Non darmi del lei 🙂
la mia conoscenza di Bach non è paragonabile a quella di un pianista, io sono un cantante e, ahimè, Bach si canta ancora poco, nella didattica solistica, corale e tanto più nella professionalità solistica e corale.
Ma voglio provare un esperimento. Invece di provare con arie di Bach che conosco, ne scarico una nuova e provo subito a farti capire cosa intendo.
La prima cantata sacra che ho trovato nell'elenco delle opere di Bach su imslp Ach Gott, von Himmel sieh darein http://conquest.imslp.info/files/imglnks/usimg/b/b3/IMSLP24170-PMLP03250-bwv002.pdf
L'aria è a pagina 12, "Tilg, o Gott, die Lehren".
Nella prima frase abbiamo praticamente subito un salto discendente di sesta minore (sib-re). Questo salto non ha senso contrappuntistico in sè, ha un senso più grande dovuto al fatto che la frase, armonicamente, fa I-IV-I. Melodicamente questo individua tre gradi importanti, il primo (sib), il quarto (mib) ed il quinto (fa). Il fa finale poteva essere parte di un accordo di dominante, chissà, melodicamente quello che dovrebbe importarci è che l'intervallo sib-re è parte di un percorso melodico che fa sib-re-mib-fa, ovvero un'ornamentazione di un intervallo discendente di quarta, sib-fa. Per chi canta interpretare questi profili melodici è fondamentale, a volte, soprattutto quando ci sono intervalli "strani". A fine pagina, per esempio, inizia una lunga e "faticosa" modulazione a Fa. Questa lunga modulazione passa attraverso profili melodici strani, tipo Re3-sol2-mi2-fa2-sol2-do2. Il mi bequadro DEVE essere pensato come sensibile di fa, e tutto quanto è un abbellimento del sol, a sua volta parte dell'accordo di do. "Dietro" a questa linea melodica è come se ci fossero due blocchi, uno che "sib-do-re-SIb" e uno che fa "mi-fa-sol-fa-mi-re-do". Letto così, la sua intonazione è immediata, facilissima, perchè rivela le tensioni armonico-melodiche. Andando avanti è anche peggio, c'è una bella settima minore discendente, seguita da una sesta ascendente (Do3-re2-sib2). Il punto finale di questa sequenza è il la2 (non per nulla fa parte dell'accordo della tonalità non ancora affermata ma già "tonicizzata", il fa, su cui si cadenza sul terzo tempo). Senza questo faro, tutti gli intervalli non hanno senso, sono difficili da intonare, e lo stesso testo aiuta in questo (il la è sulla fine di "lehren", sulla fine della cosiddetta unità testuale).
L'aria continua, magari non ve la analizzo tutta, ma la lettura della sua linea melodica non può prescindere dall'individuazione di funzioni (tonica, dominante, sensibile...).