mi immedesimo sempre nei trentenni gay malesiani che guardando quel concerto lo hanno riconosciuto e lo hanno associato all'Opera lirica. Con loro non si può essere massimalisti, non si può pretendere un ragionamento sul significato, perché la loro cultura di provenienza è diversa dalla nostra, non capiscono la differenza tra un acuto di petto ben sostenuto e omogeneo e "la stessa cosa" ottenuta grazie ad un microfono e una regia audio favorevole. Significherebbe essere stupidamente massimalisti, che è la cosa che odio di più del mondo della musica classica.
Diverso sarebbe il caso se Bocelli domani facesse l'apertura della Scala. Lì mi incazzerei.
A Ettore...
i miei hanno un ristorante, io ho "lavoricchiato" nel mondo della ristorazione, anche se non posso dirmi un professionista vero e proprio. Ma sono un grande appassionato, e, proprio perché in famiglia ho persone che ci lavorano, ho sempre cercato di capire il mondo della ristorazione dall'interno.
McDonald's è un'azienda, quindi non fa volontariato. Questa è una premessa d'obbligo e se il nostro discorso va a finire su quanto è schifoso campare dell'ingordigia altrui, beh, allora risponderò sempre che anche la piadineria campa dell'ingordigia altrui. E nella piadina c'è lo strutto, nell'hamburger no...
McDonald's è la più grande catena di ristoranti in Italia. Ed è una delle pochissime che ha deciso di curare la filiera produttiva. Riesce a farlo proprio perché è una catena di fast-food, ovvero per tutto l'anno sa che avrà bisogno SOLO di quel tipo di prodotto e riesce a calcolarne più o meno la quantità. In questo modo può decidere di prendere, che ne so, i pomodori sempre dallo stesso produttore e ha, quindi, interesse ad ottimizzarne la produzione, per avere una resa standard tutto l'anno tutti gli anni. La grande produzione, che è secondario e terziario, riesce ad agire sul primario (l'agricoltura) più di quanto possa fare il piccolo ristorantino. Già solo questo la rende parte attiva della questione. E parte attiva significa che se McDonald si interessa ad Expo, dovremmo essere CONTENTISSIMI, perché vuol dire che Ettore e Thallo su un forum che parla di tutt'altro finiranno per accendere le luci sul problema, controllare maggiormente la qualità, la sostenibilità, la sicurezza della filiera produttiva che fa capo a McDonald's.
Su questa filiera, io non ho dubbi: è una delle migliori. E non lo dico perché ho simpatia per McDonald's (e io HO simpatia per McDonald's, come per tutti i fast-food) ma lo dico perché in Italia le leggi sono così stringenti da non lasciare adito a nessun dubbio. Il ristorante medio italiano e direi mondiale NON HA gli standard produttivi di McDonald's, non ha orari precisi in cui avvengono le pulizie, non ha sistemi di conservazione standardizzati, non ha una gerarchia forte di management e controllo, non ha il numero di controlli che McDonald's ha (no, perché il finanziere medio pugliese preferisce controllare McDonald's piuttosto che la trattoria di suo cugino, e questo è vero soprattutto in Italia dove ragioniamo a simpatia), non ha la stabilità contrattuale di McDonald's, non ha il numero di clienti di McDonald's (la famosa regola d'oro della ristorazione: andare in ristoranti pieni, così sai che la roba è fresca).
Se poi vogliamo parlare di dieta mediterranea, beh, questo non è il punto. Altrimenti ad Expo sarebbero stati invitati solo gli stati mediterranei.
Expo non è la fiera della porchetta, è un evento sull'alimentazione, e ad un evento sull'alimentazione, secondo me, ci devono ANCHE stare i privati dell'alimentazione, tipo soprattutto le grandi catene della ristorazione. Spero che ce ne siano altre, in realtà non lo so, purtroppo in Italia queste catene sono così poche che di rado hanno un interesse vero sulle politiche internazionali dell'argomento. Ma se penso alle catene di caffetterie statunitensi tipo Starbucks, loro sì che influenzano davvero il settore primario in larghe parti del globo.
Non è la sezione adatta, sicuramente, ma i discorsi sull'alimentazione sono molto più di "McM*rda" e Slow Food. Io sono sempre rompico*lioni, come vedete non solo per la musica...
Membro
Io penso che tu abbia ragione Claudio su, almeno, quasi tutto.
Quanto al massimalismo, proprio in questi giorni e più in generale e non solo nello specifico, penso sempre di più a quanti danni abbia fatto, non tanto all'ordine costituito o ai "poteri forti", ma proprio alle idee di chi si è arroccato in esso nel portare avanti le proprie battaglie ...
