Questo ultimo intervento esprime -Gilda mi scuserai se lo dico brutalmente- esattamente il luogo comune che ho inteso confutare con il mio articolo. Come si può confondere una qualità del tutto passiva del corpo umano (capelli, spalle larghe, occhi verdi ecc.) con una qualità che si sviluppa con la conoscenza, e che si intreccia con la capacità creativa?
La facilità di intonazione è certamente un talento di base, alcuni ne sono più dotati altri meno. Ma sfido una persona intonatissima ma priva di autodisciplina e capacità logica a suonare il pianoforte, ed affrontare la polifonia di Bach: in tal caso l'intonazione non serve a niente, il metodo conta assai di più, insieme ad una mente logico/matematica. Ribadisco che la musica è una disciplina che attinge ad una serie innumerevoli di talenti, non ad uno solo, e che anche persone poco dotate in uno o più di questi talenti, possono ed hanno saputo eccellere nella musica.
Qualche esempio per i più scettici, su vari generi musicali. Chet Baker, Antonio Jobim, Lucio Battisti avevano un'intonazion approssimativa. Thelonius Monk aveva una tecnica assai modesta. Si legge che le stesse esecuzioni di Chopin della propria musica fossero tutt'altro che impeccabili. Frank Sinatra aveva un estensione vocale molto limitata. John Coltrane riuscì a superare pesanti limiti grazie ad una dedizione totale, chi lo conosce racconta la difficoltà dei suoi progressi.
Conosco alcuni musicisti dotati di orecchio assoluto (una qualità fisica della persona) per i quali questo talento è alla lunga diventato un fardello più che un vantaggio. Hanno infatti saltato per intero importanti fasi di scavo e di approfondimento, diventanto musicisti approssimativi e assai peggiori di molti altri meno dotati.
Credo di avere espresso il mio pensiero in modo anche troppo veemente, un cordialissimo saluto