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Intervalli In Musica

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Lopez

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Risposta 21 di Valchiria

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Crazypiano ha scritto:

Per scrivere una melodia quali sono gli "intervalli" piu' usati, meno dissonanti? Mi piacerebbe avere una breve descrizione di tutti gli intervalli a livello acustico.

Spero non sia complicato 😵

Non è complicato, intendi melodia tonale?

Per il discorso "acustico" ... ti riferisci agli intervalli in senso armonico, giusto?

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Risposta 22 di thallo

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Mi era sfuggita la controreplica.

Allora, cito Schoenberg, che divide il mondo degli intervalli in tre parti: le successioni FORTI, con intervalli di quarta ascendente (che indicano spesso cadenza) e di terza discendente (che indicano spesso passaggio dal modo maggiore al modo minore); le successioni DEBOLI, con intervalli di quarta discendente (cadenza plagale o sospesa) e intervalli di terza ascendente; successioni FORTISSIME, con intervalli congiunti ascendente e discendenti.

In realtà, Schoenberg si riferisce soprattutto alle successioni di fondamentali degli accordi... questo perchè, che io sappia, lui non si è mai esplicitamente occupato di melodia. In realtà gli studi sui profili melodici sono relativamente recenti in musicologia 😕 ma visto che tutt'ora lo studio della composizione è in larga parte dedicato all'armonia, ha senso riflettere sulle relazioni ARMONICHE insite negli intervalli. Da Rameau soprattutto, infatti, il ruolo delle fondamentali è ... fondamentale 😃 la relazione tra un accordo e un altro è veicolata non tanto dalla struttura complessiva dell'accordo quanto dalla relazione tra una fondamentale e l'altra, ovvero dall'intervallo delle due fondamentali. Anche tra fondamentali "presunte", come negli accordi sul VII o nei rivolti. Alcune funzioni accordali, almeno alle "origini" delle teorie e pratiche armoniche, sono ricavate solo da movimenti melodici-contrappuntistici. Metti i famosi accordi di sesta eccedente, la loro funzione di dominante della dominante è "rivelata" dai movimenti delle due note che formano la sesta eccedente, che dovrebbero risolvere in un'ottava. Contrappuntisticamente, qualsiasi sesta eccedente dovrebbe risolvere su un'ottava, tipo do-la#, risolve sull'ottava si-si, perchè si dà per scontato che ci sia una tensione di sensibile, che è una tensione MELODICA.

Moltissime melodie risultano "sensate" se seguono logiche contrappuntistiche, ovvero se assecondano le "spinte" dei movimenti melodici. Canticchiare aiuta per capire:

Cosa segue a do-re ...? O un mi o un do. E se aggiungo un fa? Do-re-fa... arriva il mi. E se aggiungo un sol? Do-re-sol... e chiaramente do. E' un esempio stupidissimo, ma comprendere le relazioni tra intervalli spesso fa capire il senso profondo di una melodia, soprattutto nelle melodie scritte bene. Cantare Bach è IMPOSSIBILE se non si capisce il profilo contrappuntistico delle sue melodie, perchè alcune relazioni sono non immediate (e non sostenute da accordi!)

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Risposta 23 di camy86

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thallo ha scritto:

Cantare Bach è IMPOSSIBILE se non si capisce il profilo contrappuntistico delle sue melodie, perchè alcune relazioni sono non immediate (e non sostenute da accordi!)

Mi potrebbe fare un esempio su Bach?

Moderatore

Risposta 24 di thallo

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Non darmi del lei 🙂

la mia conoscenza di Bach non è paragonabile a quella di un pianista, io sono un cantante e, ahimè, Bach si canta ancora poco, nella didattica solistica, corale e tanto più nella professionalità solistica e corale.

Ma voglio provare un esperimento. Invece di provare con arie di Bach che conosco, ne scarico una nuova e provo subito a farti capire cosa intendo.

