Ad entrambi dico sì!
A Luca dico sì su un Fidelio "cristologico". Quando scrissi tanto tempo fa sul Fidelio, dissi che il Cristo dell'oratorio "Cristo sul monte degli ulivi", composto da Beethoven subito prima di immergersi nell'avventura di Leonora-Fidelio, sembrava un Florestan più che un Cristo ma oggi, forse dovrei scrivere il contrario alla luce di questi nuovi scenari che mi si aprono: è il Flolrestan del Fidelio ad essere un Cristo. Tutto ciò conferma quello che ci siamo detti tante volte: in Beethoven tutto si confonde, sacro e profano compreso, al punto che non sai mai dove inizi e finisca l'uno e l'altro
A Claudio dico sì sul fatto che non c'è alcun dubbio che la regia debba attualizzare l'opera. La mia contrarietà a quello sparo non vuole essere assolutamente un voler mettere in discussione questo. In realtà, poi, per quanto riguarda il Fidelio scaligero, dal mio punto di vista, fino a quel colpo di pistola, tutto era sembrato perfetto e lo sarebbe stato anche dopo.
Anche la direzione di Barenboim e la sua chiave di lettura della musica beethoveniana è stata molto emozionante per me. Ho letto recensioni che ritengono che non abbia saputo - o voluto direi io - mettere in risalto il debito mozartiano del primo atto e abbia guardato solo al Romanticismo che bussava alle porte. Io penso che vada bene così!