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Festival di Sanremo: perché ha vinto "il volo"

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leoravera

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Risposta 21 di Piccinesco

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Villanova di Guidonia

Una volta ho visto un video prodotto con un compositore se ricordo bene, ma ora mi sfugge il nome (probabilmente ho l'Alzheimer altrimenti "non si spiega" il fatto che dimentico quasi ogni cosa dopo pochi secondi), ah ecco, Roman Vlad.

In pratica iniziava definendo la musica che solitamente discutiamo e discutete qui sul forum, usando un termine che ancora oggi mi trova d'accordo, la definì "musica esatta", perché a differenze di quella pop (per rimanere in tema), che spesso viene riproposta con interpretazioni che in parte esulano dal riproporla esattamente come l'originale: uso di altri strumenti rispetto a quelli usati per "la prima"; trasposizione, agogica; mentre leggendo la partitura di una composizione "classica", anche se non sempre, sono presenti delle indicazioni circa l'agogica, indicazioni ben precise, quindi la lettura della stessa non è lasciata al libero arbitrio di chi poi la eseguirà.

Da questo punto di vista, seppur (come ho precisato) non sia sempre così, condivido questo modo di definire "quella" musica che, preciso (così mi allaccio al vostro discorso), non è per me l'unica meritevole al mondo, per me "Uomini soli" dei Pooh è un capolavoro (ma anche e soprattutto per il messaggio, per il significato che percepisco dal testo, oltre alla musica), eppure non amo ascoltare questo gruppo; Bach (padre) rimane la mia croce (nel bene), sarà anche per il "trauma" avuto ascoltando al primo e penultimo "concerto" della mia vita, la passione secondo Giovanni; Jean Michel Jarre è "stato" un grande, però la mia stima cala "se vengo a sapere" che una o più sequenze che lo contraddistinguono le ha ottenute grazie al Matrisequencer (sono un pò pignolo su questo); "A salty dog" dei Procol Harum lo considero un

capolavoro nella sua "semplicità".

Non ho ancora argomentato a dovere e non so se proverò (almeno) a farlo, ma non vorrei che passasse un messaggio contorto rispetto a quello per cui è nato questo post: in ogni genere logicamente esiste il bello, il brutto, il capolavoro, sempre soggettivamente parlando.

Però non evito di ammettere di non riuscire proprio a concepire come (a meno che uno non si immedesimi totalmente nel vissuto di un'altra persona, quindi provi a mettersi nei suoi panni senza pregiudizio, che è uno dei modi per comprendere, esattamente come avverrebbe al contrario nei nostri confronti) si possa ritenere un capolavoro un remix (si è capito come la penso) di un pezzo di musica pop come ad esempio Frozen di Madonna, ne ho ascoltati 4 di remix e sono (a mio parere) superflui, uccidono l'agigica, le sfumature, che anche (non l'ho mai negato e non cambia se il genere è diverso, anzi, però dipende dal pezzo) in questo genere sono necessarie. Non penso che se fosse avvenuto cronologicamente il contrario avrei cambiato parere. Intendendo l'hip hop ad esempio, tranne pochi, rarissimi esempi di cui spesso non sono neanche a conoscenza, sarà anche "tradizione", ma sentire la solita ritmica di cassa e rullante mi fa accasciare a terra; riguardo il remix inteso nel suo senso più ampio, che di ampio ha (purtroppo) la propria diffusione e opera di distruzione di massa, ritengo che con quest'ultimo quasi tutti i pezzi "trattati" vengono ridotti a blocchi monotematici senza anima, tolgono all'originale la sua essenza, la sua forza, ma non perché sono il nostalgico dell'originale, quanto per la riduzione di quest'ultimo ad una sequela di cliché che non permettono ai pezzi sottoposti a questa pratica, di distinguersi come invece avviene tra gli originali.

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Risposta 22 di rstrauss

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penso che la domanda non abbia risposta se non : è così da quando è nato il pop.

Noi addetti ai lavori forse possiamo anche accontentarci della sola musica, dato che la percepiamo da "dentro", ma il grande pubblico che non può fare così, per il semplice motivo che non tutti possono essere esperti di musica, ha bisogno di altri stimoli.

