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feltri telaio tastiera

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Davide80

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Risposta 21 di giovannig

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Io non so, dalla Polonia arrivano e arrivavano restaurai di Steinway che erano “sbrillucicanti” ma poi erano un disastro sotto tutti gli aspetti. 

Cosa me ne faccio di un pianoforte centenario che luccica come nuovo ma che ha perso la sua identità? E non solo...

Cerca un artigiano, in modo che tu possa seguire il restauro passo passo e fare anche qualcosa se ti è consentito.

i telai si rompevano dei Bechstein? Ma figurati. Erano i Bluthner più probabilmente, ma quelli costruiti nel dopoguerra perché rimasti confinati nella Germania est DDR. Bechstein ha avuto qualche problemino di continuità negli anni del dopo guerra perché la fabbrica era stata chiusa e riconvertita. Dopodiché alla riapertura le maestranze esperte erano scomparse. 

Io ho un Bechstein degli anni 30 restaurato da me, per il quale ho ordinato anche il feltro sotto corda verde oliva dalla Germania e sfido chiunque a guardarlo e serie che è un pianoforte restaurato con modestia, che differisce solo di qualche numero (matricola) dagli esemplari dei primo dopo guerra. I progetti sono stati sempre i medesimi fino agli anni 80, hanno cambiato il progetto solo di recente ricalcando il modello Steinway.

credo che il mio C. Bechstein a cosa sia il miglior esemplare tra tutti gli strumenti su cui ho messo mano...e anche chi li suona rimane parecchio perplesso! Valore commerciale? Poco e nulla!

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Risposta 22 di Davide80

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dicevo i Bechstein fino agli anni 20 circa, da più fonti leggevo che avevano avuto problemi in forgeria, forse avevano sotto dimensionato il telaio, MA solo alcuni avevano avuto crepe e rotture. Se cerchi bechstein cracked iron frame te ne fai un'idea. Dopo la seconda guerra la fabbrica di bluthner era stata borbardata, ma hanno condiviso la fabbrica con bechstein fino a che lo stato non ha dato i fondi per rimettere in piedi la propria. Purtroppo ho letto che appunto per via della chiusura della DDR molti esemplari non erano più all'altezza del loro nome, fino a quando, dopo la caduta del muro, la famiglia Bluthner è riuscita a tornare a dirigere l'azienda come voleva. Ma ovviamente riporto le notizie che ho letto nel tempo.

Infatti i pianoforti dell'epoca d'oro erano quelli pre-crisi del 29, dove le case non badavano a spese pur di raggiungere la qualità, pochi compromessi insomma...

Perchè dici che il tuo Bechstein non ha valore ?! 

ce ne fossero di più in giro! Se in buone condizioni hanno più anima di moltissimi anonimi pianoforti nuovi...

C'è poco da fare, se è vero che la tavola armonica col tempo può perdere un pò di carica, è anche vero che nessun pianoforte moderno avrà mai una tavola stagionata di 100 anni...

Domanda che magari esula per un attimo mi è capitato di usare la gommalacca sui mobili, ma era solo trasparente, al limite ambrata.

Come fate il nero da pianoforte? Qualcuno tinge il legno, poi dà il trasparente, ma non viene nero profondo. Altri non tingono il legno, se scuro di suo, tingono la gommalacca con anilina nera all'alcol, ma poi escono riflessi blu-verdi. Una volta si usava il nerofumo, ma non so se si aggiunge un goccio di rosso, poi l'ultima passata è trasparente. Ho trovato la gommalacca pronta da pianoforti, ma non specifica la composizione nè soprattutto la concentrazione (20% ?) Ce l'ha anche FTP. Farò qualche esperimento su una tavoletta di compensato prima di ritoccare altro.

ciao a tutti

R25_crackedplate2.jpg

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Risposta 23 di giovannig

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Questo pianoforte è stato ri-caricato male secondo me, vedo che è stato manomesso perchè il feltro sotto corda non è assolutamente originale Bechstein. Non è certamente una rottura "naturale"... la rottura se avviene non non capita in quel punto, ma più avanti.

 il problema di fonderia può esser solo che è rimasta dell'aria in una fusione ma non può essere un difetto di serie.

La gommalacca si colora non le aniline. Anilina nera per ottenere il nero.

Dico che non ha valore di mercato rispetto a Steinway, anche se il lavoro per restaurarlo e il costo dei materiali è il medesimo. Questo intendevo.

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Risposta 24 di giovannig

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Poi Bechstein non ha neppure quella bacchetta di metallo dopo la slitta di legno e feltro che hanno messo prima di far entrare le corde sulle Agraffe. Guarda che collo d'oca che fa la corda, stanno per saltar via anche le agraffe ahhaha.

Prima taroccano i pianoforti poi raccontano di problemi in fonderia...lasciamo perdere va, che è meglio. Comunque sono cose che succedono ordinariamente nel mondo del restauro, a volte anche dopo che hanno ri-consegnato il pianoforte al cliente.

Dipende da chi ci mette le manine sante....sai quante ne ho viste? Non mi pare neppure un Bechstein (con le viti a testa piatta) metti la foto totali.

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Risposta 25 di giovannig

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il nero fumo e una polvere che si usa come fondo per chiudere i pori del legno durante le prime mani di lucidatura. Non è un colorante.

il fondo a me hanno insegnato a darlo con l'anilina all'acqua, ma solo perché anticamente si faceva così perché costava meno. I riflessi blu e verdi non so, prima volto che lo sento. Poi c'è la tecnica ad olio e a secco per la rifinitura...dipende da cosa uno preferisce.

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Risposta 26 di Davide80

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Di persona non ho mai visto telai crepati, forse in America la cosa è più comune, magari anche perchè, come dici tu, purtroppo gli interventi ed i restauri non vengono sempre fatti a regola d'arte. La fatica, a far una porcata o un lavoro buono, è simile, la competenza no...

Il mio piano era in origine sicuramente noce, poi probabilmente per coprire piccoli o grandi graffi e graffietti in epoca ignota è stato sovraverniciato di nero, sembra gommalacca nera perchè basta che senta odore di alcol e viene via. In alcuni punti , per usura, sui bordi e sul leggio, si è scrostata lasciando vedere il noce scuro, in un angolo interno si sono proprio dimenticati del nero, me ne sono accorto così che sotto sicuramente non era nero di base, ma lucidato su noce italiano.

Purtroppo avendo loro dato gommalacca tinta nera penso che anche facendo rimuovere lo strato superficiale non tornerebbe mai com'era in origine perchè ha tinto in parte anche il legno fondendosi con gli strati sottostanti. Magari lo hanno fatto 80 anni fa per "svecchiare" il classico pianoforte color legno. Almeno mi hanno lasciato lira, leggio e gambe originali. Su piccole parti senza rimuovere si può riprendere la lucidatura nera, ma devo trovar la ricetta giusta per il nero. Il pregio della gommalacca è che se sbagli, o non è lucida come vorresti, puoi toglierla facilmente e ripassarla senza nessun danno, o aggiungere uno strato in più di 1 decimo di mm.

Tra l'altro, i tasti neri d'ebano o ebanizzati, erano lucidati a gommalacca pure loro ?

Ho visto un Bechstein nero opaco alla gommalacca, bello, ma se lo pulisci per bene rischia di fare aloni lucidi, un casino eheh

grazie!

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