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Quella di Thallo è una risposta intelligente e realista
Avviso per gli amici del forum non di Milano che verranno a vedere Expo. Mi dicono che li dentro un primo costa 13 euro e un caffe 2 euro e mezzo. Non sono sicuro che quei soldi serviranno contro la fame nel mondo perciò vi consiglio di portarvi i panini da casa. Il caffè posso anche offrirlo io 🙂
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jack ha scritto:
Avviso per gli amici del forum non di Milano che verranno a vedere Expo. Mi dicono che li dentro un primo costa 13 euro e un caffe 2 euro e mezzo. Non sono sicuro che quei soldi serviranno contro la fame nel mondo perciò vi consiglio di portarvi i panini da casa. Il caffè posso anche offrirlo io 🙂
Consolati Jack
Moderatore
http://it.wikipedia.org/wiki/Kaiseki
Il piatto ordinato in quel ristorante fa parte della cucina kaiseki, il corrispettivo della nostra cucina a 3 stelle Michelin, ma con alcuni centinaia di anni di storia in più... il prezzo pagato dal tipo è assolutamente ragionevole, e online ci sono anche dichiarazioni dello stesso cliente che dice di averlo ordinato in totale coscienza.
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thallo ha scritto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Kaiseki
Il piatto ordinato in quel ristorante fa parte della cucina kaiseki, il corrispettivo della nostra cucina a 3 stelle Michelin, ma con alcuni centinaia di anni di storia in più... il prezzo pagato dal tipo è assolutamente ragionevole, e online ci sono anche dichiarazioni dello stesso cliente che dice di averlo ordinato in totale coscienza.
Era proprio quello che intendevo, anche nell'articolo da me citato si fa riferimento alla consapevolezza del cliente.
Il fatto è che un primo costi 13 euro ci dice poco. Alcune domande in libertà: a base di cosa? Chi lo prepara? .... e a che livello?
... per cui
Membro
Che poi.. In tante grandi città all'estero trovi i primi a 15 euro e sono anche immangiabili... Diciamo che è un prezzo nella media e sono quasi sicuro che sia di qualità migliore di quello che magari puoi trovare in altri paesi..
Amministratore
Ho letto alcune cose molto interessanti altre molto meno... La critica su expo andava fatta prima, non ora che c'è. È come essere contro le droghe leggere, non discuterne quando si progetta di legalizzarle e poi incazzarsi una volta che si trovano sui banconi dei tabaccai, comunque, ho letto molti pro expo io sono contro, per un milione di motivi. Primo tra tutti è la scusa di creare nuovi posti di lavoro per mandare gente a lavorare a 600€ euro al mese... Io non lo chiamo lavoro ma sfruttamento. 2. È un'opera costata non so quanti miliardi di euro che sarà risanata solo dopo 64 milioni di visite che contano di fare in sei mesi... Difficile ma non impossibile.
Riguardo il concerto di apertura. Lang Lang ha fatto vomitare, non credo ci sia bisogno di dirlo ma sembra che alla platea piacesse, tanto ormai viviamo in questa società dove chi è più veloce è più bravo. Domani la registro anche io a 3000 bpm invece di 2400 come Lang Lang e magari qualcuno si accorgerà anche di me.
Ogni volta che prendiamo questi discorsi su Lang mi viene il voltastomaco perchè mi ricordano i discorsi fatti e rifatti sui giocatori di pallone con la gente che si incazza perché quelli prendono 10 milioni di euro a stagione per correre dietro a una palla e il manovale che si spacca la schiena, per non dire altro, tutto il giorno sotto al sole 1000€. Il punto è che se la gente comincia a non andare più allo stadio magari saranno i giocatori a dover lavorare per 1000€ al mese. L'analogia con Lang Lang calza a pennello.
Su Bocelli di che cosa vogliamo parlare ? Sul classico fa ridere e la cosa non fa più notizia perchè ormai l'hanno distrutto ovunque. Gli ho sentito cantare la famosa "ah mes amies" dai 9 Do di petto e sembrava una gallina alla quale gli stavano tirando il collo. Si sono presentati all'expo e non avranno provato neanche una volta. Evviva il Dio denaro. Per chi ha orecchio musicale le performance di Lang e di Bocelli non si dovrebbero neanche commentare, per il 99,99% è stato un successo con il botto e vi dirò che mi sono anche stancato di parlare sempre delle stesse cose.
