🙂 da una parte hai dimostrato l'eccezionalità dell'evento, il fatto che sia stato pubblicizzato come un ciclo incredibile e imperdibile (la modalità esecutiva "opera omnia" meriterebbe davvero una tesi di dottorato in sociologia), che la cosa sia avvenuta in 9 anni (pazzesco), con la partecipazione dichiarata e imprescindibile di uno dei comuni più ricchi d'Europa (Milano) e all'interno di una stagione DA CAMERA. Ma io non ammetto mai di avere torto, quindi sono io che uso stratagemmi retorici in questo momento ehehe
comunque, davvero, se prendiamo il discorso in modo meno ortodosso, capiamo subito come esistano generi nella storia della musica che oggi 1) non hanno successo 2) costitutivamente non possono essere eseguito nello stesso modo in cui venivano eseguiti (e concepiti) un tempo 3) e anche quando potrebbero essere eseguiti in quel modo, vengono comunque "aggiustati" (nelle dimensioni, soprattutto, ma anche negli organici, nella struttura) 4) e, di conseguenza, perdono di significato nell'entrare in contatto col nostro attuale mondo esecutivo. Il repertorio più vasto su cui questi problemi sono visibili è quello della musica sacra. 1) le messe non hanno successo 2) sono difficilmente eseguibili come parte di una vera liturgia con organici stabili e specializzati 3) molto più spesso vengono compresse ed eseguite in modalità da concerto, o ne vengono eseguite parti 4) e, di conseguenza, diventano ARCHEOLOGIA, ovvero musiche ritrovate, musealizzate, protette