L'oggetto della mia attenzione non è LL -difendere il quale non rientra nei miei interessi- ma proprio l'apparato critico usato per definirne i limiti. è una riflessione che va oltre questo caso specifico. La stigmatizzazione del virtuosismo, che quasi andrebbe "giustificato" perchè di per se non parte di quella costellazione di qualità che definirebbero la musica con la M maiuscola, mi sembra piuttosto sintomatica del fatto che gli eccessi che critichiamo arrivano a destrutturare anche le categorie con le quali osserviamo la realtà. insomma -rimaneggiando il famoso detto- non temo il Lang Lang in se ma temo il Lang Lang in me. da qui l'esempio della parte del documentario su Horowitz. essere accerchiati dall'ignoranza ci sta togliendo molti dei piaceri più genuini della fruizione musicale, per una presunta necessità di contrapporsi che trovo discutibile.
T
Tiger
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Risposta 42 di Tiger
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C'è un tempo "giusto" per ogni opera, seppur non rigorosissimo. Ma le comiche di LL sono altra cosa. E con la benedizione della Sony. E' comico anche nel suo "No look" mossa tipica dei calciatori quando fanno le finte.... Mah!
Signori, ci sono delle registrazioni live di horowitz degli anni 70, posseggo degli LP, che sono di una volgarità ed indecenza quasi pari al pagliaccio del sol levante.
D
Dino
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Risposta 44 di Dino
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E' vero che ci sono delle registrazioni tremende di Horowitz. Ma anche cose belle. Non definisco interpretazione perché non è questo il punto, intendo semplicemente qui "il modo in cui ci viene presentato un brano", mettiamola così. L'impostazione di un brano può essere del tutto scorretta, pur mantenendo una sua logica interna (anche errata). Poi ci sono quelle esecuzioni che non hanno nemmeno logica, ma sono del tutto a caso, secondo il momento e l'umore. Questo è Lang Lang. Intendevo dire questo. Comunque, per quante schifezze abbia fatto, Horowitz rimane un signor pianista (che a me personalmente non ha mai entusiasmato, ma è un altro discorso), questo qui....mah
Riprendo un po' le redini della discussione che ho avviato personalmente per dare un'opinione e confrontarmi anche con voi riguardo la parte musicale dell'apertura dell'EXPO, non dell'EXPO in se dato che sarebbe un discorso politico che non mi va di affrontare!
Innanzitutto vorrei rispondere a TTW. Io non posso pensare non pianista uno che viene presentato come "Il più grande pianista del mondo". Avevamo l'occasione di mostrare dei talenti italiani e lanciarli nella prospettiva mondiale che mi sembra molto limitata in Italia, e invece abbiamo chiamato "il più grande pianista (almeno per loro) del mondo".
Approfondendo il discorso LL e rispondendo a Dino secondo me le sue interpretazioni non vanno secondo il momento e l'umore. Hanno una logica che è sbagliata ma che è strutturata appositamente per farlo diventare un "animale da palcoscenico" in grado di lasciare a bocca aperta il pubblico anche semplicemente suonando fra martino campanaro, magari fatto come un prestissimo.
Poi ovviamente uno potrebbe dire "ma come fai a dire che uno stia suonando in modo corretto o scorretto un brano"? E li ovviamente andiamo ad affrontare discorsi che vanno verso una sola meta: la bellezza della musica. La musica è un arte che non va forzata, se l'autore ha voluto scrivere un pezzo come "adagio" piuttosto che "allegro" vorrà dire che ha voluto creare un equilibrio che regge solo con quel determinato carattere. Poi le variazioni di velocità le facciamo tutti e non solo quelle, anche quelle di tocco, dinamica ed espressione, ma sono le piccole variazioni che distinguono ogni musicista, non si tratta di stravolgere completamente tutto!
Per quanto riguarda il "no look" citato da "Tiger", posso solo dire che se cerchi su google trovi addirittura dei tutorial su come imitare la posizione lang lang, ovvero quella con la schiena indietro, le mani che a stento toccano i tasti bianchi e il piede destro in sospensione sul pedale di risonanza, posizione che per essere imitata richiede lo studio di un ingegnere per evitare che la panchetta ceda sotto il tuo peso.