Riguardo la sagra della porchetta, la fanno qui al mio paese ogni anno a settembre e se volete vi ospito. Vi renderete conto che per fare la expo di Milano mancano qualche centinaio di migliaia di persone, una 20 di padiglioni, qualche centinaio di ettari di terreno e almeno altre 30 cucine di tutto il mondo.
Membro
Solo una cosa Simone (giusto per rincarare la dose, ma detta in modo ironico anche se sembra sia vera): un'amica di musicista che ho tra i miei contatti di facebook, ha scritto (prima del concerto d'apertura) che mentre andava a prendere la metro, in lontananza ha sentito Bocelli che provava, per cui c'è anche "l'aggravante" delle prove effettuate. 🙂
Membro
... se lo dice un bocconiano, forse è c'è da fare un pensierino:
http://www.nuovatlantide.org/perche-lexpo-e-un-grande-errore/
Moderatore
non dimostra praticamente nulla, mette solo in dubbio le metodologie delle stime più note, e sempre e solo sul teorico. Cioè, se dovessimo prendere acriticamente quello che scrive, dovremmo dedurre che il Portogallo, grazie alle sue piscine, ha possibilità di crescita maggiori dell'Italia.
Quando confronta graffiti ed edilizia-Expo usa ANCHE LUI un linguaggio retorico volutamente riassuntivo. Parla di ennesimo palazzo dei congressi a 10 km dal centro, quando invece la riqualificazione della Darsena, la creazione di Porta Nuova e di Piazza Aulenti, CityLife e tutta una serie di altri progetti NON SONO il polo fieristico. Io posso pure essere d'accordo con lui quando dice che bisognerebbe volare basso ed evitare toni trionfalistici, ma la politica usa il linguaggio della politica, e gli economisti usano il linguaggio degli economisti.
Tra l'altro, per entrare di nuovo nel topic "musicale", segnalo come Carlo Boccadoro, noto compositore e direttore dell'Ensemble Sentieri Selvaggi, abbia fatto notare sulla sua bacheca di essere stato inopportunamente citato in un'inchiesta "contro" Expo.
Cito un suo status pubblico su fb
"Sono finito mio malgrado in un libro di Gianni Barbacetto e Marco Maroni dal titolo: “ Excelsior. Il gran ballo dell’Expo” ( edizioni Chiarelettere).
Gli autori sostengono che io avrei preso 30.000 euro per il mio ruolo da giurato nel concorso “Nutrire la musica”, nato all’interno di Expo 2015.
Mi si indica anche come il referente per gli interventi musicali nel comune di Milano.
Ho spiegato all’editore e a Barbacetto che ho preso solo 3.000 euro (gli ho mandato anche la fattura); che 30.000 euro era il compenso per tutti i 10 giurati; che non sono il referente proprio di nulla.
Da Barbacetto mi è stato risposto sul sito di Expo risulta così, e che me la prendessi con loro.
In realtà sul sito di Expo, nell’elenco degli appalti, compare solo il mio nome per ragioni di spazio e per la mia sfortuna di avere un cognome che inizia per B (quindi, primo in ordine alfabetico), ma è ovvio che il compenso indicato è quello stanziato per tutta la giuria. E certo sul sito non si parla di miei inesistenti ruoli nella politica culturale del comune.
A questo punto mi sarei aspettato, non dico delle scuse, ma almeno una pubblica menzione del fatto che nel libro sono state scritte cose non vere.
Il massimo che ho ottenuto è l’impegno dell’editore ad espungere, da future edizioni (se ci saranno) il mio nome (ha infatti scritto al mio avvocato: “le confermo che in caso di ristampa elimineremo dal libro Excelsior tutto il periodo relativo al professore”).
Mi basta e mi fermo qui: di mettermi a far causa non ho voglia né tempo. Mi rammarico solo del fatto che ci voglia così tanta fatica per far emergere una semplice e oggettiva verità."
A prescindere dai fatti in sé, a me dà fastidio questo atteggiamento millenaristico. Da alcuni anni qualsiasi attività umana è vista, da qualcuno, come un possibile segno dell'apocalisse.
Membro
Altro materiale per riflessioni
http://comune-info.net/2015/04/expocrisia-2015-nutriamo-il-profitto/
Cosa ne penso io?... Sottoscrivo tutto.
Moderatore
Argomento vasto sul quale si può dire tutto di tutto. Restando nell'ambito dei soli aspetti musicali penso che il contesto non sia propriamente colto occidentale ...in effetti la platea è vasta e variegata per estrazione sociale e culturale per cui in questo casi le scelte (interpreti/repertorio) non possono essere a senso unico ed una scelta non può accontentare tutti.
