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Dilemma. Cambio pianoforte o restauro serio?

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Musick

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Risposta 41 di Musick

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pianoexpert ha scritto:

Certamente! Vorrei precisare una mia opinione: l'intonazione non è quasi mai "reversibile". Le fibre si spostano e lo scopo del bravo tecnico è "convogliare" l'energia verso l'apice del martello. Un martello può divenire sordo e non è certo una nuova impregnata a far tornare indietro le cose. Oggi molte martelliere , ben fatte, si lasciano intonare facilmente, ma osservando le buone regole dell'intonazione. Dopo questo intervento i martelli devono aver acquistato energia e non perderla. La Casa, e credo sia anche il caso di Schimmel, fornisce martelliere pre-intonate. E questo è un vantaggio perché bisogna compiere solo una piccola ultima fase che quasi mai compromette la timbrica e l'energia generale della martelliera. In questo caso ci vuole una Renner adatta a questo pianoforte e a questo modello.

Sono perfettamente d'accordo e confermo, quando il mio pianoforte è stato intonato nel modo corretto, sebbene migliorò palesemente non era più come all'inizio,

ha perso a occhio un buon 5-10% della resa iniziale.

Certamente una volta modificatone la consistenza, è impossibile tornare esattamente come prima...

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Risposta 42 di Celibidache

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Comprendo che possa esserci un lato affettivo verso il proprio tecnico, rassicurato e confortato dal fatto che abbia una folta clientela,

ma (mio parere personale), da quello che si può vedere dalle fotografie, sono state fatte un pò di cose che normalmente non si fanno.

Ad ogni modo... le tastiere nascono da cartelle uniche di abete (per evitare future crepe) e non vengono verniciate, trattate, né aperte in due, ma solo finemente carteggiate. Almeno così avviene nella maggior parte delle fabbriche.

Si notano dei fori sulla barra dei martelli, probabilmente in origine c'era una placca frontale in alluminio.

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Risposta 43 di Celibidache

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Forse è questa la finitura del mobile...?

13d0e47e7f.jpg

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Risposta 44 di Musick

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caspita, sei entrato a casa mia e non me ne sono accorto!  😃  


Proprio così, dove l'hai trovata? Io in un sito americano 3 anni fa avevo visto uno Schimmel con la stessa finitura, mi pare fosse proprio il 208, e la dicitura era "for istitutional use" per uso istituzionale o qualcosa del genere, ecco perché ho ipotizzato quelle cose sulla finitura, adatta ad ambienti pubblici o ad essere spostato senza che restano troppi segni. 

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Risposta 45 di Musick

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Celibidache ha scritto:

Comprendo che possa esserci un lato affettivo verso il proprio tecnico, rassicurato e confortato dal fatto che abbia una folta clientela,

No, forse non mi sono espresso bene nel discorso, dicevo che ha una folta clientela non per sostenere quello che ha fatto al suo (in quel periodo) pianoforte (nemmeno io sono d'accordo con questo genere di lavori), ma che, semplicemente accordando e regolando gli strumenti degli altri (siccome ne fa tanti) per lui è più che sufficiente dal punto di vista economico, tanto che non si fa carico di lavori più gravosi come le sostituzioni alle martelliere ai clienti, le rifeltrature, ed è stato difficile persino convincerlo a fare l’intonazione (nonostante la sappia fare, eccome se la sa fare), forse anche perché ora ha una certa età (che altro posso pensare?).

Non ti dico le mie arrabbiature in quel periodo, come dovevo fare a suonare con un tasto afono e l’altro no? Ma lui niente. Non sono l’unico che si è lamentato comunque di questo “lasciare i lavori a metà”. Tra l'altro il fatto dei tasti afoni è che punzonava dove il problema del suono metallico erano delle corde, quindi si dispensava dal sostituirle, nonostante lo sapesse. Ho dovuto chiamare un altro tecnico e chiedere questo genere di intervento.

Già che ora riesco a direzionare gli intervalli dove dico io mi sembra di essere nell’oro, il peggio è passato. Cerco quindi di non pensarci se no mi sale la pressione.  😃 E il fatto che ho appreso un po' di basi almeno sulla regolazione, mi fa stare più tranquillo.

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Risposta 46 di giovannig

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I buchi vuoti sono fatti per svuotare il tasto e farlo pesare meno, lo stucco sul lato dei tasti, carteggiato poi, non è normale... Fa pensare alla riparazione di una rottura da buoni che si sono "ossidati" e gonfiati e che hanno crepato il tasto, forse perché pressati troppo.

