Ci si ostina a sostenere che fare il musicista è un lavoro, mi spiace, ma il lavoro è fatto anche di queste cose.
Allora diciamocelo chiaramente: il musicista non è un mestiere
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Risposta 21 di Tiger
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Ci si ostina a sostenere che fare il musicista è un lavoro, mi spiace, ma il lavoro è fatto anche di queste cose.
Allora diciamocelo chiaramente: il musicista non è un mestiere
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Attirerò le ire di qualcuno, ma da quando il musicista è stato un lavoro? Intendo, sarà pure un'idea romatnica, ma lo sbollettato di turno è un classico 🙂
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thallo ha scritto:
Sono in totale disaccordo con Tiger e Dino
Anch'io!
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In totale disaccordo con me vuol dire:
>Credevo che un Teatro vivesse grazie a coloro che praticano arte; evidentemente mi sbagliavo !!
Evidentemente il teatro lo fanno macchinisti , gli amministrativi , i segretari , i dirigent
>Questa è una VERGOGNA NAZIONALE
Evidentemente dobbiamo esserne fieri
> ci vedrà come sempre tutti stupiti e incazzati per una settimana e poi ognuno guarderà solo a se
> stesso come sempre ... io direi intato di smetterla di essere solidali solo sul WEB! (Ho letto
> certi messagi su facebook)
Evidentemente è sufficiente cantarsela e suonarsela da soli su Facebook e Forum
> Questo è un atto gravissimo per tutti noi musicisti
Qui avete ragione, verso tutti i lavoratori. Scusate il "lapsus"
> Spero che anche il sindacato nelle sue molteplici forme e sigle si vergogni
Evidentemente ne devono essere fieri, forse aveva ragione Mendelssohn
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Dino ha scritto:
Trovo significativo che in un Teatro d'Opera vengano licenziate tutte le masse Artistiche e al contrario rimangano saldamente in ruolo i macchinisti , gli amministrativi , i segretari , i dirigenti .... cioè la rovina dei Teatri (molti dei quali sono stati messi in ruolo dal Sovrintendente o dal Direttore artistico di turno !!)
Credevo che un Teatro vivesse grazie a coloro che praticano arte; evidentemente mi sbagliavo !!
Sì. è vero un teatro vive grazie a coloro che praticano arte ma, di conseguenza, muore perché chi fa - o più esattamente dovrebbe far arte - in questo caso, si dimentica di quello che è il suo dovere assolutamente primario. Un dovere verso chi ama e vuole usufruire di quell'arte e solo lo può fare affidandosi a professionisti seri e motivati e non dei "suonatori" che per ogni loro capriccio mettono in discussione la possibilità di poter usufruire di quello spettacolo, già per altro, regolarmente pagato dagli ascoltatori.
Dino ha scritto:
Questa è una VERGOGNA NAZIONALE
La vera vergogna nazionale è constatare che la possibilità di ascoltare la musica è affidata a questa gente.
Dino ha scritto:
Spero che anche il sindacato nelle sue molteplici forme e sigle si vergogni per aver portato lo stato della musica e dei musicisti a questo punto !!
Questo è l'unico punto su cui sono d'accordo con te e che però mi pare in netta contraddizione con quanto tu prima affermi.
Il sindacato - da cui io provengo - ha delle responsabilità gravissime su come è la situazione della musica in Italia. E... non solo la musica!
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L’Opera di Roma dopo la fuga di Muti IL LICENZIAMENTO PER RAPPRESAGLIA E’ PIU’ ODIOSO DELL’ORCHESTRA
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Tiger ha scritto:
L’Opera di Roma dopo la fuga di Muti IL LICENZIAMENTO PER RAPPRESAGLIA E’ PIU’ ODIOSO DELL’ORCHESTRA
Ecco, sì mi sembra un'ottima soluzione, a Merlo e a chi la pensa come lui, ridiamogli i Soviet....Ma solo a loro per favore!
