Composizione

Fabio Vacchi

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Feldman

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Risposta 21 di Zazza

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Feldman ha scritto:

l'evidenza.

semplicemente dico che è un genere "morto" nel senso che se vuoi puoi assistere all'allestimento di un'opera del passato, ma pretenderne una oggi non funziona perchè, ripeto, la sua eredità è stata raccolta dalla musica per film e dal cinema. Mentre in passato la paternità dell'opera era associata al compositore, oggi la paternità del film è del regista;

A parte che io ricordo Morricone e altri e non i regista dei film che hanno musicato, se è vero quanto sostieni, dal mio punto di vista è morta anche la musica colta, in quanto la musica, per mezzo della globalizzazione, si è spostata verso i grandi numeri…che sappiamo tutti hanno esigenze diverse rispetto ai palati fini del mondo accademico.

Feldman ha scritto:

allo stesso tempo, se la musica di commento si è affermata in un certo modo, è chiaro che il compositore sarà conosciuto per quella precisa colonna sonora, punto e basta.

Morricone non si ricorda per "una colonna sonora, punto e basta". Ma ce ne sono tantissimi altri. 🙂

Feldman ha scritto:

Ma poi dico (senza voler sorvolare su un discorso interessante sull'opera), che c'entra con Vacchi??

... se ha scritto opere? Si.

Comuqnue non sono sicuro che desti tutta questa attenzione, altrimenti sarebbero fioccati post 🙂

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Risposta 22 di thallo

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ripeto che la discussione sull'opera l'hai iniziata TU. Non puoi sparare "vaccate" e pretendere che nessuno risponda...

sulle ipotetiche "funzioni" della musica da film e della musica operistica, vorrei ricordare che l'opera non commenta un bel fico secco. O meglio, l'evoluzione della scrittura operistica ha portato la musica a diversificare molto il proprio ruolo "narrativo". La possibilità di commentare o sostenere un'azione in scena è solo una delle possibili funzioni della musica operistica. La principale è sempre stata quella di integrare il canto, che nella musica da film non c'è quasi mai.

Quando è uscito il primo episodio della trilogia de "Lo Hobbit", l'anno scorso mi pare, mi sono arrabbiato tantissimo proprio per questa cosa. Nel film ci sono molti momenti in cui i nani cantano, momenti presenti nel libro, che fanno parte dell'azione reale (musica diegetica), ma le loro voci vengono assorbite dalla colonna sonora, proprio come se fosse un musical, rendendo l'effetto assolutamente "extra-diegetico". Io l'ho chiamato "effetto Glee", che è poi l'effetto Operetta, l'idea, cioè, che l'azione vada recitata e la riflessione lirica possa essere cantata. Questo trasforma automaticamente quel film in un film musicale, cosa che secondo me non ha senso, ma che dipende proprio da un fraintendimento del trattamento della colonna sonora. Nell'Opera musicata per intero la questione è ancora più radicale, perché non c'è distinzione tra una diegesi "non musicata" e una diegesi "musicata". Esiste musica diegetica nell'opera (la donna è mobile è una canzone cantata dal Duca di Mantova, per esempio) ma di fatto non esiste musica extra-diegetica, perché in scena si canta sempre.

Questa è una differenza fondamentale fra musica da film e teatro musicale.

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Risposta 23 di Videoclip

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thallo ha scritto:

Quando è uscito il primo episodio della trilogia de "Lo Hobbit", l'anno scorso mi pare, mi sono arrabbiato tantissimo proprio per questa cosa. Nel film ci sono molti momenti in cui i nani cantano, momenti presenti nel libro, che fanno parte dell'azione reale (musica diegetica), ma le loro voci vengono assorbite dalla colonna sonora, proprio come se fosse un musical, rendendo l'effetto assolutamente "extra-diegetico". Io l'ho chiamato "effetto Glee", che è poi l'effetto Operetta, l'idea, cioè, che l'azione vada recitata e la riflessione lirica possa essere cantata. Questo trasforma automaticamente quel film in un film musicale, cosa che secondo me non ha senso, ma che dipende proprio da un fraintendimento del trattamento della colonna sonora.

Dico, dov'è il problema? Di classificazione?

