Il sibilo del boomerang di ritorno comincia ad essere avvertito dai lanciatori. Il "geniale" trio governativo dell'Ente è riuscito nell'autentico miracolo di unire e compattare tutte le sigle sindacali e l'intero settore musicale. Forza e coraggio agli amici del Teatro dell'Opera di Roma.
Ecco come a mio avviso, e con estrema asciuttezza, dovrebbero fare tutti quelli che sono intervistati da qualsivoglia giornale, radio o tv riguardo alle vicende dell'Opera di Roma. Ben fatto! Ma sento complessivamente ancora troppi silenzi e poca reazione.
Ce ne faremo certamente tutti una ragione. Dopo l'assordante silenzio del maestro riguardo i licenziamenti di Orchestra e Coro all'Opera di Roma, questa è stata la sua prima dichiarazione pubblica. Gli artisti o presunti tali dovrebbero sempre tener presente tra i fattori che inevitabilmente incrociano la loro arte professionale ci siano i comportamenti e i rapporti sociali, questi hanno un peso sulla loro arte e sugli altri. Non dire nemmeno una parola di chiarezza su quella che per Sei anni è stata la sua Orchestra è oltremodo irritante e meschino, alla luce anche del fatto che molti illustri musicisti si siano "scomodati" nell' esprimere solidarietà e sdegno per gli avvenimenti all'Opera di Roma.
Preso conto di tutte le discussioni finora tenute e gli attacchi a Muti anche io comunque da una parte lo capisco profondamente.
Tra le righe Muti secondo me pensa questo: - Sono una persona seria, un professionista di fama mondiale, ho dato l'occasione all'Italia di potermi annoverare all'interno di un contesto musicale quanto meno disastroso cercando, anche grazie alla mia figura di risollevare le sorti della musica nel mio paese ma non ho ricevuto nessun aiuto che sia questo professionale, musicale o ideologico. Ogni volta che bisogna decidere qualcosa ci sono anni di burocrazia di mezzo. Tenetevi la vostra burocrazia, le vostre idealità perverse e cuocetevi nel vostro brodo. Mentre voi vi dimenate a trovare soluzioni fittizie prese da chi gioca a fare l'esperto perché non sa neanche allacciarsi le scarpe, io me ne andrò a riscuotere successi altrove, avete avuto la vostra occasione, mi avete visto questa volta e non mi vedrete più ! -
Vogliamo dargli torto ?
Mi sembra, senza esclusione di colpi, la stessa situazione che si venne a creare con Rubbia qualche anno fa quando si parlava di centrali per la produzione di energia alternativa. Parole parole parole di quel somaro di Casini e nulla di fatto. Rubbia che è una persona seria poteva sottostare ai giochi di Casini ? Ovviamente no, ecco perché ha costruito 40 delle sue centrali in Spagna in 2 anni con finanziamenti immediati e tanta voglia di fare.
Quando osservo questi accadimenti mi convinco sempre di più di come l'Italia sia un paese di coglioni ! Da primi nella storia, primi nell'economia, primi nelle scoperte tecnologiche, siamo passati ad essere gli ultimi in tutto. Del resto quando si assapora il benessere ci vuole un attimo a rilassarsi sugli allori e cadere inciampando al primo gradino che si ripresenta.
Secondo me Simone ha detto delle cose sacrosante....concordo in tutto. Il problema arte ( in questo caso la musica ), in Italia è solo 1 dei tanti problemi attuali che ci troviamo sulle spalle. Con la scusa dei soldi si è venuto a creare un degrado di gusto totale ovunque. Da anni l'Italia non investe più in niente, nessun settore, e questo non fare niente , ha portato allo sfascio di tutto. La distruzione della cultura ( e in questo caso l'arte in tutte le forme ) porta purtroppo al degrado , al disinteressamento verso ciò che è bello.... con la conseguenza che i nostri giovani se ne infischiano di Muti o altro, mostrando quanto il loro gusto sia decaduto . Abbiamo davanti uno scenario desolante, dove il nulla è protagonista.....ma io mi chiedo.....sono proprio necessari i soldi per fare arte? Guardiamoci indietro nei secoli. Nell'800 quando i più grandi artisti si ritrovavano nei salotti Parigini . Quando si esibivano mica venivano pagati...eppure in quei salotti dell'epoca la più "grande arte" era protagonista. Capolavori venivano sfornati ogni giorno "gratis".....Mi rendo conto che oggi è diverso.... abbiamo bisogno di portare il pane da mangiare a casa ma anche prima avevano tutti lo stesso problema...ma mica smettevano di fare arte!!! Continuavano a comporre, a esibirsi, magari sottopagati, alcuni facevano proprio la fame...non mi fraintendete....non dico che sia giusto, per carità!!! Sarebbe giusto invece che una nazione capisca quanto l'arte sia necessaria ma se ciò non avviene un vero artista non deve assolutamente rinnegare ciò per cui ha studiato tanti anni, ciò per cui il suo temperamento, carattere, istinto la ha portato sin dalla nascita. Il talento è una cosa seria, il talento ha creato i geni, i capolavori.....ha fatto sognare nei secoli miliardi di persone. Il talento passa alla storia e ne rimarrà inciso per "sempre" . Tutti i musicisti non possono smettere per l'incapacità di chi ci governa....