Amministratore
Si, ma il problema a me sembrerebbe più di natura cultural-sociale. L'ultima volta che sono andato all'auditorium a sentire l'orchestra di Roma l'età media era 80 anni. Penso che prima o poi questa gente morirà, alcuni magari sono già morti (scusate la praticità) ed il lavoro tiene conto del mercato... Se non c'è la domanda, l'offerta cade e si è costretti a licenziare o fare esternazioni, ma la cosa non cambia, è solo un modo per nascondere la realtà del mercato che non c'è più.
Guardiamoci in faccia e diciamoci la verità: oggi come oggi i giovani (e non solo) sono degli smidollati che non vedono l'ora che arrivi il sabato per andarsi a sballare in discoteca, e non c'è bisogno che dica che sono stato in teatro ed in discoteca e che quindi conosco i numeri... Il cerchio di quelli che seguono la musica classica si stringe sempre di più e questo implica che il mercato cada a picco. L'orchestra di Roma è solo una delle tante orchestre che ha chiuso o sta chiudendo i battenti quindi per me fossilizzarsi tanto sulle motivazioni ed i vari raggiri politici e amministrativi mi sembra argomento di poca importanza. Se le persone avessero sempre riempito il teatro tutto fluirebbe in modo regolare. La crisi poi ci ha messo lo zampino, evidentemente si sono resi conto che gli abbonamenti per la stagione concertistica non hanno venduto e non ci vuole molto a fare le addizioni e sottrazioni per vedere dove si può andare... Chiaramente da nessuna parte ed ecco come siamo ridotti. Viviamo in un contesto dove ormai non sono le passioni ad essere al primo posto ma i soldi. I soldi decidono tutto ma certi beni culturali andrebbero tutelati non solo economicamente ma soprattutto culturalmente, con l'educazione nelle scuole. La vita di una persona, è stato dimostrato scientificamente, è influenzata soprattutto dai fattori ambientali, tutelare l'ambito della musica classica a livello educativo potrebbe fare la differenza, ma purtroppo l'ora settimanale di musica nelle scuole è vista come l'ora di ricreazione. Bisognerebbe dare maggiore importanza al contributo che lo studio della musica ha sull'Essere umano, specie se questo deve ancora essere formato ed indirizzato verso uno scopo della sua vita.
Moderatore
Giustissimo, e se ci trovassimo a parlare in generale della musica potrei capirlo.
Ma questa situazione è una situazione SPECIFICA che tutti stanno prendendo come scusa per parlare di altro, o di questioni generali:
1) il Teatro di Roma ha un buco di bilancio gigantesco;
2) Muti se n'è andato via per colpa dell'orchestra e con lui sono andati via una serie di sponsor;
3) il consiglio direttivo ha deciso di licenziare l'orchestra e il coro con l'ottica di esternalizzarne le prestazioni.
Chi si riempie la bocca di frase fatte tipo che fare il musicista non significa lavorare, dovrebbe prendersela con l'ORCHESTRA che se ne è fregata di Muti e ha continuato a chiedere il rispetto pedissequo delle clausole contrattuali anche in tempi di crisi. Non hanno chiesto "arte", non hanno chiesto più ore di prova col Direttore, hanno chiesto indennità. Io lavoro in cori "esternalizzati" da anni e quando mi si parla così delle orchestre, come se fossero luoghi meravigliosi dove la gente si batte per i propri diritti, mi viene un po' da ridere e un po' da vomitare. Gli orchestrali agiscono né più né meno di come agirebbe qualsiasi categoria lavorativa al mondo. Tutelano quello che hanno già, chiedendo, possibilmente, di più. Non è arte, è lavoro.
E ragioniamo secondo economia, allora. Se il Teatro non cambia i contratti, chiude. Lo facciamo chiudere?
Questa è una domanda che ripeterò alcune volte, così vi obbligo a una risposta: il Teatro non ha i soldi per continuare a pagare IN QUEL MODO (cioè con quei contratti) tutto il coro e tutta l'orchestra. Cosa facciamo, lo facciamo chiudere?
Non esistono scappatoie legislative, visto che la legge è stata fatta un anno fa e PREVEDE la liquidazione in caso non si possa chiudere il buco. Cosa facciamo, la chiudiamo sta benedetta Opera di Roma?
