Vorrei avere ragguagli sull'uso del contrappunto con il pianoforte.
Ho come l'impressione che la scrittura pianistica si presti poco o comunque, bisogna entrare in un ottica che ancora non mi è totalmente chiara.
Come vi comportate?
Avviata da
Dante
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Vorrei avere ragguagli sull'uso del contrappunto con il pianoforte.
Ho come l'impressione che la scrittura pianistica si presti poco o comunque, bisogna entrare in un ottica che ancora non mi è totalmente chiara.
Come vi comportate?
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... lo stavo appunto chiedendo io, come la mettiamo col pedale di risonanza?
Membro
Il pf aggiunge difficoltà a chi è abituato a misurarsi ad un contrappunto strumentale (coro, orchestra, organo, etc.) nel senso che con il pf bisognerebbe farne la giusta sintesi...non è detto che tutte le voci debbano essere "compiute" nel tratto scritto, sicuramente pensate ma non sviluppate e riportate per esteso, altrimenti non si ricalcherebbe il gesto strumentale.
Membro
secoli orsono, un pianista di cui non ricordo il nome (ma solo che sapeva il fatto suo) mi disse che per studiare mozart (al contrario di chi diceva che mozart va suonato rigorosamente senza pedale) SI DEVE usare il pedale ma dando l'impressione, all'ascolto, di non usarlo.
estendendo il concetto al contrappunto pianistico, secondo me, il pedale di risonanza va usato ma con un uso diverso dal consueto.
in sintesi, dovrebbe essere usato come se fosse un sesto dito per ogni mano, in modo da realizzare fraseggi e profili melodici chiari, ben rifiniti. lo stesso vale per bach.
certamente, non usando il pedale e basandosi esclusivamente sul lavoro delle 10 dita, il range si restringe; l'uso mirato del pedale di risonanza, in questo senso, amplierebbe sostanzialmente il campo d'azione. non è semplice, però, eh?! occorre un'impeccabile padronanza
di questo tipo particolare di tecnica. tra l'altro, sempre questo pianista mi disse che esistono circa 14-15 modi diversi di usare il pedale di risonanza.
Membro
ScalaQuaranta ha scritto:
esistono circa 14-15 modi diversi di usare il pedale di risonanza.
... qualche pianista con i controcogl...oni potrebbe citarne una decina?
Grazie in anticipo
Membro
Marzapane ha scritto:
... qualche pianista con i controcogl...oni potrebbe citarne una decina?
Non sono pianista, però:
- tutto il pedale
- mezzo pedale
- un quarto di pedale
Questi 3 gesti elementari per 2 diversi tipi di presa: prima di scendere con il tasto, a tasto già giù
E siamo a 6
...dai, me ne mancano solo 8 o 9 🙁
Membro
Scala, ok per Mozart...ma un evoluzione del linguaggio verso il totale cromatico, penso "escluda" certi problemi 😉
O meglio, non va usato a caso, ma tolti i limiti tonali, il contrappunto si può prestare a diversi effetti...pensate anchead un continuo, ci sono altre elementi che entrano in gioco.
Spero sia chiaro cosa intendo
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Anche se il pf ha il pedale di risonanza non è detto che bisogna per forza utilizzarlo, anzi, la sua assenza può permettere un linguaggio cristallino (chiaro, stando sempre nelle 10 dita)
Membro
l'uso del pedale che intendo io, in questo caso specifico, non è la sovrapposizione di armonici, ma la definizione chiara dei profili melodici delle varie voci che intervengono nel contrappunto, a prescindere dalla natura dell'impianto armonico. per assurdo, secondo l'opinione di questo fantomatico pianista che conobbi (e che condivido), se avessimo sei dita per mano, potremmo fare a meno del pedale.
vorrei segnalare, a tal proposito, un libricino dedicato a questo argomento, "LA TECNICA DEL PEDALE" che illustra in dettaglio le varie modalità d'uso. Non ricordo l'autore ma dovrebbe essere un pianista famoso.
Membro
6 dita, ma anche estensione...cavolo, la tastiera è larga un metro e mezzo 😉
Membro
Per curiosità sull'uso del pedale, consiglio a tutti di guardare, quando sono ripresi i piedi, come lo usa Gould nel famosissimo video delle Variazioni Goldberg... qualcuno era ancora convinto che GG non usasse il pedale? Be', vi ricrederete e vedrete un uso del pedale davvero raffinatissimo (lo so, sono un po' monomaniaco, ma io guardando quel video ho imparato tantissimo).
Vorrei inoltre ricordare che il pedale, sul pianoforte, non ha solo lo scopo di allungare i suoni e di creare improbabili aloni, ma ha anche un utilizzo specificamente timbrico, di arricchimento del suono singolo: il timbro del pianoforte in certi casi ha bisogno del pedale per risultare più morbido.
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condivido pienamente l'intervento di carlos.
inoltre, mi permetto di arricchire l'elenco di tecniche del pedale, pur non essendo un pianista con i contro...
il pedale può intervenire nelle cesure, al termine di una frase o, meglio ancora di un periodo; intervenendo opportunamente
anche in base alla texture in cui ci si trova, rallentando proprio come se lo si stesse facendo con un accelleratore di un'automobile,
si ottiene qualcosa di molto simile a quando si 'decellera' con il pedale del volume in un organo elettronico.
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forsemafforse sono riuscito a trovare gli estremi del testo di cui vi parlavo:
"TECNICA MODERNA DEL PEDALE" di Karl Ulrich Schnabel
non è molto grosso, giusto un libricino ma ricco di contenuti
e dal prezzo abbastanza onesto: 10euro
Membro
totalmente differente da Gould ma lo stesso adorato da me c'e' perahia sentite qui come usa il pedale senza perdere chiarezza, sublime