Negli anni '70 bastava l'artista sul palco che cantando in playback dava spettacolo, poi sono arrivati i video e oggi non si può pensare ad una canzone senza video.

Il pop necessita dello spettacolo, che spesso prende il sopravvento e la musica passa in secondo piano ... questo è lo spettacolo che viene proposto oggi, perchè è quello che la gente vuole.

Se il volo ha vinto, a parte la canzone caruccia, ha vinto perchè ha riportato in auge qualcosa sparito con Pavarotti, Domingo e Carreras e continuato, male, da Bocelli, che tutt'ora sta vivendo di rendita nonostante sia un pessimo cantante nè carne nè pesce.

in merito alle canzoni e ai compositori ci sarebbe da aprire un post a parte, ma un accenno lo posso fare ...

Perchè gli stessi cantanti hanno cantato decisamente meglio nella serata delle COVER ?

La prima impresisone è che le canzoni vengano scritte non sapendo chi poi le canta. Certo il pubblico non sa queste cose e se una melodia è troppo bassa per la voce che la canta, nessuno dice "ma guarda quello che ha scritto sta roba, non ha capito che il cantante non ce la fa così in basso ?"

Tuti dicono : "guarda quel cantante che non ci piglia".

magari le canzoni in questione erano scritte da chi forse le sapeva scrivere ?

magari chi scriveva le canzoni aveva l'accortezza di scrivere per la voce che poi avrebbe cantato potendo così sfruttarne le caratteristiche migliori ?

magari la distinzione tra i due temi del brano era più consistente e non montava la noia come con quelli nuovi dove il secondo spesso è un imitazione del primo ?

e che dire dei pessimi arrangiamenti degni nemmeno di un primo anno di composizione, che abbiamo sentito nelle nuove canzoni ?

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Risposta 23 di thallo

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Io penso che Il Volo abbia vinto perché è fatto da ragazzini, perché la tecnica "lirica" ispira ancora un sacro timore referenziale e perché la canzone era scritta in modo perfetto per vincere Sanremo.

Ma mi rimangono ancora molti dubbi in merito. Nel senso che Il Volo non è l'unica realtà del pop-opera in Italia e neppure a Sanremo. Di cantanti cross-over ce ne sono stati un po', prima e dopo Bocelli, ed escludendo Bocelli, gli altri non hanno fatto sto gran successo: ricordo Irene Fargo, Alessandro Safina, Filippa Giordano, Piero Mazzocchetti... perfino i Jalisse erano un po' crossover e la grande Giuni Russo ha partecipato a Sanremo per l'ultima volta con un pezzo MERAVIGLIOSO che è un esempio di come l'operatic-pop possa essere perfino qualcosa di bello e moderno (grazie all'arrangiamento di Battiato)

è anche per questo che dico che non bisogna generalizzare e banalizzare. Il Volo è un fenomeno complesso che andrebbe contestualizzato: sono rassicuranti, giovani, erano le star di un programma televisivo tra i più seguiti degli ultimi anni (Ti lascio una canzone...). Purtroppo non hanno nulla a che vedere con Pavarotti e company, e neppure con Bocelli, che pur essendo un cantante lirico mediocre rimane un grande professionista in senso assoluto.

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Risposta 24 di thallo

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volevo anche far capire che il nostro stupore sulla vittoria de Il Volo è ridicolo. Da ANNI ci sono cantanti di operatic pop, o pop-opera o crossover, e noi ce ne stiamo accorgendo ora ... 

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Risposta 25 di gianni22

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thallo ha scritto:

volevo anche far capire che il nostro stupore sulla vittoria de Il Volo è ridicolo. Da ANNI ci sono cantanti di operatic pop, o pop-opera o crossover, e noi ce ne stiamo accorgendo ora ... 

...perchè certi passano solo da San Remo 🙂

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Risposta 26 di LucaCavaliere

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Frank ha scritto:

Personalmente parlando non so fare solo quello 🙂

... ma quando mai è solo la forma a condizionare la qualità di un brano?

La forma, da sola, a condizionare la qualità di un brano?...Mai.

Hai detto bene: personalmente.

Beh... sappi che non ne dubitavo 😎

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