Se è stato fatto in fabbrica o dopo è facile dirlo, vedo dallo foto che è stato fatto dopo! Il motivo te lo dico dopo che ci arrivi da solo 🙂

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Risposta 47 di Musick

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Stavolta non ti seguo. Pressato?
Invece sull’ “è stato fatto in fabbrica o meno”, se ti riferisci ai buchi direi di no per via dei trucioli che ci sono sul bordo, forse lì il taglio sarebbe venuto decisamente più pulito.

A proposito, qui ci sarebbe una foto migliore dei cavalletti, ora che la sto confrontando con la tua noto che sono molto diversi.
Il tallone mio è differente da quello che mi hai mandato, è intero mentre il tuo è "tagliato". La leva di ripetizione tua è più cicciotta in prossimità della vite che regola la sua inclinazione.
Anche questa vite da te è cava e si ruota con il giravite italiano, mentre da me la vite è il giravite italiano stesso…Non è che alla fine scopriamo che di “Schimmel” c’è solo il coperchio?
(tra l’altro sulla meccanica la scritta del marchio non compare davvero da nessuna parte)

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Risposta 48 di giovannig

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Non mi riferisco ai buchi, ma ai tasti affettati, incollati e stuccati....dove è stato fatto l'impiallcciatira inserita fa sì che il frontone della copertura del tasto non copra più tutto lo spessore del legno. In fabbrica non fanno di questi lavori.

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Risposta 49 di pianoexpert

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Certamente e direi che anche cavalletti ospitavano sicuramente una molla di aiuto alla forcola, molla che è stata tagliata.

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Risposta 50 di Celibidache

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Se postassi qualche foto più ampia e generale, con l'aiuto del Maestro Ferrarelli, si potrebbe dirti qualcosa di più.

In ogni caso diffiderei sempre dai discorsi "questo era il mio painoforte", "questo lo usavamo per i concerti"... sono frasi di rito che usano quasi tutti i rivenditori per piazzare il pianoforte. Le usano così tanto che escono naturali anche senza volerlo.

In merito al "institutional use" è una formula che molte fabbriche utilizzano sui pianoforti di una certa dimensione in su. Un 208 non essendo propriamente una misura da casa, ma neppure da concerto tout-court, viene spesso inquadrato attraverso queste indicazioni.

Sulla verniciatura credo che sia una semplice questione di scelta. Se è veramente come nella fotografia che ho inserito, allora non c'è stata manomissione. (In una tua precedente foto dove si intravedeva una porzione, sembrava invece molto danneggiata la vernice)

La Schimmel avrà fatto una serie così, col nero spruzzato direttamente sul legno non trattato in modo da lasciare le venature.

Il cavalletto è normale, non ha niente, solo che (mi sembra) che oltre ad aver tolto le mollette, hanno anche tolto il cordoncino verde alla base della forcola che ha la funzione di trattenere la molletta durante il funzionamento.

Dall'aspetto generale della meccanica, considerata l'età abbastanza giovane dello strumento, è come se avessero cercato di rimediare a qualche pasticcio... è strano vedere barre frontali così sporche, con residui di vernici che non ci dovrebbero essere.

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Risposta 51 di Musick

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Celibidache ha scritto:

In ogni caso diffiderei sempre dai discorsi "questo era il mio painoforte", "questo lo usavamo per i concerti"... sono frasi di rito che usano quasi tutti i rivenditori per piazzare il pianoforte. Le usano così tanto che escono naturali anche senza volerlo.

E’ giustissimo mettere in guardia gli utenti. Nel mio caso non è andata così.

Non sono quel genere di persona che prende in parola tutto quello che sente, te l'assicuro  😛 

Quando esprimo un concetto (senza supporre e ipotizzare) lo faccio unicamente perché ho degli elementi concreti e sicuri che di solito trascuro di spiegare, un po’ per non tediare l’interlocutore con dettagli non fondamentali per la discussione, un po’ per carattere (ho sempre avuto la tendenza ad essere riservato).

Il motivo preciso per cui ho la sicurezza che fosse un pianoforte da concerto è che andai a provarlo in teatro proprio prima del concerto (al quale ho anche assistito) e diversi amici che sono venuti a trovarmi si ricordavano perfettamente di averlo già suonato in altre occasioni (qualcuno anche molto remota). Difatti nella mia regione circolano quasi solo strumenti asiatici (fu uno dei motivi principali per cui decisi di prenderlo, pur sapendo di non andare in contro ad uno strumento seminuovo, ciò che non credevo era invece che fosse così difficile trovare tecnici disposti a fare i lavori che gli chiedi, con i materiali che scegli tu, e il motivo a mio avviso è che vogliono tu venda lo strumento e te ne compri un altro, magari proprio da loro, specialmente in regioni del sud Italia dove il mercato degli strumenti va meno bene che altrove, ma questo è il mio parere. Inoltre uno strumento che dei difetti, è uno strumento che ha bisogno di maggior manutenzione).