Ma è successa una cosa strana, sono stati licenziati "solo" orchestrali e coristi. Perché? Ovviamente perché per i prossimi dieci anni il Teatro camperà solo di macchinisti, ovvio, per produrre spettacoli muti (...), senza musica, e nessuno se ne accorgerà....
Secondo me, no. Secondo me perché solo gli orchestrali hanno 27 ore settimanali di lavoro, 10 minuti di pausa obbligatori ogni ora di prova, una lunga serie di permessi artistici per integrare lo stipendio con scritture solistiche etc etc
Nonostante questo, però, qualcosa mi dice che il Teatro dell'Opera di Roma non potrà fare una stagione senza orchestra e senza coro. E' strano arrivare a questa conclusione, no?
Ora, visto che a Roma ci abitano già quelli che suonavano nell'Orchestra dell'Opera, e quelli che cantavano nel Coro dell'Opera, e visto che molto probabilmente avranno assicurato un diritto di prelazione ad essere assunti, considero molto probabile che continueranno a suonarci e cantarci proprio loro. Ma con contratti diversi.
Questo, secondo voi, è un problema ARTISTICO? O è un problema CONTRATTUALE? Oddio, forse il nome dell'azienda sulla busta paga influisce sull'intonazione delle note del corno, chissà, dovrei andare a rileggere un po' di libri in merito...
Però, che schifo, hanno licenziato l'orchestra, potevano licenziare i netturbini del comune di Roma per pagare le 27 ore lavorative settimanali del secondo fagotto, piuttosto che cambiare il contratto al secondo fagotto...
Che volete, anch'io preferirei un mondo senza elettricisti e commesse e pieno di orchestrali stonati e nullafacenti.
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Che dire? Bravo Claudio!
Simone, il problema che tu enunci è giustissimo - come ha già detto Claudio - ma è un altro problema. Ovvero è il problema dei problemi. Il problema che riguarda tutto il sistema musicale-teatrale, italiano - ma non solo italiano - in particolare.
E' pur vero che il ragionamento che tu fai lo facevo anch'io la bellezza di trent'anni fa - o giù di lì - quando giovane - fra i pochi - frequentavo teatri ghermiti da sessant/ottantenni e mi dicevo: fra vent'anni questi teatri saranno vuoti. Ora, non è andata così esattamente, forse sono un po' più vuoti rispetto ad allora ma ... non così vuoti, come si poteva immaginare allora
E' una parziale consolazione se vuoi, però fa sperare che non tutto è perduto. Fermo restando che l'arte rimane e rimarrà una nicchia almeno per i prossimi cent'anni 😃 si può e si deve cercare di invertire il trend che porta ad assotigliare gli ascoltatori di musica d'arte. Il come farlo è tutto da decidere e da inventare. Per ora mi limito a dire che sicuramente due cose devono accadere: la musica d'arte non può pensare di sopravvivere contando unicamente nella disponibilità dello stato - o chi per lui - e chi decide - per passione, soprattutto per quella - di vivere facendo musica, deve essere consapevole di svolgere ... una missione.
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Leggete ciò che dice il sovrintendente!
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Opera azzerata, ecco il nuovo piano: pronta una stagione con più orchestre
http://www.socialgamespro.com/archives/1650/opera-azzerata-piano-pronta-stagione-orchestre
Amministratore
danielescarpetti ha scritto:
Per ora mi limito a dire che sicuramente due cose devono accadere: la musica d'arte non può pensare di sopravvivere contando unicamente nella disponibilità dello stato - o chi per lui - e chi decide - per passione, soprattutto per quella - di vivere facendo musica, deve essere consapevole di svolgere ... una missione.
Ok ma se non mangi muori... Nell'ultimo articolo postato è riportato: "4 milioni di euro di debito, buste paga confermate fino a Natale, poi i musicisti potranno scegliere se appartenere ad un'associazione oppure a una cooperativa per risanare 3,4 milioni di euro in bilancio e chiudere quasi in pareggio con contratti di 4 anni rinnovabili".
