"Appunto", io non possiedo neanche l' approccio scolastico per cui mi trovo diciamo in una posizione un pò più disagiata, però ( sono al 1° capitolo ) le prime informazioni
a riguardo sono chiare, devo comunque andare a "parare" per forza di cose anche da un' altra parte perchè manca sempre qualcosa, come quando leggi un testo e non conosci
il significato di un termine, non puoi capire tutto lo scritto, nei primi esempi si parla del quadrato magico, delle sue molteplici "variabili"e fin quì ci siamo, anche quando traspone
il tutto all' utilizzo delle note e usa le fioriture per rendere i passaggi meno squadrati, però ad un punto parla di canone all' ottava, un' altra cosa che non conosco, però nelle dispense
che mi ha dato il maestro più di un' anno fa ( sulle progressioni ) ho letto che si sono delle modalità di costruzione delle progressioni, in cui si può costituire il canone alla 4a, alla 6a ecc..,
per questo mi conviene approfondire quel discorso per vedere se ci sono altri esempi e poi verificare sul testo di Bizzi se ho compreso bene certi passaggi.
Quando lui parla di canone all' ottava, mi aspetto una "cellula" ripetuta in un' altra voce con la stessa distanza intervallare trà le note usate, ma quali?
Quali delle 4 note ( in quel caso è una settima diminuita ) che costituiscono l' accordo di 7a diminuita in una delle voci creano questo canone, e ad uno che queste cose non le conosce tanto bene
possono "sfuggire", io faccio sempre la figura del deficiente quando parlo di queste cose, perchè sembra che sono nato ieri, però non essendo sicuro di certe procedure è inutile che dica che le conosca se poi non è così, poi magari con più attenzione le "scovo", ma so benissimo che per come sono fatto mi basta un qualcosa che non rientra "nei canoni" ( come quando si parla di eccezioni, io o sono istintivo o sono razionale, sto lavorando anche sulle sfumature e non è una passeggiata, intendo in certi ambiti ) e ecco i dubbi.
Ti faccio un esempio plateale, con il bisogno che ho di certezze ( mai avute e non ne ho ), proprio perchè ho superato quella "linea" di demarcazione trà il fare come mi pare e fare le cose con più consapevolezza, come trovo qualcosa che non quadra o non torna, cerco una ragione, una logica, che a volte non c'è, parlo a livello di prassi, come uno che dice"porca miseria, le cose si fanno in questo modo, ora mi trovo davanti alla stessa cosa ma proposta con delle varianti che non hanno una spiegazione univoca, scolastica, e mi mandano fuori strada perchè presuppongono l' interpretazione all' interno della struttura concepita però con regole ben precise", è la tipica reazione ( almeno per me ) che ha chì come me ha fatto sempre come gli pare, poi una volta abbracciato il "metodo", come capita un termine, un errore di battitura su un testo, una definizione poco chiara, va in crisi, perchè anche intuisce che potrebbe essere un errore, non ha qualcuno che gli confermi questo, lo so, sembra assurdo, però mi capita, così come mi capita di superare certe insicurezze e scrivere senza poi pormi dei problemi che 2 giorni prima mi proponevo di risolvere.Insomma, non do per scontato quello che leggo, e quasi quasi chiedo venia per ogni sillaba, perchè cerco le motivazioni dietro ogni cosa.
Comunque sto facendo le "prove" sul canone cancrizzante, "stò usando due metodi", poi ve ne parlerò, che sicuramente non rientrano nelle modalità consolidate, ma devo provare.