I
irina85
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Risposta 50 di irina85
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Anche io, concordo con Simone. Sono originaria della Russia ma vivo qui in Italia da più di 11 anni. Nel mio paese la cultura per il teatro e l'orchestra, da quel che so, è ancora viva. Anche il sistema di formazione musicale è uno dei più alti in tutto il mondo, tanto che il capo dell'associazione internazionale delle università, nel 2005 ha affermato che la cultura musicale russa ha delle tradizioni ricche in continua evoluzione e che la Russia dovrebbe essere orgogliosa del suo sistema di formazione musicale che potrebbe essere consigliato anche ad altri paesi. Con questo non voglio dire che la Russia sia d'esempio in tutto, perché come per ogni paese anche la Russia ha i suoi problemi, ma per quello che riguarda l'educazione, il suo sistema è di esempio. Il fatto che i teatri siano ancora popolati da molte persone è la naturale conseguenza dell'educazione ricevuta. Quando Simone porta l'esempio degli ottantenni frequentatori dei teatri italiani, come possiamo dargli torto? Le giovani generazioni preferiscono le discoteche e, credetemi, non ho mai conosciuto un ragazzo in discoteca che stesse lì perché appassionato della musica. L'unico scopo dei giovani in discoteca è quello di rimorchiare.
Il primo, quello di Gilda, perché proprio in questi giorni, pensando anche a certi discorsi che leggo qui no pensato a cosa farei io se sapessi suonare uno strumento decentemente.
Nella consapevolezza che con questo mio sapere non si mangia, ma proprio per la passione che mi anima, andrei nel mio Comune e mi proporrei: so suonare il... sono a vostra disposizione per suonare nel nostro piccolo teatro. Non chiedo nulla se non la sala a disposizione, offerta libera e l'incasso è il mio.
Unico scopo: incuriosire, invogliare ed educare il pubblico alla musica.
Queste cose si fanno ma purtroppo la gente va al teatro a sentire il karaoke o un gruppo per un concerto di beneficienza. A sentire un concerto di musica classica non ci va nessuno. Te lo posso assicurare perché provato sulla mia pelle. Ti posto un video in cui ho suonato con mio padre (il batterista) ed alcuni suoi amici in occasione di un concerto di beneficienza (la terza edizione). Il teatro era stracolmo 250 posti a sedere più svariate persone in piedi. Credo ci siano state almeno 400 persone in tutto.
Ad un concerto di pianoforte che feci presso lo stesso teatro, ingresso libero c'erano si e no 150 persone e penso che almeno la metà vennero perché mi conoscevano bene. Il problema come ripeto viene prima di tutto, secondo me è strettamente correlato con l'educazione. Se non si cambia lì non si risolve nulla, anche inventando "le biciclette con gli sportelli".
I
irina85
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Risposta 53 di irina85
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Bell'uomo tuo padre, tale padre, tale figlio 😃
Non mi ha entusiasmato molto la cantante.
Quetsa è la dimostrazione di quello che dicevamo prima. probabilmente dutto è determinato dall'istruzione.
Simone 150 persone, su 250 posti a disposizione per un concerto con musica classica non è affatto male.
Quello che mi preoccupa è quando i teatri sono praticamente vuoti, lì sì che mi preoccupa.
Che la musica classica o colta che la si voglia chiamare sia un prodotto non di massa questo è, e probabilmente sempre sarà. Se mai accadesse il contrario vorrebbe dire che il mondo in cui stiamo è completamente cambiato ma questo non è pensabile.
L'importante è invertire quel fenomeno che porta a fare sì che il pubblico della classica si assottiglia sempre di più. Fenomeno poi che in Italia è esponenziale.
Io vorrei lasciare questa mia vita terrena sapendo che la gente che va ad ascoltare musica classica è in aumento e che i teatri o gli spazi musicali che la propongono sono in aumento.
Se si riesce a fare questo si può già essere molto soddisfatti.
Sono completamente d'accordo con quello che dici !