Che sicurezza si offre ai musicisti ? Sono d'accordo quando ti appelli al discorso che essere un musicista implica di svolgere una missione sorretta dalla passione, la passione va bene ma non si vive di sola passione. Inoltre in questo modo si lancia anche un messaggio sbagliato per chi sta decidendo quale strada prendere. Onestamente se mi trovassi a scegliere tra un conservatorio e un corso di laurea in economia e commercio, visti gli ultimi sviluppi (alla meglio mi spetta un posto in cooperativa, con contratto a tempo determinato di 4 anni), sceglierei ad occhi chiusi la seconda, passione o non passione, a mio figlio cosa gli do da mangiare ? Dove lo faccio dormire ? Posso assicurargli un tetto per 4 anni e poi chissà, forse un bell'arco a tutto sesto sotto un ponte ?
Quando parlo di lavorare in tranquillità parlo di questo, soprattutto in un ambito lavorativo emozionale dove i nervi dovrebbero essere saldi.
Il parallelo perfetto è fattibile nell'università. Ho un carissimo amico, laureato in ingegneria elettronica con specializzazione, master e dottorato di ricerca. Assunto come ricercatore con contratto a tempo determinato con possibilità di rinnovo anno per anno... Prende una miseria, oltre a fare attività di ricerca è costretto anche a tenere dei corsi come assistente al docente di ruolo. Quest'anno è riuscito ad arrabattarsi un corso da titolare di cattedra in 3 corsi di laurea diversi ma vive sempre con il punto interrogativo, chiedendosi se il prossimo anno starà ancora lì... Per me è assurdo, io dubito fortemente che si riesca a svolgere attività di ricerca seria in condizioni del genere e non credo che la colpa di tutto questo sia la sua. È un giovane preparato e volenteroso, lavorino, si butta in tutti i progetti interessanti, vive dentro l'università... Spesso mi chiama alle 8 di sera passate dicendomi che è appena uscito dai cancelli dell'uni dalle 8 di mattina (11 ore di lavoro con una sola ora di pausa). Vogliamo dare la colpa a lui ? La colpa è del sistema, dai diciamoci la verità, va bene fare il mea culpa, ma poi anche a costo di essere retorico, la colpa è del sistema che ci governa che vuole un popolo di ignoranti perché più facili da beffare. Più sei ignorante, più sei malleabile e pilotabile, fa tutto parte di un disegno e potrei citare centinaia di situazioni che confermano questa mia ipotesi, di seguito solo alcune:
- Il sistema calcio che paga i giocatori milioni di euro (Ma cosa avranno mai inventato ?)
- Non investire sulla ricerca unica fonte di speranza per un futuro migliore di tutta l'umanità (argomento sul quale si è più volte scontrata Margherita Hack)
- Non investire sulle fonti di energia alternative (perché costano troppo poco, dunque non ci si può lucrare sopra, e sarebbero nocive per le lobby e per lo stato che lucra anche con le tasse sul dispendio energetico). Hanno fatto di nuovo un referendum sul nucleare qualche anno fa; argomento sul quale gli italiani si erano già pronunciati, solo per mangiarci sopra qualche altro miliardo di euro per avere energia che costerebbe più di quella attuale: non lo dico io ma Carlo Rubbia.
- Investire sulle televisioni, sui media e sui programmi spazzatura (che fanno rincoglionire la gente incastrandogli in testa notizie false o non del tutto vere decentralizzando o sminuendo l'importanza di problemi ben più gravi).
- Chiudere teatri
- Modificare leggi inerenti l'insegnamento e la didattica nelle scuole (che prima del decreto Gelmini funzionavano bene, anche se con qualche acciacco).
- Declassificare qualsiasi opera facente parte della cerchia artistica che ha reso grande il nostro paese. (Un esempio è presentare l'orchestra sinfonica nazionale della RAI una volta l'anno per il concerto di Natale, l'ultima volta addirittura diretta da Giovanni Allevi !!!).
