Premetto che il mio punto di vista sulla questione è quello di un compositore, non so se assimilabile al punto di vista di altre figure del panorama musicale (interprete, musicologo, pubblico, critico, etc.) a prescindere dalle competenze tecniche in ambito compositivo. Per capirci, musicalmente ho esigenze diverse rispetto a Carlos, anche se abbiamo condiviso buona parte del percorso di studi.
Proprio in merito a questo io non posso che evidenziare due elementi molto forti che si danno per scontati ma che esistono e ”condizionano” l’operato di un compositore:
- Le opere che vengono create vengono eseguite ad un pubblico; oggi può essere di solo profani, di soli addetti ai lavori, di soli intellettuali, misto, etc.
- Esiste una commissione, una promessa da onorare. Promessa che ha dei contenuti diversi da “quello che ho nella testa”. Un opera seria è una cosa, un opera buffa ne è un'altra. Insomma, genio o non genio, il lavoro è lavoro…anche per Mozart.
A tal proposito (lo scrivevo in un altro topic) in alcune lettere lo stesso descrive al padre la sua giornata tipo ebbene, non passava tutto il giorno a scrivere, come si può immaginare. Di giorno si annoiava a casa dei vari nobili a procacciarsi lavoro e scriveva in tarda nottata o in prima mattinata. Dico, molti professionisti di oggi si vantano di fare musica nelle “40 ore” lavorative e il resto, appunto perché professionisti, si possono sollazzare senza doversi, a differenza di chi ha un secondo lavoro, sbattere di notte, in periodi di ferie, etc.
Bene, Mozart era un professionista e genio, e faceva lo stesso per campare…
Premesso ciò, il compositore è abbastanza consapevole di ste cosucce e difficilmente scrive per se (certo, deve esserci la sua intima approvazione), al massimo plasma la sua musica al suo se, ma finalizzando il tutto all’esecuzione e al suo pubblico, o quello che si è scelto, o quello che si merita 🙂
Ora, in base al pubblico che posso avere, posso tagliare la mia opera; chiaro che il contesto storico classico non è quello moderno. Oggi come oggi posso spaziare in un infinità di possibilità che all’epoca neanche esistevano. Io oggi posso creare un opera concettuale perché ho un pubblico per quell’opera, ma posso scrivere musica di puro intrattenimento, posso scrivere musica per qualsiasi tipo di scopo.
Anche Mozart, in un contesto diverso, poteva fare lo stesso e sappiamo tutti che non sempre era approvato (vedi la messa in do-), probabilmente quando prevaleva il “faccio come dice la mia testa”.
Per me non è troppo una sorpresa, sono sicuro che ognuno a proprio modo ha scritto musica per il pubblico, sempre con quel chiodo fisso, diciamocelo, chi non cerca un minimo di riscontro del proprio lavoro? Io lo trovo molto umano, vediamo sta cosa come la parte umana di Mozart, nonostante potesse permettersi di scrivere tutto, il tutto aveva un occhio di attenzione verso chi doveva applaudirlo alla fine del concerto 😉
Io vorrei parallelamente aprire una parentesi, si era toccato questo argomento ai tempi dell’uscita del film “Il silenzio prima di Bach (film 2007)”, che poi non ho mai trovato e visto 🙁
Da qualche parte ricorreva la frase "Bach non è un genio che crea ex nihilo per pura ispirazione divina. è piuttosto un lavoratore inesauribile che vende la sua dedizione e il prodotto della sua intelligenza in cambio di (poco) denaro."
Condivisibile o meno, dopo alcuni passaggi , in quell’occasione (Carlos) hai espresso il tuo punto di vista anche su Mozart e la parte che mi colpì maggiormente fu (riporto):
“La "genialità" non si può affibbiare così facilmente. Il genio e l'opera di un genio presentano
caratteristiche difficili da inquadrare, ma proprio per questo non possiamo spendere il "genio"
ogni volta che siamo di fronte a un grande artista, sommo musicista o che lo si chiami come
si vuole. Altrimenti sarebbero tutti geni, Bach, Beethoven, Chopin, Brahms... tutti, a mio parere,
grandissimi musicisti, nessuno definibile genio.
Su un solo autore mi sento di poter spendere questa parola, ed è Mozart, perché unisce a
esiti straordinari - che lo accomunerebbero a tanti altri "colleghi" - un aspetto che altri non
hanno che è l'impossibilità di venir a capo di tutto quello che fa.
Resta sempre qualche particolare che sfugge e con questo non voglio dire che gli altri autori
siano delle schiappe, per carità! Io adoro Beethoven, che è forse il compositore col quale
vado più d'accordo, insieme a Brahms e in tutti i casi sono autori che richiedono uno studio
severissimo e una dedizione totale; ma se con loro si riesce a volte ad avere l'illusione di
aver fatto qualcosa di buono, con Mozart l'impressione è comunque di aver sbagliato strada,
o di non essere arrivati in fondo, comunque meno in fondo che con gli altri. Perché c'è sempre
qualcosa che sfugge, ma se con altri autori si riesce a circoscrivere ciò che sfugge e si può
provare a lavorarci su, quando si ha a che fare con Mozart si ha l'impressione che sfugga qualcosa
di "immanente", non so se mi spiego...
Tornando a Bach, la sua musica è sublime, e problematica, e sconvolgente, e affascinante,
e sempre attuale. Ma non è l'opera di un genio. è l'opera di un musicista impressionante, e
comunque non è poco.”
Vorrei che tu rincastrassi il discorso dopo questa tua ultima scoperta, per i musicisti che hai citato me restano tutti dei geni. Genialità che hanno messo al servizio di qualcosa, e come tutti (Mozart compreso) anche del pubblico.