Dopo una lunga riflessione, sono arrivato alla conclusione che la musica non è un lavoro. Ecco perché:
http://www.leoravera.it/2014/04/29/prima-il-piacere-poi-il-dovere/
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Dopo una lunga riflessione, sono arrivato alla conclusione che la musica non è un lavoro. Ecco perché:
http://www.leoravera.it/2014/04/29/prima-il-piacere-poi-il-dovere/
Amministratore
Caro Leo, ho letto il tuo articolo punzecchiante. Come darti torto ? Qui in Italia non solo la musica ma l'industria musicale in genere è totalmente ferma. Tutta la musica parte da Inghilterra e USA. Tutte le canzoni del momento vengono registrate, mixate, masterizzate e commercializzate lì. L'inghilterra soprattutto ha sicuramente dei retroscena per quello che riguarda il mondo della musica, ma l'America ha deciso di investire più soldi e per questo ne detiene il mercato mondiale. Basti pensare a marche come SSL e NEVE che hanno prodotto macchinari che si sono occupati e si occupano ancora oggi di registrare la maggior parte della musica che ascoltiamo sui CD o in Radio. Questi banchi sono comunque presenti in molti studi d'Italia ma gli "artisti" italiani come la Nannini, preferiscono andare a registrare a Londra.
Io credo che non si potrà mai tornare a quei livelli d'importanza che l'Italia rivestiva a livello mondiale nel campo della musica fin quando non si ristabilirà un minimo di meritocrazia. Tutti i settori sono in crisi e dunque soprattutto quello della musica. Ti assicuro che trovare un lavoro "normale" è molto difficile... Cosa sarebbe un lavoro normale ? Un lavoro che non implichi che nel tuo ufficio tu debba essere nel medesimo istante: ingegnere, segretario, contabile, procacciatore, pubblicitario, grafico, programmatore web, amministratore di rete, insegnante, montatore audio/video e qualche volta addirittura autista. Qualcuno dirà, ok tutto questo per uno stipendio da favola ! Assolutamente no, per 600/800 euro al mese, giornata piena di 8 ore !
Perché accade questo ? È molto semplice... Perché la gente capace sta a spasso e se non vuole stare a spasso deve farsi sfruttare mentre i mediocri che hanno il calcetto in c**o entrano dove vogliono con stipendi che arrivano anche a 4 zeri.
Sapete cosa vi dico ? Che poche righe sopra vi ho raccontato la mia esperienza lavorativa di tutti i giorni e vi dirò anche che mi sono stancato, stancato di essere un moralista e non solo accetterò di buon grado il mio calcetto, ma se dovessi vedere un piede partire mi appresterò a chinarmi in traiettoria prima che questo finisca la sua corsa.
Perdonate lo sfogo.
Moderatore
So che introducendo il concetto di Arte si complica la questione, ma se la musica è d'arte mi permetto di fare riferimento al seguente detto:
"Non si mette fretta all'arte"
oppure a Oscar Wilde che confessava di passare le mattinate a togliere una virgola e i pomeriggi a rimetterla.
Capite che quando la parola lavoro fa coppia con "salario" (in senso lato), c'è qualcosa nello schema Musica-->Arte che salta. In realtà c'è musica che paga e musica che paga meno (vogliamo dire non paga...e diciamolo). Lasciatemi fare una domanda retorica, qual'è la discriminante?
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Ludovica ha scritto:
San Francesco docet
Sulla "paternità" di questa frase ho dei dubbi, ma sul significato sono più che d'accordo !
Moderatore
Visto il topic e la festa appena passata, un po' di Musica e Poesia per "festeggiare". Tu Leo hai suonato il primo? E perchè non avresti (/avremmo) dovuto?
Luigi Nono, LA FABBRICA ILLUMINATA, 1964
testi di Giuliano Scabia, con un frammento di Cesare Pavese
Luigi Nono - La fabbrica illuminata
Ma anche
http://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/3441-notturno-full-film/
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...non lo so @Ludovica, non riapro la questione cuore/cervello. Parafrasando però potrebbe essere che oggi la musica sia molto di più "cervello" che cuore 🙂