L’altro giorno per svagarmi un po’ mi sono fatto un giro nei negozi, non c’è davvero nulla, in due città intere ho trovato solo 3 strumenti tedeschi molto costosi (infatti stanno lì da anni invenduti).

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Risposta 52 di Musick

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La prima cosa che farò e far mettere le molle.
Quello che mi preoccupa maggiormente è come fare a capire ogni tasto quanti fori (del piombo) aveva in origine, come abbiamo detto c'è molta discontinuità. La fabbrica per caso fornisce una tabella per capire con quanti grammi esce ogni tasto specifico originariamente?


ecco nel frattempo una foto, la comparazione tra il vecchio martello (che presumo originale) e gli Abel..

Come si chiama in gergo tecnico il cordoncino? Non riesco a trovarlo.

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Risposta 53 di Musick

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ecco delle foto generali della meccanica, in un tasto una volta si è rotto uno stiletto (mentre uscivo la meccanica inavvertitamente ho pressato il tasto), e mi sa che il nuovo rullino che è stato messo è più grande
(purtroppo il vecchio samsung ha ceduto, e appena facevo le foto mi si bloccava, ho dovuto riutilizzare la fotocamera con la cattiva qualità, pazienza)

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Risposta 54 di pianoexpert

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rocca di papa

Incredibile! Mi sembra di vedere che i vecchi martelli erano stati appesantiti con piccoli piombini !!! Poi si vede lo sfibramento ( nella prima foto) per aver punzecchiato ( non voglio dire intonato) i martelli sulle spalle. Credo che al FORTE ti non ci possa arrivare. E neanche alle "tinte" intermedie.Come si può dire "reversibile" un trattamento del genere? Io insisto, lasciando stare le mollette, di contattare Schimmel e farsi, casomai, spedire una martelliera già montata su nuovi stiletti( nuovi rullini e nuovi perni di centro delle forcole) , meglio se preparata e pre-intonata, del 208!!!! Ripartendo da zero, potrai valutare la pesatura..... Sempre dopo aver controllato che le forcole dei cavalletti e dei montanti di scappamento siano con il giusto coefficiente di attrito.Alla fine vedrai se sarà necessaria la molletta alla forcola del cavalletto ( può darsi di no- puoi sempre chiedere a Schimmel!)

Devi considerare che , anche se affronti una spesuccia, hai sotto le mani uno strumento pregevole....che però deve ritornare allo status quo ante con materiali originali. Affidare ad un tecnico veramente competente il montaggio. Questo penso. Non so se gli altri esperti amici sono d'accordo....che ne dite?

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Risposta 56 di Musick

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Vi ringrazio infinitamente per il supporto preziosissimo che mi avete dato e la pazienza. Concordo con vostri i consigli, sembra pure a me il modo più logico per ottenere una tastiera precisa ed efficiente ed il suono adeguato alla qualità dello strumento. Appena mi sarà possibile mi farò spedire il necessario, lo farò montare e aggiornerò il post con nuove foto.
 

Chiaramente quando parlavo di una certa (mai totale) reversibilità mi riferivo alle martelliere tenute bene, e non è questo ovviamente il caso...

Avete notato a colpo d'occhio gli “interventi” di qualche tecnico del passato in seguito alle mie pressanti richieste "ci sono dei tasti afoni da omogeneizzare" e "sento che ci sia pochissimo stacco dinamico" alle quali si rispose con veloci e svincolanti (quanto inopportune) punture e rasature (anche in breve tempo l'una dall'altra)  va da sé che la dinamica non migliorava affatto

Come ha perfettamente intuito il Maestro Ferrarelli in questo momento manca il forte pieno.
Nonostante l'apparenza dei bassi devo però dire attualmente, dopo l’ultimo lavoro (di stiraggio battuta ecc.), anche se le tracce del passato restano, la sensazione dinamica adesso non è piattissima come sfumature intermedie. Ci fu periodo terribile vi assicuro, nel quale mi sono dovuto addirittura fermare con lo studio del repertorio a causa di quello che avevano fatto. Era impossibile fare distinzione tra il piano e il forte... dopo la pettinatura il suono “sparava” al minimo tocco e non c'erano i pianissimo. Dopo le mie lamentele quel tecnico tornò e lo punse: così, oltre a non esserci dinamica nei pianissimo, non suonava più nemmeno il forte.

Buona giornata a tutti, a presto!  🙂 

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Risposta 57 di Musick

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P.S. ho scritto "sembra pure a me il modo più logico", sarebbe più preciso scrivere che sotto vostro consiglio in passato ho provato a chiedere a ben 4 tecnici "ripiombiamo la tastiera e montiamo la Renner del 208 cambiando tutto a partire dalla vite centrale".... non ci fu verso di trovare nessuno che accettasse l'incarico.

