Ronin, io ho amici a cui è stato esplicitamente vietato. E la legge non li difende. Tu saresti stato difeso dalla legge, nel caso fosse successo. E' questo il punto, la legge difende dalle ingiustizie, anche se queste ingiustizie sono rare (e non lo sono).
Sulle adozioni...
Indovinate che lavoro fa il mio compagno? L'assistente sociale in tutela minori. Visto che lo conosco da anni, mi sono fatto una piccola cultura in merito, e questo argomento mi fa saltare come una molla. Non vorrei scaricare la mia frustrazione su di voi, ma il Diritto Minorile è un ARGOMENTONE di cui tutti parlano senza conoscere una singola virgola.
Scegliete: volete prendere un argomento preciso e parlarne? Dare le vostre opinioni e aspettare la mia? Mi pare di essere l'unico gay dichiarato in questa discussione, forse nell'intero forum, non so, quindi immagino di poter essere un buon "sparring partner".
Nel dubbio, introduco i termini della questione attuale, quindi i presunti problemi del ddl Cirinnà:
il ddl Cirinnà si esprime in merito ad un unico caso possibile di adozione, la cosiddetta stepchild adoption. La stepchild adoption è l'adozione del figlio legittimo del compagno. Vuol dire che se io in passato ho avuto una relazione con una donna e sono il padre legittimo di un bambino-ragazzo-adulto, il mio compagno PUO' (non deve, ma può) adottare mio figlio. Questo principio è possibile da anni per tutte le coppie etero e, da pochi mesi, ANCHE PER LE COPPIE GAY. Esiste, infatti, l'istituto dell'adozione speciale che, col principale scopo di tutelare la continuità affettiva e il bene del minore, permette anche l'adozione da parte dei single. Il ddl Cirinnà andrebbe a sanare la mancanza della legislazione vigente. L'adozione speciale, infatti, è sub iudice, viene disposta dopo anni dal Giudice Minorile, e spesso all'interno di procedimenti "faticosi". Nella fattispecie, uno dei casi che ha fatto giurisprudenza è stato quello di una coppia di donne, sposate legalmente in Spagna e "madri" di una bambina, che dopo un po' di anni hanno deciso di separarsi. Una è venuta a vivere in Italia, avendo la doppia cittadinanza, e chiedeva la tutela del suo diritto a mantenere i rapporti con la figlia (parliamo di una bambina di tipo 8 anni). La madre "biologica" era la sua compagna, assolutamente d'accordo a far mantenere i rapporti con la sua ex. In Italia, però, la bambina sarebbe stata un minore non accompagnato, visto che la madre non biologica non sarebbe stata "nessuno" per la legge. PER TUTELARE LA BAMBINA, per tutelare il diritto della bambina a mantenere i rapporti con uno dei genitori, a vivere in sicurezza, ad affrontare il distacco eccetera eccetera, il Giudice ha deciso di attuare l'adozione speciale.
La stepchild adoption renderebbe questo processo più semplice, permetterebbe la tutela di questi diritti anche in altre eventualità (morte del genitore biologico, allontanamento del genitore biologico, perdita di coscienza etc etc). Per dirvene una, se il genitore biologico finisce in ospedale ricoverato, anche per una semplice operazione, i servizi sociali sarebbero autorizzati ad affidare il minore a un parente prossimo, ignorando del tutto il genitore non biologico. E visto che di coppie omogenitoriali in Italia ce ne sono già MIGLIAIA, questa cosa non ha senso. Non solo non ha senso, ma è contro il diritto del minore, visto che il minore ha DIRITTO per la carta dei diritti del fanciullo di vivere nella PROPRIA famiglia.
Allo stato delle cose, TUTTI i maggiori giuristi di diritto minorile italiani sono d'accordo con il ddl Cirinnà.
Questa affermazione dovrebbe bastare per portare la gente a studiare piuttosto che criticare, perché se un esperto si dice d'accordo con una cosa, noi possiamo continuare benissimo ad essere in disaccordo, ma per essere credibili dobbiamo anche essere in grado di portare SERIE argomentazioni a favore della nostra tesi.
L'argomento a sfavore del ddl Cirinnà, argomento usato tanto a destra quanto a sinistra, è la possibilità che ci sia un'impennata dell'utilizzo della maternità surrogata all'estero e una conseguente "commercializzazione" della cosa.
