E invece no, perchè tra i vari parametri c'è anche il meccanismo di produzione del suono, che in un basso tuba è sicuramente meno immediato che in un pianoforte.
Esattamente: quindi la tua risposta è una non-risposta 😄 , perché tra gli strumenti monofonici c'è da fare un bel po' di distinguo e il dubbio di chi ha formulato la domanda resta. Inoltre gli è stato chiesto quale tipo di passaggio dovesse scrivere e il trillo è solo una delle miriadi di possibilità e degli esempi che si possano fare. Tra l'altro il pianoforte è da considerarsi del tutto eccezionale come "strumento d'orchestra" e il trillo uno degli elementi meno probanti della velocità di questo strumento, che resta in ogni caso uno degli strumenti più veloci.
geppino12575 ha scritto:
E cmq, a conferma di ciò che dico, tutti gli strumentisti a fiato sanno che è più agevole un trillo ottenuto azionando un solo pistone rispetto a uno per ottenere il quale bisogna azionare alternativamente due pistoni. Proviamo a far fare un trillo a un sax soprano e a un pianoforte, vediamo chi "va più veloce...."
Questo è evidente, mentre non lo è (perché non c'è) l'equivalenza pistoni = tasti del pianoforte (e tu nel tuo primo intervento hai parlato di quello), perché i pistoni non hanno il doppio scappamento, ma i tasti del pianoforte sì 😎. E nemmeno gli strumenti a fiato che non hanno un meccanismo a pistoni, se per fare il tuo benedetto trillo devono usare due tasti, possono essere veloci come il pianoforte. Ma del trillo hai parlato tu, vorrei ricordartelo, e davvero non capiso perché... 😴
Ah, la mia è una non risposta...e la tua cos'è? Tu sei buono solo a trovare difetti nelle risposte degli altri, ma non proponi nulla. Abbiamo il grillo parlante qui....
C
Carlos
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Risposta 23 di Carlos
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geppino12575 ha scritto:
Ah, la mia è una non risposta...e la tua cos'è? Tu sei buono solo a trovare difetti nelle risposte degli altri, ma non proponi nulla. Abbiamo il grillo parlante qui....
Mah, credevo di aver risposto subito (tipo il 1 maggio?), ma forse c'è un altro Carlos che scrive al posto mio... 🙄
Non mi interessa «trovare i difetti», ma generalmente partecipo solo a discussioni delle quali conosco bene l'argomento, quindi se qualcosa non mi convince lo dico. Tutto lì. Lo scopo? Aiutare chi ha fatto la domanda, perché a me non cambia nulla la tua risposta: so esattamente dove e cosa c'è di giusto e sbagliato, ma chi ha chiesto aiuto, probabilmente, no.
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Talentuoso
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Risposta 24 di Talentuoso
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Carlos ha scritto:
Tra l'altro il pianoforte è da considerarsi del tutto eccezionale come "strumento d'orchestra"
A me risulta il contrario, ti riferisci ad un repertorio attuale o a quello che precede le grandi guerre?
T
Talentuoso
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Risposta 25 di Talentuoso
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Se GianBurrasca pensava di usare gli archi, è bene che stia attento a quali corde il violoncellista di turno deve impiegare per suoanre il passaggio X o Y. Fra le possibilità può indicare pure corde diverse da quelle naturalmente preposte per un certo scopo, se ritiene che aumentino l'agilità di un passaggio (meglio farselo dire da un violoncellista però 😃)
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Risposta 26 di GianBurrasca
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JamSession ha scritto:
...scusate e le percussioni, più veloci di quelle?
Di che passaggio stiamo parlando?...e se anche fosse melodico, ci sono le percussioni intonate 😉
...vero, non ci avevo pensato 😃
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Risposta 27 di GianBurrasca
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Carlos ha scritto:
Gli strumenti veloci sono più d'uno, ma dipende da com'è scritto il passaggio veloce (arpeggi, scale, salti...) perché ci sono strumenti che sono pazzeschi in alcuni di questi disegni, altri meno... Ad esempio, un disegno ad arpeggi suona benissimo sul clarinetto (in quasi tutte le tonalità, anche se ce n'è qualcuna scomoda), meno sul flauto, dove invece suonano molto bene i disegni ricchi di scale (anche sul clarinetto, a dire il vero). Meno veloci sono oboe e, soprattutto, fagotto. Però, ti ripeto, si dovrebbe sapere come è scritto il passaggio, anche perché sto tralasciando, volutamente, gli archi, che meriterebbero un capitoletto a parte 😉
Grazie per le tue riflessioni, visto che anche Talentuoso ha preso il discorso degli archi ... a cosa stavi pensando?
G
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Risposta 28 di GianBurrasca
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CromaDiBrera ha scritto:
e, nel jazz, possono essere agilissimi strumenti che non sono ritenuti tali nella musica classica, come la tromba... Insomma, come hanno già detto altri, dipende tutto da cosa si deve fare e dalla frase da eseguire.
Se vale per il Jazz, vale pure per la contemporanea ... no?