C
Chopin
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Risposta 46 di Chopin
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Nella nuova generazione di "fenomeni musicali" noto una relazione tra uso della testa dotata di capigliatura e movimento del corpo. Si esagera tutto anche dove la difficoltà tecnico-musicale non richiede nessuna enfasi. Vengono allenati sin da piccolissimi a muovere testa e capelli al massimo
Ecco, vedo che l'accostamento con horowitz non è venuto in mente solo a me. ed è proprio allo step successivo di questo accostamento che vorrei arrivare, e mi piacerebbe proporre un focus antropologico, non unicamente musicale-fenomenologico, ovvero: cos'è che differenzia (a presunta parità di distanza dall'applicazione di quelli che sarebbero i giusti criteri nel fare musica, perchè ad esempio se prendiamo il tempo e la velocità anche grandi pianisti come un Sokolov spesso suscitano delle perplessità in molti) il lang lang giovane dall'horowitz giovane? cosa ha portato alle interpretazioni mature di un horowitz (penso al suo sciabin o ai suoi quadri di un'esposizione o a molte cose di schumann) quali forze erano nell'aria e hanno fatto si che un giovane talento si sia potuto nutrire ed evolvere fino ad arrivare dove sappiamo? perchè oggi sembrano così difficili da rievocare? Il punto è ragionare e porsi queste domande in positivo, perchè del baubau del marketing musicale fatto di capelli e divismo (come se fosse nato oggi) che tutto oblia a mio avviso si parla perchè spesso non è facile condurre una riflessione mirata sugli aspetti più preziosi delle esperienze musicali dei grandi. da qui la mia perplessità sull'isolamento del discorso virtuosistico come aspetto su cui mettere l'attenzione nel rilevare gli aspetti nefasti del fenomeno lang lang. semmai è una delle poche cose che almeno è capace di fare e che per il momento sono ancora percepibili dal grande pubblico come qualità (vedi la cadenza del terzo di rac o la wanderer a carnagie hall). ma appunto, secondo me non è il punto. ci sono delle illustri assenze sia nella musica che il mandorlato ci propone che nelle critiche che gli vengono mosse.
D
Dino
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Risposta 48 di Dino
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... al di là di qualsiasi considerazione, vorrei ricordare che Horowitz era figlio di una cultura musicale molto diversa. Non dico peggiore o migliore, dico diversa. A Scriabin, visto che è stato citato, era vicino per epoca e nazionalità, lingua e patrimonio culturale. E non mi si venga a dire che sono cose ininfluenti....
Forse dirò una cazzata, però (giusto per fare una "battuta") vista la piega che ha preso la discussione, mi viene da fare un paragone tra l'eccesso di movimento in alcuni esecutori e uno sport che, soprattutto negli ultimi anni ha visto crescere sempre più il livello delle performance in fatto di gesti e sceneggiate che nulla hanno a che vedere con lo sport in sè, parlo del calcio (sport che personalmente non mi interessa, ma che viene praticato da mancati attori): anche qui (in molti centri sportivi) ai bambini insegnano con una certa cura come buttarsi a terra simulando un fallo o comunque un contatto, "dimenticando" il perché sono lì.
S
Shark
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Risposta 50 di Shark
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Parlando di gesti....mi sembra che anche buona parte dei compositori ne abusi un po'.
Ma vi siete riletti?? Ragazzi, sono imbarazzato per voi, davvero. C'è chi lo chiama faccia da stupido o pagliaccio del sol levante. "Mandorlato", poi, è un'offesa squisitamente RAZZISTA. Sarebbe indegno anche verso uno sconosciuto, e voi lo fate verso uno che si guadagna da vivere suonando. Bene? Male? Troppo veloce? Troppo lento? CHI SE NE FREGA!
Siete dei cafoni. Amanti della musica e cafoni. Protettori del "tempo giusto" e cafoni. Finissimi esegeti musicali e cafoni.
Ma vi siete riletti?? Ragazzi, sono imbarazzato per voi, davvero. C'è chi lo chiama faccia da stupido o pagliaccio del sol levante. "Mandorlato", poi, è un'offesa squisitamente RAZZISTA. Sarebbe indegno anche verso uno sconosciuto, e voi lo fate verso uno che si guadagna da vivere suonando. Bene? Male? Troppo veloce? Troppo lento? CHI SE NE FREGA!
Siete dei cafoni. Amanti della musica e cafoni. Protettori del "tempo giusto" e cafoni. Finissimi esegeti musicali e cafoni.
I commenti fatti alla persona sono ovviamente sbagliati, per non parlare di quelli razzisti, ma i commenti fatti al suo modo di suonare etc. sono libertà di opinione e secondo me non c'è nulla di sbagliato nel criticare un modo di suonare sia positivamente che negativamente. Perché diciamocelo, alla fine tutti i giorni commentiamo qualcosa che non va bene, un posto brutto o altro, magari non sempre pubblicamente ma lo facciamo, e sarebbe altrettanto da cafoni affermare il contrario. Se non esistesse la critica negativa non esisterebbe confronto e la società sarebbe piatta ed eliminerebbe quella voglia di competizione data dal voler piacere a tutti che spinge a fare sempre meglio. Naturalmente la critica negativa non dev'essere distruttiva, per esempio potrei anche contraddirmi su alcune esecuzioni di Lang Lang che mi sono piaciute.
Che scappi un termine errato capita a tutti Thallo.. Sono sicuro che Rotore ha usato quel termine per indicare LL semplicemente con un'altra parola.
Riguardo le critiche che lo riferiscono clown o faccia da stupido penso che ognuno sia libero di pensarla come vuole magari si poteva utilizzare termini più consoni.. Insomma proprio un pagliaccio non è perché voglio vedere voi ad eseguire certi pezzi..
Ridicole invece sono le sue interpretazioni.. . Sto scrivendo da cellulare quindi mi scuso anticipatamente per eventuali errori
Per una volta mi trovo completamente d'accordo con Thallo, dalla prima lettera del post all'ultima.
