Ciao a tutti e scusate la prolungata assenza.
Sono contenta che tutto sommato il mio pezzo non sia dispiaciuto.
Per prima cosa vorrei quotare Abate che ancora una volta ha trovato subito il problema. Nel senso che effettivamente il pezzo è stato chiuso anzitempo. Ogni cosa ha le sue motivazioni, ma questa è molto prosaica: non avevo più giorni a disposizione e se non avessi chiuso lì avrei dovuto pubblicare chissà quando. In verità il progetto del brano aveva già un seguito ma che mi avrebbe portato troppo avanti anche in termini di durata e di sacrificio per l’attenzione all’ascolto, per cui ho preferito risolverlo così.
Per quanto riguarda l’attinenza al tema, credo che la risposta migliore che posso dare è quella di Zaccaria: se il tema fosse stato diverso, l’elaborato sarebbe stato diverso 🙂
Credo che ciascuno abbia i propri metodi e i propri codici e decifrarli non sia così semplice. In parole povere quello che in genere faccio io, partita da un tema dato, è quello di sottoporlo ad una serie di “trasformazioni” (molte delle quali canoniche, molte altre no) sino a che non trovo un percorso che, a mio gusto, ovviamente, meglio si adatta alla struttura generale che intendo realizzare, nonché sia consono al mio stile personale. Non vorrei addentrarmi nei dettagli di questo discorso altrimenti finirei di nuovo a discutere di narratività , consequenzialità, ruolo del tempo e della matematica nella musica ecc. ecc…
Poi, come dice Frank, il risultato estetico è quello che conta di più, e non è detto che un percorso, magari anche coerente, alla fine risulti gradevole. Se accade tanto di guadagnato 🙂
Dimenticavo, quei simboletti tipo armonici su alcune note sono solo escamotages per il playback che ho dimenticato di togliere quando ho stampato lo spartito.