Eagle ha scritto:
Se per quello, ci sono 2 scuole di pensiero.
C'è chi mette le note della tonalità e chi rispetta in generale la logica del cromatismo discendente (quindi bemolli) o ascendente (diesis)...la sostanza non cambia e onestamente manco la forma.
Ma io sono d'accordo con quello che scrivi, infatti se prendiamo il cromatismo discendente, dimenticandoci per un attimo del ritmo:
re reb do dob sib
ha come corrispettivo moto contrario:
sib si do do# re
Nell'ipotesi di sfruttare quest'ultimo frammento nel brano, potremmo avere … sempre pensando a sol-:
I6 V/IV IV #IV V
Questo avrebbe una logica anche a livello funzionale.
Ma tornando all’originale, scrivendolo eventualmente come re do# do si sib e pensando sempre a sol-, se è "vero" che si avrebbero le note di sol- (? si bequadro) è anche vero che :
#IV che va a IV? … il quarto alzato è una forma di tonicizzazione del quinto, dovrebbe salire
Si che va a Sib? In sol minore sarebbe un cambio di modo. Certo, Scriabin l’avrebbe usata come appoggiatura
(terza maggiore verso terza minore), però avrebbe usato un altro contesto 😉.
Infatti un tema di Scriabin è stato già usato nello scorso LAB per il pezzo per pf, meglio cambiare di volta in volta, anche per dare varietà 😃
Considerando che in fin dei conti reb e dob sono note di passaggio in un cromatismo discendente e funzionalmente non ci vedo un gran valore aggiunto nel do# e nel si bequadro, adesso penso che PuntoCoronato forse si riferisse ad altro e sono curioso.
Comunque dopo aver buttato nel cesso Grieg, fatto a pezzi Scriabin e criticato il tema del prossimo LAB per il pf (di cui non ho ancora fatto nomi, ma penso contenga un difetto e non di scrittura 😉 ) … non mi meraviglio di niente 😉
Mi associo alla richiesta di Eagle, a cosa intendi PuntoCoronato?