Mi spiego: il mio è un dubbio riguardante la classificazione. Tu puoi comporre un brano in stile barocco, puoi fare un solo alla maniera di Charlie Parker e dire che è in stile bebop, ma se suoni un brano alla maniera di Bill Evans cosa puoi dire se non che "somiglia al modo di suonare di Bill Evans"? Mi pare che da questo punto di vista ci sia una lacuna.
Per rimanere sull'argomento, il tipo di problema che ho incontrato è il seguente: se ti facessi sentire tot brani di musica classica e ti chiedessi di dirmi il genere a cui appartiene ogni brano, difficilmente mi diresti "questo non appartiene a nessun genere"; diciamo perlomeno che non sarebbero tanti.
Nella maggior parte dei libri sul jazz troviamo anche una classificazione in base ai generi, ma una notevole quantità di musicisti che eseguono dei brani swing senza riferimenti particolari rimane tagliata fuori. In alcuni testi li si accumuna sotto il termine Mainstream, che rimane comunque di difficile definizione.
Thallo?
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Talentuoso
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Risposta 24 di Talentuoso
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DrJellyfish ha scritto:
se ti facessi sentire tot brani di musica classica e ti chiedessi di dirmi il genere a cui appartiene ogni brano,
Allora è un nuovo stile, cioè...opggi diciamo Bach è Barocco...ma alla sua epoca?
Oggi diciamo che Scriabin è tardoromantico, ma alla sua epoca?
Vero il discorso dl Mainstream ma non risolve comunque tutti i casi, perchè tu parti dallo style come pre requisito per esprimersi (oggi mi sveglio è decido si duonare quello che c'è nel portafoglio...dixieland, ok, bebop...ok), invece un jazzista (e non solo) potrebbe fare quello che ha nelle orecchie e basta e coniare un nuono Style ... altrimenti esisterebbe solo il Classic Jazz.
Per cui, a parte il "motore" Mainstream...potrai sempre trovarti dinanzia a questo caso...manca solo l'etichetta
Mi ero ripromesso di intervenire ma poi mi è passato di mente, è un po' che non leggo Doc...spero stia bene 😉
Secondo me, a prescindere dalla collocazione del topic nella sezione Jazz, ci sono i presupposti per spendere il termine anche nel mondo strettamente classico. Stavo pensando a quello che all’inizio secolo scorso è successo grazie a Debussy (ripreso da Stravinsky) e Olivier Messiaen.
Semplificando, il metodo occidentale era quello dello sviluppo, della “successione”. Con i musicisti che ho citato di passa ad un tipo di composizione per “giustapposizione”, una forma a quadri a pannelli e quindi secondo un modello ciclico, che qualcuno denomina a “spirale”.
In questo contesto si può parlare secondo me di iniziale ribellione al “progresso inevitabile”, qualcosa che i jazzisti chiamano appunto “Mainstream”, ovvero “corrente principale”, per cui "ribellione" alla corrente principale e quindi ricerca di una seconda via, alternativa (e non sostituiva, eh!) a quella che … diciamocelo … era quella tedesca.
A dirla tutta, i primi segni secondo me c’erano già nella scuola nazionale russa (vedi il gruppo dei 5), dove però ci si appoggiava invece alla tradizione.
Interessanti in questo contesto diventeranno le forme aperte, da analizzare assolutamente “La Mer” di Claude Debussy.
A tal proposito c’è un interessante saggio che tratta appunto la nascita delle forme aperte.