Devo continuare ? Qui funziona tutto al contrario perché il target da seguire si è spostato. Non è più l'umanità al centro dei pensieri di chi dovrebbe governare ma il mercato. Si fa tutto finalizzato agli incassi. Se domani inventassimo un oggetto che non funziona, non serve a niente ma vende a capofitto sicuramente questo verrebbe tassato. Basta guardare l'aumento dei diritti sulle memorie digitali, guarda caso proprio quando si prevedere il boom di vendite degli smartphone. Alcune imposte poi sono proprio ridicole. Dovrei pagarti un diritto su un supporto di memorizzazione a seconda della sua capacità ? Ma perché ? Sono transistor, li ho già pagati, perché dovrei pagare a seconda del loro numero ?
Oppure le accise sul carburante... Una lista interminabile di diritti dello stato tra cui "la guerra di Abissinia del 1935 !!!!!", il disastro della diga del Vajont del 1963 ci costa ancora un centesimo di euro al litro. Nel 2013 si è consumato tra benzina e diesel 2.960.000.000 l (2 miliardi e 960 milioni di litri) ed il consumo è addirittura calato a picco di anno in anno, quindi la stima favorisce molto la contro-ipotesi. Un centesimo ogni litro implica circa 30 milioni di euro per la diga del Vajont solo nel 2013. Anche considerando una media di 15 milioni di euro, la metà, (considerati i cambi di valuta ed il numero di macchine minore nel '63) ad oggi avremmo versato quasi un miliardo di euro. È dal '63 che paghiamo questa accisa, ma quante C***o di dighe abbiamo ricostruito ? Dico solo che l'EXPO di Milano è costata 1 miliardo e 700 milioni di euro di cui 500 milioni sono stati destinati all'acquisto ed espatri del terreno. Un miliardo e 200 milioni di euro sono stati i soldi destinati alla realizzazione, ma per l'EXPO di Milano ci sono voluti tanti metri cubi di cemento armato che se ne facevano 30 di dighe del Vajont.
Scusate se sono andato un pochino off topic ma era solo per dimostrare con qualche numero che qui quello che conta è solo il mercato, a nessuno interessa dell'individuo o della categoria se questo/a non è nel mercato, ed anche se importante per l'umanità se non fa numero non vale la pena investire; così chiudono teatri, musei e tutto ciò che ha a che fare con l'arte o più in generale con la cultura, a favore del calcio, del motomondiale della formula 1 e di tutte quelle altre attività che generano traffico di denaro.
Moderatore
LucianoP ha scritto:
Opera azzerata, ecco il nuovo piano: pronta una stagione con più orchestre
http://www.socialgamespro.com/archives/1650/opera-azzerata-piano-pronta-stagione-orchestre
Ma come si fa adire "opera azzerata pronta stagione con più orchestre"??? L'articolo dice tutt'altro!! Davvero, finirà come i discorsi sulla musica contemporanea. Io non ne parlo più perché vi siete fissati sul complotto internazionale contro la cultura.
Ottimo, credete quello che volete e pace. La mia opinione "qualificata", visto che fino a prova contraria sono l'unico nel forum a lavorare nei teatri d'opera, l'ho data.
Membro
Simone, premesso che potrei essere d'accordo con te su tutto - e dico tutto - però, lasciamelo dire, stai scoprendo l'acqua calda.
Cosa voglio dire? Che il mercato domini su tutti noi con tutte le sue ingiustizie è sempre stato così, siamo o non siamo una società capitalistica? L'unico tentativo della storia che è stato fatto per superare il capitalismo è tristemente e meritatamente tramontato. e ..dunque? Perché ora stupirsi se il mercato e il capitalismo - con tutti gli annessi e connessi e sconnessi - domina. Perché meravigliarsi?
Io sono d'accordo con te Simone ma so ornai bene, che a questo sistema oggi non c'è alternativa. Questo è se ci par! e anche se non ci par
Mio figlio ha 11 anni, va a scuola di clarinetto e, di pianoforte e impara a suonare la tromba da solo e suona in banda. Vuole fare il liceo musicale e il conservatorio. Ieri sera mi ha chiesto quanto potrà guadagnare a fare il musicista e il compositore, in particolare.
Che avrei dovuto rispondergli secondo te o secondo voi?
Che farà la fame e che è meglio che si tolga dalla testa tutte queste idee balzane? Questo da buon padre preoccupato per il suo futuro.