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Risposta 58 di Celibidache

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Adesso lo posso dire che è come vedere il lavoro che era stato fatto sul mio pianoforte?

I soliti martelli inadatti, sovraintonazione totale, la solita meccanica neanche allineata... Le solite "belle" cose da vedere.

Fatti mandare i ricambi originali e rimetti a nuovo il tuo pianoforte, possibilmente con la martelliera già preparata da Schimmel.

Questi lavori praticamente annullano le possibilità degli strumenti... Lo credo bene che non lo suonavi più.

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Risposta 59 di Musick

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Ho seguito quello hai scritto in questi anni, dev'essere stato uno shock avere il proprio pianoforte e il giorno successivo no.

Forse per me è stata una fortuna non aver ancora provato il mio “vero pianoforte”, probabilmente avrei reagito ancora peggio, per noi musicisti è una sorta di lutto un avvenimento simile, perché se muore lo strumento muore la nostra voce, anzi, lo strumento è l’identità del musicista in quanto tale. E il futuro da quel momento in poi diventa un dubbio assillante, non fai altro che aspettare notizie dal tecnico prossimo ad intervenire.

Ti garantisco che in quel periodo avrei spasimato per avere tutti i suoni uguali, anche afoni, purché uguali. Quando sei fermo al singolo intervallo, è un problema ben maggiore della dinamica dimezzata.
Come dice il grande direttore d'orchestra Celibidache (che hai scelto come nick, che coincidenza), fare musica significa correlazionare i suoni nel modo giusto; i suoni non messi nella giusta relazione sono solo rumore, ci si ferma alla percezione del singolo che non può muovere la coscienza umana secondo la logica implicita nell’armonia (nonostante le note suonate siano le stesse). E' impossibile correlazionare se non si può scegliere dove posizionare l'accento, né tantomeno gestire le frequenze e i punti culminanti, infatti gli armonici della nona ottava in quel caso non si possono accendere perché ciò che viene messo in evidenza sono note casuali (le quali dovrebbero invece avere esattamente più o meno tensione emotiva della precedente). Non avendo queste relazioni a che fare con la struttura armonica, anche il pedale diviene sgradevole, qualsiasi esso sia.
Mi ci è voluto un anno per rieducare l'orecchio, perché sebbene non suonassi, c'era sempre la tentazione di andare al pianoforte, tentazione molto nociva che mi stava portando sulla cattiva strada… ho capito che a livello neurologico questo genera dei contrasti. Il cervello non capisce più quale sia la formula musicale quindi ogni suono diventa a sé stante: né più né meno che un trauma psichico. La sensazione era quella di nausea, caos interiore, un po’ come la musica d’avanguardia, sensazioni non connesse l’una con l’altra. Gli effetti deleteri sulla sensibilità musicale stavano diventando pressanti. Il non essere compreso sotto questi aspetti da chi mi stava intorno rendeva tutto più difficile. Persino suonare la tecnica in quelle condizioni diventa sterile e controproducente.

Tutto questo trambusto interiore a causa dello strumento guasto, in ogni caso, mi ha dato modo di riflettere e fortificare tanti aspetti inerenti alla musica che prima non avevo considerato razionalmente. Segno che, alla fine, c'è un lato positivo in ogni cosa.
 

Anche tu quindi sei un estimatore di Celibidache?

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Risposta 60 di Celibidache

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Naturalmente... e i tecnici che sono venuti a fare i bracconieri dentro il mio pianoforte, mi hanno fatto venire lo stesso "caratteraccio"... 😃

Comprendo i tuoi disagi e personalmente, per quanto formativi in un senso, sono stati anni "fatali" a cui preferisco non pensare.

Devi tener conto che oltre alla martelliera, un'altra ampia porzione dei tuoi problemi sono legati all'accordatura.

Sino a quando non avrai la martelliera fatta per il tuo pianoforte, non sarà possibile accordarlo realmente. Martelliera e accordatura vanno di pari passo: se una delle due è qualitativamente deficitaria, l'altra ne perderà per diretta conseguenza, incidendo sul comportamento meccanico e del tasto.

Se fosse eventualmente gravoso ripristinare la tastiera, considera che (sempre potendo e/o volendo) c'è comunque la possibilità di sostituirla e successivamente installare meccanica e martelliera con una piombatura ex novo.

Ovviamente è un lavoro grosso...

Conoscendo quella martelliera, avrai un suono abbastanza legnoso o, come direbbero gli anglosassoni, "hollow", sul cantabile, impedendo agli armonici superiori d'emergere e al suono d'equilibrarsi... per fare un'analogia con le arti visive, hai un suono con una sua "colorazione" che non è data dal pianoforte, ma dalla particolare tipologia dei martelli.

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