Francesco, so che non è facile, ma perchè non provi a descriverci il suono che ha il Bechstein di cui ci hai parlato in questa discussione? (Scusa la domanda, a cui non è facile dare una risposta, più o meno è come ad esempio tentare di descrivere il sapore di una fragola a chi non l'ha mai mangiata).
D'accordo, ci provo.
Allora, credo che per rispondere a questa domanda debba risalire alla prima volta che ho suonato questo magnifico pianoforte... circa tre o quattro anni fa, non ricordo con precisione, ma facevo le elementari... non era ancora restaurato... aveva ancora tutto il suo fascino e la sua purezza (sotto spiego perchè "aveva").
Aprii il coperchio della tastiera e vidi una magnifica tastiera in avorio, piacevolmente ingiallita dal tempo. Ricordo ancora che in alcuni tasti l'avorio si muoveva un po'... si alzava leggermente. Provai a far qualche accordo... cominciai con il Mi b maggiore, lo ricordo ancora ... chissà come! Suonai con la mano destra un accordo di Mi b maggiore, con la sinistra una doppia ottava di Mi b. Fatto solo quell'accordo, chiesi al mio maestro che in quel momento era lì di darmi una mano ad alzare il coperchio della cassa armonica , per dare una voce ancora migliore al magnifico strumento.
Fatto ciò continuai a suonare... forse per mezz'ora. Era ... scordatissimo, la meccanica lenta e scricchiolante, un po' rigida e il suono assolutamente... incantevole: per quanto fossero pessime le condizioni in cui si trovava, già mi ero innamorato del suo suono... dolce, espressivo... non saprei come descriverlo bene. La regione acuta era caratterizzata da note brillanti (anche se scordate), cantabili, lievi ma allo stesso tempo espressive. Rimasi anche molto colpito dalla "morbidezza", - concedetemi questo termine - delle note gravi: erano sì un sostegno ritmico e melodico, ma erano tanto "controllabili" che un accordo suonato nella regione abbastanza grave non dava fastidio all'orecchio, come a volte capita anche su ottimi pianoforti verticali... le note gravi si fondevano alle acute in un'armonia vibrante tanto bella che un solo accordo era piacevolissimo da ascoltare... Mi sembrava che suonando mano destra e sinistra insieme le note acute cantassero, e allo stesso tempo le gravi le seguissero e le sostenessero... una meraviglia, in poche parole. Non avevo mai suonato su un pianoforte tanto ... simile a me. So che può sembrare da "matto" paragonarsi a un pianoforte (oltretutto, teoricamente avrei 108 anni!!!), ma assomigliava terribilmente a me: quieto ma espressivo, ... timido, anche se generalmente non si usa questo aggettivo per gli strumenti e incapace solo di una cosa: essere aggressivo. Non c'era verso, quel pianoforte non voleva far l'aggressivo... Paolo poi mi ha confermato ciò spiegandomi che è un pianoforte dal tipico suono romantico.
Quando chiusi il pianoforte il pensiero che l'avrei risuonato non era una speranza. Era una certezza.
Eppure son passati diversi anni prima che potessi farlo. Tre, o forse quattro. Quando seppi che era stato restaurato. inizialmente provai una gioia incontenibile, come un sogno che si realizzava. Lo provai per una mezz'ora, e fu come ritrovarsi di fronte a un vecchio amico che non si vede da tanto ma al quale si è molto affezionati.
Poi, di volta in volta che lo andavo a suonare (da maggio di quest'anno in poi circa una settimana sì e una no, per circa un'ora o due) ho iniziato a preoccuparmi... la tastiera, che inizialmente credevo fosse solo stata portata a restaurare, è stata rimpiazzata con una di resina... o peggio, in plastica, non lo so con certezza. Alcune corde sono state sostituite... ma la maggior parte è rimasta quella originale... motivo per cui il suono è sempre lo stesso, forse migliorato e... ora accordato...! Anche la meccanica è rimasta la stessa, originale del 1903...(Per fortuna)... Tuttavia, il restauro si poteva far meglio. Il ponticello vibra un po', forse non è ben fisso...
Ma da qui in poi, la storia la conoscete... Ciao!
PS:... Scusa Gian... rileggendo mi sono accorto che più che rispondere alla tua domanda ho fatto una storia della mia conoscenza del pianoforte... se tu avessi altre domande più mirate, non ti preoccupare, io son qui...