@Irina
Grazie per l'apprezzamento, informerò anche mio padre 😃
La cantante è una nostra amica, certamente non è la Callas, canta per piacere di cantare, non è mai andata a scuola di canto, lo fa per pura passione e si presta quando organizziamo questi concerti. L'ingresso è a offerta libera, cosicché ognuno possa dare quel che può. L'ultimo anno che ho partecipato abbiamo raccolto qualcosa più di 2000 euro, meglio che niente (una media di 5 euro a persona), ma è veramente un'ammazzata, non tanto suonare e provare col gruppo che è a 120 Km di distanza da dove risiedo, ma preparare tutto lo spettacolo. Tutti gli strumenti il sistema di amplificazione ecc. ecc. appartiene agli artisti che mettono insieme quello che hanno. Montare tutto e cercare di far capire qualcosa al pubblico durante il concerto è una cosa veramente ardua perché spesso i materiali sono totalmente inadeguati. Io non penso più di partecipare perché ogni volta mi spariscono cavi, custodie dei microfoni e non hanno cura di quello che viene prestato e devo dire di averci rimesso parecchi soldi. Il check audio è troppo spesso affidato a persone che non sanno neanche come funziona un mixer con il rischio di rompere apparecchiature che seppur inadeguate per quell'occasione costano migliaia di euro. Essere buoni va bene ma rimetterci l'osso del collo proprio no. Inoltre troppo spesso non vengono accettati consigli perché tutto prende subito il verso della competizione e a me questo non piace, specialmente in un contesto che dovrebbe fare da collante tra gli organizzatori. C'è chi si presenta alle prove per cantare il suo brano quando ancora bisogna fare il sound check e si lamenta perché il suo microfono fischia. Non ha fatto nulla, si presenta solo quei 5 minuti per la sua prova ed impreca contro gli altri che sono due giorni che stanno tappati dentro il teatro a cercare di far funzionare sistemi totalmente inadeguati a livello acustico per quello spazio che richiederebbe diffusori di ben diversa concezione. Insomma sembra che arrivino i VIPs. Per questo e per altre ragioni ho deciso di lasciar cuocere queste persone nel proprio brodo. Se neanche la beneficenza serve ad unire gli animi delle persone fidandosi delle esperienze degli altri nel rispetto credo che siamo proprio arrivati alla frutta.
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Videoclip
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Risposta 56 di Videoclip
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TheSimon ha scritto:
Quando osservo questi accadimenti mi convinco sempre di più di come l'Italia sia un paese di coglioni ! Da primi nella storia, primi nell'economia, primi nelle scoperte tecnologiche, siamo passati ad essere gli ultimi in tutto. Del resto quando si assapora il benessere ci vuole un attimo a rilassarsi sugli allori e cadere inciampando al primo gradino che si ripresenta.
Il tuo esempio mi è venuto in mente quando ho letto questo articolo ... siamo proprio il VECCHIO continente
Ok. La Cina comunque secondo me è tutt'altro che da prendere come esempio. È un popolo che a me non piace affatto. Sono formiche lavoratrici e se anche culturalmente hanno il pallino per il lavoro secondo me una vita al servizio del lavoro è una vita buttata. Come si è soliti dire, si deve lavorare per vivere e non vivere per lavorare. Mettiamoci anche le politiche antinascite e le migliaia di aborti che ogni anno avvengono su tutto il territorio della cina. La loro rivoluzione industriale ha causato un incremento dei gas serra per colpa del loro inquinamento che ci sta massacrando e non hanno aderito al trattato di Kyoto perché siccome gli altri nella loro corsa all'industria avevano inquinato adesso toccava anche a loro (il sunto è questo). Io penso che 50 anni fa quando gli altri paesi si sono industrializzati non erano ancora vive e presenti le tecnologie anti inquinamento che ci sono oggi pertanto il discorso non tiene. Nessuno evita a nessuno di industrializzarti ma siccome la terra è anche la mia così come è mia la salute, ti sbrighi ad adottare le soluzioni antinquinamento, ora che esistono non ci sono scusanti. È un popolo che sento veramente distante dal mio pensiero e mi fermo qui onde evitare di diventare offensivo, ma in sunto non li posso vedere ! Li ritengo veramente la rovina del mondo intero non solo a livello economico...
Non generalizziamo, i cinesi stanno girando il mondo cercando di imparare, con l'umiltà di cui spesso lamentiamo la mancanza.
Ognuno ha la propria idea ci mancherebbe ma imparare e copiare non sono sinonimi. Spesso, anzi, troppo spesso le loro copie dei prodotti degli altri paesi sono realizzate con materiali tossici, non è una novità. Ci sono magazzini cinesi qui in Italia che vengono chiusi giornalmente. Pupazzi per bambini sequestrati perché realizzati con coloranti tossici e peli che si staccano facilmente andando a finire nella bocca dei bambini, profumi, deodoranti ed altri prodotti cosmetici tossici, apparecchi elettronici che si rompono dopo neanche un mese di utilizzo perché realizzati con componenti di scarsissima qualità... Roba che costa poco e che vale poco. Aprono attività negli altri paesi del mondo importando container di prodotti illegali e per quel che mi riguarda non mi è sembrato di vedere mai un cinese che ha assunto un italiano al lavoro. Per non parlare dei ristoranti cinesi. Un mio amico in finanza mi ha detto che fecero un controllo in un magazzino di stoccaggio di prodotti destinati ai ristoranti cinesi importati dalla Cina e sulle scatole ci passeggiavano facendoci ovviamente anche la pipì pantegane grosse come gatti.
È un popolo al quale umanamente non gli riconoscerei neanche un centesimo. Sfruttatori dei tempi di crisi che propinano prodotti che non valgono nulla e dannosi per la salute infischiandosene della salute degli altri tanto basta che ci lucrino sopra. Non si tratta di generalizzare, ci saranno anche i Cinesi "bravi" ma statisticamente, vista la realtà degli avvenimenti, è un popolo a cui io non do una lira, non li posso vedere da qui a lì.
thallo ha scritto:
Detto questo, so che è una questione di gusti, ma io preferisco il bassista 😃