La prima cantata sacra che ho trovato nell'elenco delle opere di Bach su imslp Ach Gott, von Himmel sieh darein http://conquest.imslp.info/files/imglnks/usimg/b/b3/IMSLP24170-PMLP03250-bwv002.pdf

L'aria è a pagina 12, "Tilg, o Gott, die Lehren".

Nella prima frase abbiamo praticamente subito un salto discendente di sesta minore (sib-re). Questo salto non ha senso contrappuntistico in sè, ha un senso più grande dovuto al fatto che la frase, armonicamente, fa I-IV-I. Melodicamente questo individua tre gradi importanti, il primo (sib), il quarto (mib) ed il quinto (fa). Il fa finale poteva essere parte di un accordo di dominante, chissà, melodicamente quello che dovrebbe importarci è che l'intervallo sib-re è parte di un percorso melodico che fa sib-re-mib-fa, ovvero un'ornamentazione di un intervallo discendente di quarta, sib-fa. Per chi canta interpretare questi profili melodici è fondamentale, a volte, soprattutto quando ci sono intervalli "strani". A fine pagina, per esempio, inizia una lunga e "faticosa" modulazione a Fa. Questa lunga modulazione passa attraverso profili melodici strani, tipo Re3-sol2-mi2-fa2-sol2-do2. Il mi bequadro DEVE essere pensato come sensibile di fa, e tutto quanto è un abbellimento del sol, a sua volta parte dell'accordo di do. "Dietro" a questa linea melodica è come se ci fossero due blocchi, uno che "sib-do-re-SIb" e uno che fa "mi-fa-sol-fa-mi-re-do". Letto così, la sua intonazione è immediata, facilissima, perchè rivela le tensioni armonico-melodiche. Andando avanti è anche peggio, c'è una bella settima minore discendente, seguita da una sesta ascendente (Do3-re2-sib2). Il punto finale di questa sequenza è il la2 (non per nulla fa parte dell'accordo della tonalità non ancora affermata ma già "tonicizzata", il fa, su cui si cadenza sul terzo tempo). Senza questo faro, tutti gli intervalli non hanno senso, sono difficili da intonare, e lo stesso testo aiuta in questo (il la è sulla fine di "lehren", sulla fine della cosiddetta unità testuale).

L'aria continua, magari non ve la analizzo tutta, ma la lettura della sua linea melodica non può prescindere dall'individuazione di funzioni (tonica, dominante, sensibile...).

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Risposta 26 di Crazypiano

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Chiaramente Schoenberg si riferisce all'ambito tonale

@Thallo

> Cantare Bach è IMPOSSIBILE se non si capisce il profilo contrappuntistico delle sue melodie,

> perchè alcune relazioni sono non immediate (e non sostenute da accordi!)

Ma le melodie non derivano dai canti dei pietisti o menate del genere? ... quindi se non cantabili, melodie realmente cantate?

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Risposta 27 di thallo

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per quello che ne so, le melodie pre-esistenti usate da Bach sono soprattutto nei corali. Io parlo di arie o di cori, composizioni complesse

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Risposta 28 di Tap

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Crazypiano ha scritto:

...quale effetto producono gli intervalli?

Una strada è provarli, la risposta emotiva è soggettiva. Per cui una sesta minore può dare delle sensazioni a me ma può darne delle altre a te.

Crazypiano ha scritto:

Per scrivere una melodia quali sono gli "intervalli" piu' usati, meno dissonanti?

La sagra della soggettività..."dissonanti"?

Crazypiano ha scritto:

Mi piacerebbe avere una breve descrizione di tutti gli intervalli a livello acustico.

Spero non sia complicato 😵

Se parli di acustica ti riferisci alle formanti, agli spettri armonici, all'altezza (Hz)...mi sembra scollegato dalle domande precedenti

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Risposta 29 di Tap

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Secondo voi quanto Bach è contrappunto e quanto armonia? E quanto della melodia "cavalca" l'armonia?

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