Personalmente e musicalmente parlando avrei fatto delle scelte orientate a presentare un Italia più attuale e non troppo "ottocentesca".
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@TheSimon
Mi ricordo quando qualche anno fa comparve sulla scena internazionale un, allora, giovane pianista che per assurgere ai fasti della notorietà, eseguiva tutto al contrario: forte? ...piano; crescendo? ...diminuendo; moderato? ...presto; allegro?...quasi adagio. Questo invece spinge, la gioca sulla velocità, il che è doppiamente efficace perché ...stupisce. Certo, stupisce gli sprovveduti, chi non ha alcuna educazione musicale anche soltanto di base, però raccoglie anche un po' di "paralitici" che amano idolatrare chi fa quel che anche loro hanno in qualche modo approcciato, ripenso alla esecuzione della marcia turca, ma con una abilità funambolica inimmaginabile. Tutto benissimo, una cosa stona: il contesto. Quando vediamo un filmato con i fratelli Marx che suonano il pianoforte e con grande abilità, ne restiamo affascinati perché pensiamo che il loro specifico non è il pianismo professionale ma la comicità, però se anche suonano in modo appropriato questo ci sorprende piacevolmente, nessuno li guarda pensandoli come pianisti. Ecco l'errore con questo pianista sta qui, pensarlo come pianista. Se si sposta la chiave di lettura, me lo vedo con basettoni finti, un bel naso rosso a palla e un frac bianco con code esagerate...beh, allora, non lo batte nessun comico, diventa il re del circo.
Membro
Ti devo dar torto, caro TTW, tutti i grandi comici o clowns sono estremamente musicali ( far ridere è una questione di tempi, dunque di riduzione della molteplicità ), mentre il suddetto disgraziato manca di ogni capacità in tal senso: è un semplice atleta con inclinazione sentimentale. La faccia da imbecille con la quale esegue - ignorando completamente ciò che succede nell'orchestra - la sua preparazione ginnica mi ha, lo confesso, sconvolto meno della insulsaggine sentimentale con la quale ha osato eseguire uno dei Davidsbündlertänze come bis in un recital. Mai uno dei fratelli Marx sarebbe stato capace di un simile scempio. Ti prego, visto che ormai il musicista viene screditato in tal modo, salviamo almeno la categoria dei comici e dei clown!!!
Membro
Premesso che considero lang lang un pianista estremamente dotato ma al tempo stesso un musicista vuoto e "tamarro" (non trovo altri termini che sintetizzino bene il concetto) e ciò fa si che le sue prodezze non rientrino tra i miei ascolti abituali, vorrei fare l'avvocato del diavolo. Avete presente il ben noto documentario "the golden age of piano"? La parte su Horowitz aveva un passaggio che riguardava proprio le famose ottave del finale di questo concerto, e uno degli intervistati parlava proprio con somma ammirazione della velocità che il grande virtuoso riusciva ad ottenere in quel passaggio e del clamore che aveva suscitato nella critica e nel pubblico. insomma stiamo parlando del gran finale di un concertone romantico, non dell'arte della fuga di Bach o delle più intime miniature schumaninane. Io trovo questa stigmatizzazione del virtuosismo (che andrebbe contrapposto alla musica con la M maiuscola) un po' sinistra e goffa, la considero una moda insensata, anch'essa sintomo di una grossa difficoltà che oggi è connessa ad una fruizione serena e naturale della musica colta.
Nel pianismo e nella sua musicalità di LL ci sono delle illustri assenze: non possiamo parlare di esse in modo un po' più approfondito senza contrapporre -in automatico- la vera Musica al virtuosismo? Qualsiasi aspetto musicale, pure quello sempre più raro del bel suono, se non contrappesato da altri mille aspetti che la musica richiede, risulta fine a se stesso.
Membro
Ha ragione anche Dino, per me: ma le ottave fatte da Horowitz "con la pancia" (parole sue) sono una cosa; la gigioneria e la sbracatura, la ricerca dell'enfasi plateale, degli effettacci; l'arbitrarietà continua dei tempi e la loro forzatura, sono altro. Lucio Fontana, prima dei tagli, era un bravo artista. Poi mangiò la foglia, e andò a grana. Lo stesso mi pare faccia Lang Lang: il virtuosismo va benissimo, se si è anche musicisti. Se si vuole 'fare il personaggio', no. Ma si guadagna di più.