G
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Risposta 29 di GianBurrasca
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Frank ha scritto:
Per rispondere al titolo del topic lo dico con una battuta (ma nenache tanto) ... i suoni elettronici 😃
...ma porca miseria, tutte le idee ce l'avete voi. Ma non saprei da dove incominciare con l'elettronica 🙁
G
GianBurrasca
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Risposta 30 di GianBurrasca
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geppino12575 ha scritto:
A parità di condizioni (comodità di registro, comodità del passaggio, comodità dei meccanismi di produzione del suono, ecc...) sono più veloci gli strumenti monofonici, perchè con un unico movimento si possono emettere due suoni, uno nel movimento di attacco e uno nel movimento di rilascio, cioè in pratica un suono quando si preme un tasto e un altro suono quando lo si rilascia senza dover necessariamente premerne un altro; è molto comodo ad esempio eseguire un trillo in questo modo, cosa che non avviene per esempio nel pianoforte, in cui per suonare due note bisogna fare due movimenti. In fondo basta provare con una tastiera elettronica con un suono mono- rispetto a un suono polifonico, si noterà che con lo strumento mono si è molto più "veloci".
In effetti anche gli archi suonati in legato, con un'unica arcata, rientrano nel tipo di descrizione che ho fatto sopra.
Grazie anche a te Geppino12575, molto interessante la questione (anche il tuo successivo post a seguire).
G
GianBurrasca
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Risposta 31 di GianBurrasca
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Talentuoso ha scritto:
Se GianBurrasca pensava di usare gli archi, è bene che stia attento a quali corde il violoncellista di turno deve impiegare per suoanre il passaggio X o Y. Fra le possibilità può indicare pure corde diverse da quelle naturalmente preposte per un certo scopo, se ritiene che aumentino l'agilità di un passaggio (meglio farselo dire da un violoncellista però 😃)
...ho il sospetto che farei prima a sentire un violoncellista 😃...prima di fare "danni" 😵
Tra l'altro il pianoforte è da considerarsi del tutto eccezionale come "strumento d'orchestra"
Talentuoso ha scritto:
A me risulta il contrario, ti riferisci ad un repertorio attuale o a quello che precede le grandi guerre?
Non riesco a fare la citazione multipla 🙁
Io dico che dipende come si usa il pf, un orchestra moderna non può fare a meno di un uso massiccio delle percussioni e l'effetto percussivo del pianoforte è unico e molto importante e ricordo a tutti che c'è sia la possibilità della percussione indiretta (tradizionale, che vede all'opera il pianista) sia quella diretta...quando vengono percorse le corde al suo interno, in orchestra lavoro affidato al percussionista.
E
Eagle
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Risposta 33 di Eagle
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Frank, mi hai anticipato per un soffio 😃
Il pianoforte, inteso come strumento a percussione, viene usato spesso in orchestra per dare maggiore vigore agli accordi.
Per i curiosi procurarsi l'inizio della Sinfonia di Salmi (1930) di Stravinskij, in cui i 2 pianoforti creano una particolare atmosfera sonora, simile a quella della versione definitiva di Les noces (1923) , in cui l'organico prevede un complesso di 4 pianoforti e vari strumenti a percussione.
Altro bell'esempio è la Suite di danze (1923), dove Bartok utilizza il pianoforte per sottolineare i momenti di tensione e le atmosfere più delicate.
Tanto più oggi il pianoforte è un bene prezioso per l'orchestra 😉
C
Carlos
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Risposta 34 di Carlos
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Talentuoso ha scritto:
A me risulta il contrario, ti riferisci ad un repertorio attuale o a quello che precede le grandi guerre?
Con «eccezionale» intendo sia che la frequenza del pianoforte in orchestra è da considerarsi statisticamente molto inferiore rispetto agli altri strumenti, sia che l'uso di questo strumento è, anche dove risulta integrato nella tessitura orchestrale, molto particolare. Sono certamente molti i casi che si possono ricordare, da Petrouchka alle sinfonie di Sostakovitch, dai poemi sinfonici di Respighi alla musica di Ives, ma sono comunque convinto (nonostante io venga dal pianoforte) che il pianoforte in orchestra non possa «sostituire» nessun altro strumento e che possa solo essere aggiunto ad una tavolozza già di per sé ricca. Non so se riesco a spiegarmi 😟
Con «eccezionale» intendo sia che la frequenza del pianoforte in orchestra è da considerarsi statisticamente molto inferiore rispetto agli altri strumenti, sia che l'uso di questo strumento è, anche dove risulta integrato nella tessitura orchestrale, molto particolare. Sono certamente molti i casi che si possono ricordare, da Petrouchka alle sinfonie di Sostakovitch, dai poemi sinfonici di Respighi alla musica di Ives, ma sono comunque convinto (nonostante io venga dal pianoforte) che il pianoforte in orchestra non possa «sostituire» nessun altro strumento e che possa solo essere aggiunto ad una tavolozza già di per sé ricca. Non so se riesco a spiegarmi 😟
Certo, dimenticandoci della funzione da solista, il pf si può usare anche per il suo timbro (e nelle 2 modalità che descrivevo, grazie Eagle per l'integrazione) e quindi come elemento dell'orchestra che fa la sua parte per arricchire la tavolozza. Io ritengo anche che sia insostituibile per certe cose, come del resto ogni altro strumento 😉