No, io gli ho risposto che a fare musica ricchi non si diventa di certo, ma è...la strada giusta se è questo che desidera!
Amministratore
L'acqua calda può esserlo per me e per te, e più in generale per chi ha autonomia d'informazione. Il problema è che la maggioranza degli italiani non sa neanche come fare per accendere un computer, questo è un paese di vecchi che si fida solo di quello che sente in televisione (che è pilotata dalla politica) o di quello che legge sui giornali (che sono notoriamente di destra o di sinistra). Secondo te quanti di loro si sono fatti due conti, così alla buona, per tutti i soldi sborsati con le accise sulla benzina ? (solo per prendere un esempio già usato). Come dici tu siamo una società capitalista e, in una società capitalista, la differenza non la si fa individualmente perché non si andrebbe da nessuna parte. Saresti come una mosca che vuole spostare un gatto, ma 60 milioni di mosche che tutte insieme spingono per spostare un gatto sicuramente ci riescono. Il punto è che tutto parte dall'informazione e se la maggioranza delle persone ascolta un'informazione che è pilotata e filtrata dall'alto qui non cambia mai nulla. Sono d'accordo anche con Claudio quando dice che non si può imputare tutta la colpa alle istituzioni ma il complotto anti cultura esiste, è chiaramente visibile in qualsiasi contesto culturale e per non vederlo bisogna essere bendati... Se non ci fosse ci sarebbe trasparenza invece di un cover up. Se non ci fosse, nelle trasmissioni televisive dei dibattiti politici, non ci sarebbe la figura del politico che spara cifre, ci sarebbe chi quelle cifre le ha calcolate. Se si parlasse di energia ci sarebbe Carlo Rubbia non Pierferdinando Casini che è già tanto se sa farsi il nodo alle scarpe la mattina quando si veste. Ma ci vanno i politici, che pur essendo totalmente ignoranti su certi argomenti possiedono l'arte del saper convincere con la parola ed ovviamente convincono a scegliere non il meglio per il paese ma il meglio per il mercato e per le manovre sulle quali si può mangiare di più. Tagliare i fondi per la cultura significa rendergli il gioco ancora più facile.
Riguardo quello che hai detto a tuo figlio, è quello che mio padre disse a me e probabilmente è quello che io direi a mio figlio, ma credo che certe libertà dipendano dallo stato sociale di una persona. Non entro nel merito del tuo perché non mi permetto di farlo, quindi parlerò per me... Nel mio caso potrei farlo perché qualche cosa ce l'ho e potrei permettermi di fare un ragionamento simile, ma per chi non ha nulla e vive di veri sacrifici (guarda le famiglie costrette a vivere con 700 euro al mese) un'affermazione del genere potrebbe essere rischiosa. Ricchezza a parte credo che sarebbe il caso di tutelare un figlio contro la fame, e se facessi parte del gruppo dei disagiati metterei in allerta mio figlio dei possibili rischi dicendogli: "È giusto che tu segua le tue passioni, ma in questo caso la situazione è questa qui ed in qualità di genitore non sono in grado di dirti se in un contesto del genere avrai un futuro sereno". Ovviamente queste sono tutte mie opinioni di quello che io farei e situazioni limite a parte, ti dico che avrei fatto lo stesso essendo figlio dello stesso pensiero.
Membro
Simone, mi riferisco alla prima parte del tuo discorso ovviamente: quello che tu scrivi porta ad una deresponsabilizzazione delle masse e ad una responsabilità unica di chi ci governa, chi ha governato e, probabilmente, di chi ci governerà.
Ed io su questo proprio non sono d'accordo.
E' troppo comodo pensare che tutta la colpa sia la loro.
Viviamo, con tutti i limiti se vuoi, in una democrazia da ormai 59 anni. Non siamo più degli analfabeti come eravamo nel dopoguerra. Non saremo un popolo particolarmente acculturato ma non siamo neanche una massa di beoti.
Quello che ci è accaduto, quello che ci accade e ci accadrà è anche nostra responsabilità - o merito per chi lo considera tale - e nessuno - e dico nessuno - può chiamarsi fuori.