Questo è un argomento complesso, che sono disposto a trattare, se volete. Mi pare di aver dimostrato di essere uno che parla con cognizione di causa. Ma in questo momento, penso che possano bastare pochi elementi per chiarire, almeno, il mio punto di vista:
- la maternità surrogata, o gestazione per altri, o "utero in affitto" (terminologia schifosa che usiamo SOLO in Italia, perché siamo fini), è una pratica legale in alcuni paesi che consiste in un CONTRATTO tra una donna e una coppia, o un single. La donna porta avanti una gravidanza, di un ovulo fecondato NON SUO e, quindi, rinuncia ad alcuni dei propri diritti genitoriali sul nascituro. Il bambino viene riconosciuto alla nascita dalla coppia che ha fatto il contratto e diventa, legalmente, figlio della coppia. I termini di questo contratto sono variabili da legislazione a legislazione, nelle società avanzate, tipo in Belgio, negli USA, questi termini sono ULTRA STRINGENTI. Individuano i servizi sociali come garanti del processo, lo frazionano in vari step, danno la possibilità alle parti in ogni momento di esprimere dubbi, cambi di opinioni, perplessità.
- il problema principale della maternità surrogata, che non è un problema intrinseco alla pratica ma un problema intrinseco ai cambiamenti nelle tecnologie della fertilità, è che i soggetti in campo sono molti, e i diritti di questi soggetti vanno armonizzati all'interno del complesso diritto di famiglia. Più o meno, questi sono i soggetti di cui parliamo:
1) donatrice dell'ovulo: può essere una delle donne della coppia di genitori, può essere un'altra donna, nel qual caso si parla di inseminazione eterologa; 2) donatore dello sperma: può essere uno degli uomini della coppia di genitori, può essere un altro; 3) "portatrice", ovvero la gestante. 4) genitori "legali".
Questi 4-5 personaggi sono degli sconosciuti alla legge? In realtà no, nel senso che esiste UNA SOLA EVENTUALITA' che crea dei problemi giuridici veri.
Mi spiego meglio...
La gestazione per altri viene praticata DA ANNI dalle coppie etero. Parte della battaglia per i diritti LGBT si basa precisamente su questo principio: non fateci la morale ora, visto che non l'avete mai fatta prima alle coppie etero. Solo da pochi anni la gestazione per altri è diventata illegale in Italia, ma nel senso che negli ospedali italiani non può essere praticata. Allo stesso modo hanno provato a rendere illegale l'inseminazione eterologa, ma nel 2015 una sentenza della cassazione ha definitivamente distrutto la legge in merito. Insomma, in Italia ci sono alcuni, non si sa quanti, figli di maternità surrogata all'interno di famiglie ETERO, e nessuno ne ha mai fatto un caso.
Il problema è che, anche facendone un caso, sarebbe impossibile capire chi lo è e chi non lo è... l'unico modo sarebbe un test genetico, che non può essere somministrato in modo obbligatorio, e che presupporrebbe un lavoro di indagini. Oggi, coi mille problemi di sicurezza globale, pensare che la polizia possa mettersi a indagare su come è nato un bambino sembra francamente assurdo, tanto più che la cosa dovrebbe partire da una denuncia di parte (...) e dovrebbe passare attraverso un Tribunale dei Minori (...) che apra un fascicolo a tutela del minore (...). Sono tutte cose che posso spiegarvi, se volete, ma che DICONO che la cosa non ha senso.
Ma ipotizziamo che questo accada... Qual è l'unica eventualità in cui si possono creare problemi? L'unica eventualità è la maternità surrogata con inseminazione eterologa, ovvero l'estremo caso in cui NESSUNO dei genitori ha un legame biologico col bambino. In questo caso potrebbero prefigurarsi reati anche molto pesanti, come l'abbandono o il rapimento di minore, la tratta di schiavi, la dichiarazione di falso all'anagrafe etc etc. Questa eventualità è molto rara, i dati dicono che riguarda fino ad oggi soprattutto coppie etero (avanti con l'età), ed è PRECISAMENTE l'oggetto del pronunciamento della corte del 2015 che rende nulla la legge sull'eterologa (nonché di una doppia condanna della Francia da parte della Corte dei Diritti Umani di Strasburgo): SE l'unico modo per una persona di avere un figlio è ricorrere all'inseminazione eterologa, il suo istinto alla genitorialità è "incoercibile" da parte dello Stato.
In soldoni, questa frase SMENTISCE gran parte dei titoli di giornali degli ultimi giorni: la legge dice che ESISTE il diritto alla genitorialità.
O meglio, se la medicina lo permette, e se non viene provato il danno nei confronti del minore (è questa la vera chiave), nessuno può vietarti di farlo. Perché avere un figlio fa parte delle spinte antropologiche, è un istinto, ed è tuo diritto esprimere a pieno la tua umanità. Nessuno te lo può vietare.
Come nessuno può vietare ad un tossicodipendente di ingravidare una prostituta, ad una madre psicopatica di abbandonare sua figlia, ad un padre in crisi di mezza età di fregarsene dei figli etc etc etc.
I meccanismi di tutela dei minori, purtroppo o per fortuna, curano il danno una volta avvenuto, ma non possono vietare a nessuno di provocarlo. Altrimenti saremmo tutti sterili, finiremmo in una distopia tipo "Minority Report", in cui la gente viene condannata prima di aver compiuto il reato.