Alla fine è stato realizzato e trasmesso, ha avuto pubblico...prendila come una forma di contaminazione 🙂

Moderatore

Risposta 24 di thallo

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sì, probabilmente è molto post-moderna come cosa. Quelli che si sono occupati dell'audio avranno pensato PROPRIO all'effetto Glee, che è subito riconoscibile all'orecchio, ed è molto probabile che il target di quel film abbia molta parte in comune col target di Glee. Dal mio punto di vista, però, come scelta artistica è incoerente, anche rispetto al resto del film e al libro da cui è tratto. Ma comunque è un'altra discussione...

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Risposta 26 di Tiger

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geppino12575 ha scritto:

Ma alla fine 'sto Vacchi vi è piaciuto o no...? A me le cose postate qui non dispiacciono affatto.........

A me si, basta che però non ci sia la voce impostata 🙂

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Risposta 27 di aaa

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geppino12575 ha scritto:

Ma alla fine 'sto Vacchi vi è piaciuto o no...?

Io non ho espresso un parere di gusto perchè la domanda era di altra natura

Feldman ha scritto:

è stato uno dei primi compositori italiani a concentrarsi sull'aspetto percettivo, espressivo ed emozionale nella musica durante gli anni '70, in piena avanguardia.

Onestamente mi sembra un compositore ininfluente nell'evoluzione della storia della musica, anche se trovo molto musicali i suoi brani proposti. Per dirla breve mi piace come mi piacerebbe un buon brano tonale o modale che sia.

Dubito però che a Feldmann gli interessi un parere in questi termini, per questo non avevo scritto nulla .)

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Risposta 28 di geppino12575

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Perchè non dovrebbe interessare un giudizio di gusto? l'autore chiede: "Che ne pensate di Fabio Vacchi?" La risposta più concreta secondo me è partire da un mi piace o non mi piace e poi argomentare, la disquisizione su che importanza abbia ricoperto nella storiografia musicale italiana subentra in un secondo momento a mio parere.

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Risposta 29 di aaa

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Concordo ma la premessa mi aveva un po' "disaramato"

è stato uno dei primi compositori italiani a concentrarsi sull'aspetto percettivo, espressivo ed emozionale nella musica durante gli anni '70, in piena avanguardia.

mmhmm

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Risposta 30 di Videoclip

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geppino12575 ha scritto:

La risposta più concreta secondo me è partire da un mi piace o non mi piace e poi argomentare, la disquisizione su che importanza abbia ricoperto nella storiografia musicale italiana subentra in un secondo momento a mio parere.

Parole sante, i rapporti fra musica e storia della musica sono solo un dettaglio. Meglio una musica "vecchia" che comunica che una musica "nuova" che non dice nulla 🙂

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Risposta 32 di Videoclip

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geppino12575 ha scritto:

per te questa di Vacchi è musica vecchia o nuova?

Negli anni '70 c'erano già altri compositori che ricercavano espressività nonostante le dovute contaminazioni alla musica d'avanguardia. Persino un tradizionalista come Britten ne risentì...

geppino12575 ha scritto:

A te comunica o non comunica...?

A tratti molto a tratti meno.

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Risposta 33 di RedScharlach

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Feldman ha scritto:

Thallo, io non sono contro l'opera o contro il teatro, semplicemente dico che è un genere "morto" nel senso che se vuoi puoi assistere all'allestimento di un'opera del passato, ma pretenderne una oggi non funziona perchè, ripeto, la sua eredità è stata raccolta dalla musica per film e dal cinema.

Un paio di giorni fa è uscito il terzo post di Raffaele Grimaldi a proposito di musica e teatro. Leggendolo non ho potuto non ripensare alla nostra discussione 🙂

http://www.nuthing.eu/2013/10/musica-e-teatro-3.html#more

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Risposta 34 di Tenore

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RedScharlach ha scritto:

Un paio di giorni fa è uscito il terzo post di Raffaele Grimaldi a proposito di musica e teatro. Leggendolo non ho potuto non ripensare alla nostra discussione 🙂

http://www.nuthing.e...tro-3.html#more

"Il teatro musicale potrebbe dunque divenire un'arte sempre più potente, intermediale e sinestetica, nella quale immaginazione, sogno e memoria divengono teatro della realtà, nell’alchimia della parola, del rapporto umano, dell'oggi. Potrebbe sempre più aprire le proprie porte alla nostra sensibilità e scuotere quelle che sono le capacità di fruizione e comprensione dell’essere umano.

In questo senso, anche la critica potrebbe aprirsi maggiormente e trarne beneficio in termini di freschezza intellettuale, o magari, finalmente, subire un processo, necessario, di svecchiamento culturale."

... non ho capito bene dove vuole andare a parare.

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