Amministratore
Sono d'accordo, non volevo deresponsabilizzare il popolo anche perché sono il primo a rendermene conto ed essermene reso conto quando in diverse occasioni, in cui si scendeva in piazza per le proteste, si era sempre 4 gatti... (Ma se perde la Roma ci scappa il morto!) È anche vero però che la polizia in questi contesti dovrebbe stare dalla parte del popolo e non della politica. Alla fine gli stipendi glieli paghiamo noi. All'ultimo sit in sul decreto Gelmini 4 imbecilli si sono messi a scuotere una camionetta dei carabinieri e sembrava fatto apposta per farci gonfiare tutti di botte. Fortuna che venivo da qualche anno al liceo con la rappresentativa di atletica leggera e me la sono svignata prima che potesse arrivare una manganellata anche a me... Io penso che 4 persone che seminano il panico si possano prendere ed arrestare invece di picchiare a sangue un corteo pacifico di studenti a mosca cieca. A me in ogni caso non mi toglie dalla testa nessuno che quei 4 siano stati mandati lì da qualcuno a fare quello che hanno fatto con il fine di dare adito alla rissa e far uscire sull'edizione delle 20 del TG1 che loro sono i buoni e gli studenti i cattivi.
Venendo al discorso dell'analfabetismo, è vero ma forse lo stato attuale delle cose è ancora più pericoloso. Ci sono persone della vecchia generazione (dai 45 ai 65 anni) che sono una maggioranza rispetto al resto della popolazione. Per loro non conviene cambiare le cose perché hanno un lavoro con i vecchi contratti, percepiscono stipendi decisamente buoni facendo poco e niente e per quello che riguarda i pensionati, bé qui non c'è proprio da discutere... Perché cambiare le cose se i soldi entrano a fine mese ? E qui non cambia mai nulla, vanno bene sempre le stesse facce; ed ecco che il tasso di disoccupazione giovanile è nell'ordine del 48% (dice la televisione). Non dice però che nel restante 52% dei posti occupati almeno la metà è con contratti a tempo determinato rinnovabili di anno in anno e per me questa non è occupazione, o almeno io non la considererei occupazione in questa percentuale. Con un contratto a tempo determinato non puoi farti una famiglia perché non puoi accedere ad un mutuo, sei un precario a contratto, con stipendi da fame che troppo spesso non superano i 700 euro mensili, pertanto lo ritengo un modo ingannevole di calcolare percentuali perché su queste righe non parliamo di lavoro ma di sfruttamento, con stipendi del genere non stai lavorando per vivere ma per sopravvivere. Questo paese deve essere svecchiato, il mondo si muove con le nuove tecnologie ed i signori che ricoprono i posti di lavoro più ambiti, quelli che scelgono la strada giusta da seguire nel marketing aziendale e nella produzione, non sanno neanche accenderla questa tecnologia. Noi restiamo dietro a tutti gli altri stati anche per questo problema. Fate un giretto in qualche filmato dell'azienda Apple, o Google (rispettivamente la prima e la seconda azienda al mondo !) e constatate voi stessi l'età media. Per essere competitivi ci vuole innovazione e per creare innovazione ci vuole chi padroneggia le nuove tecnologie. L'italia sotto questo punto di vista è ultima nel mondo; non inventiamo più nulla di nuovo e competitivo sul mercato mondiale perché nell'epoca della tastiera e del mouse stanno ancora cercando di creare qualcosa con il cacciavite e il martello, ma dove andiamo così ? Il problema è che tutti (65enni inclusi) sono troppo affezionati a tenere attaccato il loro c**o sulla poltrona nonostante siano loro stessi consapevoli e consci di essere infinitamente poco produttivi. Ci vorrebbe un pizzico di buon senso anche da queste persone. Spero di aver chiarito il mio punto di vista.
Membro
Sì, l'hai chiarito direi e io, quando scrivi così, sono d'accordo con te.
🙂
Mi piace questo tuo spirito combattivo e mi piace anche il tuo carattere sanguigno. Importante è che tu sappia sempre indirizzare il tutto verso il bersaglio giusto. E, molte volte, credimi, non è così facile! 🙂