Possiamo stare qui a discutere tutto il giorno su chi ci piace e chi non ci piace ma senza offendere la dignità di nessuno. Nonostante abbia trovato la performance di Lang Lang obrobriosa lo ritengo comunque un grandissimo pianista dotato di grande tecnica. Posso non condividere le sue scelte artistiche ma non mi sembra personalmente di aver infangato il suo nome e vi pregherei di fare lo stesso. Cerchiamo di non degenerare per favore. Parliamo di musica e d'interpreti e questo contesto non può lasciare spazio a definizioni di questa bassezza. Cerchiamo di tornare al nostro abituale livello.
Grazie.
G
giovannip
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Risposta 55 di giovannip
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Ho seguito questa discussione fin dall'inizio senza intervenire volevo vedere dove si sarebbe andati a parare.
Mi è parso di capire che Lang Lang non sia molto amato dai colleghi musicisti o presunti tali,io parlo da ignorante nel senso che ignoro come ci si dovrebbe comportare quando si esegue un brano,ci sono delle regole che vanno rispettate vediamone alcune: postura, contenersi nell'esecuzione, non atteggiarsi troppo! possibilmente suonare nella media senza strafare rispettando il tempo di esecuzione ecc.ecc. tutto questo mi pare roba da fondamentalisti!
La musica, così come ogni forma d'arte, come la parola stessa si evolve e muta nel tempo che lo voglia o no. Quello che oggi ci pare logico e scontato, bello oppure brutto domani non lo sarà.E pure grazie a lui, milioni di giovani nel mondo inizianano a suonare il pianoforte avvicinando questi alla musica classica e non solo, inserendo nel mondo del lavoro una moltitudine di persone .
Questo signor Lang non si limita solo a farsi bello e ricco ma è pure impegnato nel sociale come ambasciatore dell'Unicef ecc.,in Cina, Lang Lang ha creato una Fondazione e una scuola di musica a sostegno dei giovani talenti che vogliono inseguire il sogno di diventare musicisti pagando di tasca propria l'intero progetto.
A me Lang Lang piace come mi piace Glenn Gould un'altro strano.
Ho seguito questa discussione fin dall'inizio senza intervenire volevo vedere dove si sarebbe andati a parare.
Mi è parso di capire che Lang Lang non sia molto amato dai colleghi musicisti o presunti tali,io parlo da ignorante nel senso che ignoro come ci si dovrebbe comportare quando si esegue un brano,ci sono delle regole che vanno rispettate vediamone alcune: postura, contenersi nell'esecuzione, non atteggiarsi troppo! possibilmente suonare nella media senza strafare rispettando il tempo di esecuzione ecc.ecc. tutto questo mi pare roba da fondamentalisti!
La musica, così come ogni forma d'arte, come la parola stessa si evolve e muta nel tempo che lo voglia o no. Quello che oggi ci pare logico e scontato, bello oppure brutto domani non lo sarà.E pure grazie a lui, milioni di giovani nel mondo inizianano a suonare il pianoforte avvicinando questi alla musica classica e non solo, inserendo nel mondo del lavoro una moltitudine di persone .
Questo signor Lang non si limita solo a farsi bello e ricco ma è pure impegnato nel sociale come ambasciatore dell'Unicef ecc.,in Cina, Lang Lang ha creato una Fondazione e una scuola di musica a sostegno dei giovani talenti che vogliono inseguire il sogno di diventare musicisti pagando di tasca propria l'intero progetto.
A me Lang Lang piace come mi piace Glenn Gould un'altro strano.
Personalmente parlando come ho già detto io non considero l'aspetto umano di Lang Lang, perché non ho avuto occasione di conoscerlo di persona, magari non mi piace come suona ma poi scopro che è simpaticissimo e mi piace parlarci, chi può mai dirlo! Io ho valutato l'aspetto del concertista Lang Lang, ovvero quella fetta della sua persona che lui ha reso pubblica (che è quello che succede quando qualcuno si dedica all'arte con i suoi pro e contro).
Tornando all'aspetto musicale come ho detto all'inizio della discussione sono mie idee personali, non l'ho ripetuto nel commento fatto più avanti perché do per scontato che tutto ciò che sto affermando è un'opinione che voglio volutamente scontrare con la vostra non per creare contrasto ma per creare una discussione (che avrei voluto più pacifica ma in effetti è stata un po' aggressiva). Io personalmente sono sia fondamentalista che non, ovvero ci sono delle cose che secondo me non vanno toccate non perché non si possano toccare, ma perché non sempre le cose vanno cambiate. Non è tanto paura del cambiamento, anzi personalmente cambio spesso opinione anche da un giorno all'altro, è più che altro una forma di rispetto che ho sviluppato affezionandomi ai pezzi che ho suonato dall'inizio dei miei studi ad ora.
Detto ciò continuo a ripetere che non mi permetterei mai di toccare l'aspetto umano di Lang Lang, anche perché per quel che so ha avuto un'infanzia e una prima adolescenza abbastanza difficili e vi abiliterei a prendermi a bastonate se mai l'avessi fatto 🙂