Ho acquistato Dirk's tune come mi avevo consigliato, non ho ancora terminato l'accordatura ( manca l'ultima ottava) e devo chiederti un consiglio.
Ho visto che andando avanti l'accordatura cala un pochino ( - 1-2 cent) rispetto alla curva allargata ( lo vedo quando faccio gli unisoni ) e ti chiedo è consigliabile/possibile partire magari da 440,20... Così da trovare il 440 ad accordatura terminata?
ciao, anzitutto complimenti per il video.. volevo farti una semplice domanda.. tutti sappiamo (come tu dici nel video) che le 8ve devono essere pure, senza battimenti, mentre le 5te devono essere calanti di circa 2cent e le 4te crescenti di circa 2 cent, mentre le 3ze potrebbero essere mantenute abbastanza pure per un' accordatura standard oppure leggermente crescenti..ora il mio quesito è questo: se prendiamo ad esempio le ottave (nessun battimento) in realtà non può essere vero per il semplice fatto che, come hai detto, più si sale e più il suono deve essere allargato in senso ascendente e viceversa, dunque il discoro ottave pure potrebbe valere soltanto nell' 8va centrale.. mentre salendo dovremmo allargarle (generando battimenti), e viceversa..erro in qualche cosa?
Se hai seguito tutto il video, ti accorgerai che quando spiego il fenomeno del battimento lo faccio tenendo presente che il battimento viene generato non a partire da due fondamentali ma da una fondamentale insieme all'armonico omofrequenziale dell'altra nota. Il conteggio dei battimenti quindi tiene già conto di per sé della disarmonicità. Il problema è che salendo di ottave il tempo di inviluppo cade vertiginosamente ed è più difficile ascoltare i battimenti, anche perché la scala delle frequenze non è una scala lineare ma logaritmica. Questo significa che contare 8 battimenti nell'ottava centrale è molto semplice ma man mano che si sale aumentano esponenzialmente anche il numero di battimenti da contare e la cosa diventa impossibile perché c'è un range un cui l'orecchio umano avverte i battimenti, poi si passa in una zona uditiva chiamata di "rugosità" (oltre i 16 battimenti circa se non ricordo male) dove l'orecchio non distingue più bene il battimento. Ora andando verso gli acuti ci si appoggia all'orecchio e si accorda cercando di mantenere il suono "fermo" con quello dell'ottava inferiore. Il problema è che ognuno di noi, al salire della frequenza interpreta gli acuti a modo suo, tanto è vero che ci vuole molto esercizio per riuscire ad ottenere un'accordatura affidabile. Ai bassi succede una cosa inversa invece. Più si scende verso le basse frequenze, più il suono che udiamo è la combinazione di armoniche. In sostanza il nostro cervello comincia a ricostruire la fondamentale a partire dall'interazione di tutti i parziali ed anche qui diviene difficile stabilire la giusta accordatura che sia "oggettiva", pertanto anche in questo caso ci si affida all'orecchio allenato. Psicoacusticamente succede una cosa abbastanza bizzarra. Poniamo di avere un analizzatore di spettro e proviamo ad accordare il nostro pianoforte seguendo le frequenze teoriche... Accordiamo pertanto il nostro A4 a 440Hz e da lì, conoscendo che il rapporto frequenziale tra due note che si susseguono è la radice dodicesima di 2, troviamo tutte le frequenze superiori al La moltiplicando la frequenza di riferimento 440 * 1,059463 (la radice dodicesima di 2), otteniamo 466,16 (il la diesis), se lo rimoltiplichiamo per 1,059463 otteniamo 493,88 (il si) ecc. Ovviamente da 440 dividendolo per 1,059463 troviamo le note inferiori con lo stesso procedimento visto sopra. Una volta che abbiamo la frequenza teorica di ogni nota, utilizziamo l'analizzatore di spettro per accordare le note alle frequenze teoriche. Ci accorgeremo suonando che proseguendo verso gli acuti il suono sembrerà troppo calante e ai bassi troppo crescente. Pertanto decidiamo di mettere da parte l'analizzatore di spettro e iniziamo ad accordare ad orecchio. Se andiamo a riprendere l'analizzatore di spettro al termine dell'accordatura ci accorgeremo che procedendo verso gli acuti le frequenze diventano via via sempre maggiori della frequenza di riferimento mentre procedendo verso i bassi le frequenze sono via via più calanti rispetto alle loro frequenze di riferimento. Spero di essere stato esaustivo.
Ps. Sono contento che il video ti sia piaciuto.
grazie molto per il tempo che mi hai dedicato..…. dovrò rivedermi bene il video e cercare di capire meglio la tua spiegazione molto tecnica.. ma a parte questo discorso sulle ottave (che poi, all' atto pratico sono molto semplici da accordare) sarebbe interessante creare un post o un video nel quale spiegare come accordare le 2 ottave centrali di riferimento parlando delle 4te e delle 5te, delle 3ze e delle 6te... leggendo i vari post qua e la si riesce a "recuperare" un po di argomentazione pratica, ma sarebbe ottimo un unico post riassuntivo/esplicativo.. ad ogni modo, la mia idea per tagliare la testa al toro e per evitare accordatori o software assurdamente costosi rimane quella di iniziare ad accordare con un semplice accordatore cromatico l' ottava centrale, dove la disarmonicità è minima, e poi da qui semplicemente partire ad accordare ad ottave tutti i restanti suoni...sìnon so se questa tecnica possa essere buona oppure meno
No, assolutamente. L'ottava centrale è comunque disarmonica e la conta dei battimenti serve proprio a fare la giusta spartizione. Quell'ottava diventa il riferimento per costruire l'accordatura su tutto il resto dello strumento. La spartizione dell'ottava centrale è la cosa più importante altrimenti ti riporti gli errori ovunque. Gli accordatori cromatici sono pessimi per l'accordatura del pianoforte. Vanno bene per la chitarra e basta.
Dove hai letto questa regola? Non ci sono +2 cent. Quanto allargare e quanto stringere un intervallo dipende unicamente dalla disarmonicità che non è una costante. Per un pianoforte piccolo potresti avere +5 cent su una nota e -3 su un'altra. Su un pianoforte a coda +1 e -3. Non c'è una regola di questo tipo. L'unica regola perseguibile è quella della conta dei battimenti nella spartizione dell'ottava centrale che tiene conto intrinsecamente della disarmonicità.
Vai sul questo sito e scarichi la versione a te più utile (P.C. Android ecc.) la demo è del tutto sbloccata,in pratica ti fa accordare un certo numero di note per poi mettersi in blocco per circa dieci minuti,dopodichè puoi continuare l'accordatura. Puoi scaricare il manuale in pdf (in inglese) per capire come va utilizzato. https://www.tunelab-world.com/downloads.html
grazie! da anni usavo tunelab su un vecchio smartfone perchè avevano ritirato la versione gratuita e questa novità mi è molto utile. aggiungo che, come succede con molti programmi, tunelab va usato interpretandolo, soprattutto nelle ottave estreme. per quanto mi riguarda lo utilizzo quando il tempo a disposizione è scarso, se ci sono rumori e limitatamente alla spartizione, sulla quale, poi, costruisco il resto degli intervalli. grazie ancora
AS
Autore storico
Risposta 30 di Autore storico
Buongiorno
Riprendo questa interessante conversazione chiedendovi se avete mai utilizzato l'app PianoMeter e se la ritenete valida. Grazie