Restauro

Corsa del tasto in 2 segmenti

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mike

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Risposta 41 di Davehammerklavier

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mike ha scritto:

No, sulle astine non è presente il marchio Renner!

In effetti anche a me è venuto il sospetto (dopo) che non era necessaria una sostituzione integrale, ma una buona messa a punto, purtropppo l'ignoranza (la mia) si paga!

Ad ogni modo ho conservato tutte le astine originali complete di rullino e martelletto.

Si vede che non sono Renner dal legno che è molto più chiaro e dalla formatura dei rullini...

Il tutto costa praticamente la metà.

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Risposta 42 di Fra

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Davehammerklavier ha scritto:

Si vede che non sono Renner dal legno che è molto più chiaro e dalla formatura dei rullini...

Il tutto costa praticamente la metà.

In questo caso si tratterebbe di truffa, è un reato.

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Risposta 43 di Davehammerklavier

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Gli diranno sicuramente che sono Renner non marchiati perché la Renner ha iniziato da poco a marchiare...

La verità è che li marchiano da un mare di tempo e che quelli NON sono Renner. Punto.

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Risposta 44 di mike

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Bologna

Davehammerklavier ha scritto:

Gli diranno sicuramente che sono Renner non marchiati perché la Renner ha iniziato da poco a marchiare...

La verità è che li marchiano da un mare di tempo e che quelli NON sono Renner. Punto.

Seguo con interesse i vostri interventi nella discussione (Davehammerklavier e Fra) e mi sembrate molto competenti, sapete dirmi per cortesia come fa un povero diavolo come me a riconoscere il bravo tecnico da un truffatore incompetente?

Io mi sono rivolto ad un accordatore di mia vecchia conoscenza (iscritto all'Aiarp), che come accordatore non è male, ma come tecnico non lo avevo mai sperimentato....

Potreste indicarmene qualcuno di vostra conoscenza?

Già altre volte ho inviato una richiesta del genere senza aver ricevuto alcuna risposta.

Grazie infinite!

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Risposta 45 di Davehammerklavier

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Mike, conosco a fondo la situazione. Purtroppo, in Italia, come diceva Goethe, c'è solo polvere sulle strade e inganni per lo straniero.

Personalmente, a forza d'inganni, pseudo truffe, risultati allucinanti, torture e situazioni da maleducazione spinta (aiarp inclusa), i tecnici non li voglio più vedere né ho bisogno di chiamarli.

Non saprei veramente chi indicarti e chiedo scusa se ho involontariamente mancato in precendenza nel dare una mia risposta in merito a questo tema.

Le aste che ti hanno montato so da dove provengono, le ho riconosciute al volo... ne hanno una scaffalata.

Sono giapponesi, non malvagie in fondo, ma dichiarare una cosa per un'altra non va affatto bene.

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Risposta 46 di francescochopin90

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A mio parere le martelliere Abel sono stupende!!! Ho un Kawai verticale rifeltrato da Abel e ha acquisito una potenza sonora assurda (anche dopo la raffinata regolazione di #pianoexpert). Ho fatto sostituire al mio Pleyel la martelliera, passando da Renner ad Abel. Con la seconda suona meglio, ma non per il marchio, ma perché è stata scelta la martelliera col giusto peso e la giusta compressione, oltre al fatto di aver scelto il feltro naturale che è eccezionale!  Abel ha una concezione filosofica del suono molto più vicina a come si faceva nell'Ottocento: sonorità più "felpate", intime, ma ricchissime in sonorità, con grande gradiente dinamico (la timbrica si modifica variando la dinamica). I pianoforti e le martelliere si sono dovuti adattare alle grandi sale, caricando le tavole armoniche (anche troppo!), impegnando i martelli, appesantendo tutto: il risultato è un grande suono (alle volte aggressivo) che deve raggiungere anche l'ultima fila di un grande teatro, ma meno ricco in timbrica (suonando piano o forte, se regolato bene, cambia il volume, ma non il timbro). Non esiste un suono migliore, ma ci siamo abituati a questo, anche con l'avvento di strumenti digitali. 

È cambiato anche il modo di suonare! Se dovessi eseguire una sonata di Galuppi (sto studiando la quinta in do maggiore) in una grande sala, sarei costretto a far cantare molto la mano destra, anche di parecchio, per far sentire bene la linea melodica. Ma è un inganno!!! Nello stile galante la melodia non deve uscire in modo così eclatante; le sonorità fra melodia e accompagnamento non devono essere così distanti (già in Mozart la storia cambia), il basso albertino ha una sua cantabilità (a sua volta diviso in una nota grave profonda e le altre tre che emergono sulla durata della nota lunga alla mano destra). Personalmente preferisco più esibirmi in salotti che in teatro. Glenn Gould stesso, ad un certo punto, ha deciso di abbandonare la sala da concerto e dedicarsi alle incisioni, non riuscendo a sottostare, fra i tanti compromessi, a quello relativo alle prassi esecutive che, per i suddetti motivi, vengono a farsi friggere nei grandi teatri. 

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