spesso si associa quest'esperienza musicale con il jazz.
anche se secondo me, ciò che nel jazz avviene nei solo, è piuttosto una semi-improvvisazione se non addirittura una pseudo-improvvisazione. forse nel free-jazz e nell'avanguardia ci si avvicina di più alla purezza. ad ogni modo, mi chiedo se in musica, è realmente possibile praticare un tipo di IMPROVVISAZIONE PURA, ma che comunque sia sensata.
scarterei a priori la vecchia storiellina del gatto sul pianoforte...
secondo voi è possibile scindere ogni parametro della musica (p.es. altezza, intensità, timbro, durata, struttura, organico, ecc.) e successivamente riassemblarlo in tempo reale?
quando dico 'purezza', intendo un tipo di improvvisazione che non attinge ad alcun tipo di background, così' come avviene solitamente nel jazz (detto in maniera molto generale, eh?!).
Non è possibile non attingere da alcun background, come fai? Anche se consapevolmente cerchi di frenarti, chissà inconsciamente che cosa combini! L'unica soluzione è un algoritmo che si basi su dei parametri pseudo-casuali come il segnale di un rumore bianco a cui assegni i diversi parametri da te citati precedentemente e lasci al computer il compito di fare il resto.
Per forza poi si tratta di pseudo-improvvisazione, ci si basa sempre su di un materiale precedentemente conosciuto, vissuto, elaborato e destrutturato chissà quante volte.
quindi si può dire che l'improvvisazione pura non esista?
ho visto sul tubo un intervista di un pianista, nato 'classico', passato poi al jazz perché attratto dall'improvvisazione...
e quando questi si è accorto che l'idea di improvvisazione che aveva in mente era molto più libera rispetto alla semi-improvvisazione del jazz, ha deciso di approfondire questo tipo di questione. e alla fine, ha abbandonato anche il jazz e, dopo aver lavorato sodo (ma tanto!) adesso, addirittura la insegna.
J
JazzMania
Membro
Risposta 4 di JazzMania
Messaggi
116
Vediamo se trovo un parallelismo efficace.
Quando improvvisi è come se tu parlassi, non hai bisogno di prepararti per parlare con un altro...ma hai studiato molto e all'inizio facevi solo versetti, le prime parole, le prime frasi tipo "pappagallo" ...e nonostante tutto, ore di pratica a parlare con amici, scuola, lavoro, etc. ... quando devi affrontare la classiac conferenza, cosa fai? Ti prepari il bel discorsetto 😉
Ecco, quando inprovvisi in cosa dovresti differire?
G
Gerardo
Membro
Risposta 5 di Gerardo
Messaggi
277
ScalaQuaranta ha scritto:
secondo voi è possibile scindere ogni parametro della musica (p.es. altezza, intensità, timbro, durata, struttura, organico, ecc.) e successivamente riassemblarlo in tempo reale?
Questo secondo me è stato fatto durante lo strutturalismo e penso sia l'ambito dove sia più necessario carta e penna 🙂 Tutto strategicamente deciso a tavolino...sarebbe l'anti estemporaneità 🙂
ScalaQuaranta ha scritto:
quando dico 'purezza', intendo un tipo di improvvisazione che non attinge ad alcun tipo di background, così' come avviene solitamente nel jazz (
Secondo me è tutto il contrario...un muto non parla 😉 Solitamente nel jazz c'è la manifestazione estemporanea di un grande background; la performance è solo la punta di un Iceberg 😉
ScalaQuaranta ha scritto:
esistono dei testi sull'argomento in commercio?
Di preciso su cosa? Purezza in musica o sui problemi legati alla performance e a tal proposito, se non erro, in passato era stato segnalato qualcosa...ricordo che era di Stefano Zenni
G
Gerardo
Membro
Risposta 6 di Gerardo
Messaggi
277
Trovato, cavolo. Non era in recensione libri...era in questo topic...che magari può interessare