Tecnologia del pianoforte

Meccanica Millennium

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Risposta 21 di Thesimon

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Paolo, ma ci sprechi anche righe con questa gente ?? Io non credo che chi si trovi a leggere questa discussione abbia difficoltà a capire chi è il troll... Un utente che ha tre messaggi all'attivo ?? Dai ma di che cosa stiamo parlando ?
Si caccia e buonanotte. Non solo nega l'evidenza ma entra a gamba tesa in difesa dell'utente Fra, che ha 33 anni e forse si sa difendere da solo, anzi, Fra mi ha contattato privatamente accettando serenamente il ban... Fa l'avvocato difensore delle cause perse ammettendo di non saper nulla in fatto di tecnologia di pianoforte ma continuando a perorare la sua idea (evidentemente errata alla luce del video postato e degli articoli pubblicati non su "pizza e fichi news" ma su uno dei giornali più importanti di questo settore). Viene a casa di altri e menziona altri forum (di cui io conoscevo, uso l'imperfetto dal momento che purtroppo non c'è più il compianto Maestro Macaro, amministratore dello stesso) con il quale io non ho nessun tipo di attrito, anzi. Come i bambini sbatte i piedi a terra perchè non sa più che dire...

E ti ci metti pure a parlare ?
Ban, fine. Non vedo il problema...

Il dott. Amm.. ti caccia subito !! Intendiamoci, non "cancellatemi", sono io che ti caccio ! I troll qui dentro siamo noi a non volerli !

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Risposta 22 di pietrorocatelli

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Leggevo da ospite e ho deciso di iscrivermi contribuire a questa discussione.

Sono tantissimi i tecnici accordatori, anche illustri, che utilizzano il talco come lubrificante sui rullini o sul tavolaccio del pianoforte a coda, lo si utilizzava ancora prima che il teflon in polvere fosse immesso sul mercato.

Il talco si applica con una fettuccia di feltro per tamponamento sui rullini, in modo che la pelle ne trattenga solo un velo. In questo modo non lascia residui e non danneggia in alcun modo la meccanica.

É un materiale igroscopico, questo è noto a tutti, come lo è del resto la maggioranza dei materiali di cui è costituito il pianoforte, ovvero i feltri, i legni e, pensate un pó, la stessa graffite che si utilizza da oltre un secolo sullo spingitore o altre parti lignee.

Il pianoforte, proprio perché costituito da materia igroscopica, deve essere conservato, tutti lo sanno bene ormai, in un ambiente climaticamente sano, con umidità limitata. In queste condizioni è difficile, anzi impossibile che il talco o la graffite possano impastatarsi e creare dei problemi, se questo capitasse le nostre corde sarebbero già belle che ossidate, il nostro tavolaccio sarebbe forse imbarcato e non so quali altri scenari potrebbero prospettarsi, ma questo è il caso raro di strumenti conservati in taverne o cantine assai umide.

Rimuovere i grumi di talco a questo punto, ammesso che si siano formati, sarebbe l'operazione più semplice di tutte, perché di fatto non intacca i legni e le pelli.

Trovo quindi eccessivo voler dimostrare l'inadeguatezza del talco rovesciandoci sopra dell'acqua, perché allo stesso modo si potrebbe dimostrare l'inadeguatezza dei feltri, dei legni e del pianoforte tutto ad essere stipati in un ambiente umido o immersi nell'acqua!!!! Che scoperta.

Si potrebbe provare allora a metter dell'acqua sui martelli per verificarne gli effetti; Oppure buttar giù un pianoforte dal quinto piano per vedere se tiene l'accordatura; qualcuno di voi farebbe queste prove sul proprio strumento? Credo proprio di no.

Gli esperimenti andrebbero condotti avendo ben chiare tutte le condizioni a contorno, con metodo scientifico ma soprattutto buon senso. Si potrebbe per esempio conservare un pó di talco è un pó di teflon nello stesso ambiente domestico per valutare se si verifica una alterazione dei due prodotti dopo qualche tempo, ma quanto tempo? Direi il tempo in cui dura l'effetto del teflon o del talco sui rullini del pianoforte (qualche giorno al massimo, a seconda dell'uso). Secondo voi quali risultati sorprendenti potremmo mai ottenere?

Cercare di screditare l'una o l'altra pratica con tali espedienti è tempo ed energia sprecata, per chi scrive e per chi legge.

Per me sono entrambe tecniche valide. Chi non capisce nulla di pianoforti potrebbe anche non dare il giusto peso a tutte queste argomentaIoni condite da buona eloquenza e pensare che il proprio tecnico sia poco professionale perché usa il talco anziché il teflon o perché si esprime in dialetto, e intanto di disastri veri sui pianoforti se ne trovano sempre più frequentemente, causati da inesperti convinti di esser bravi perché supportati da un giornale tecnico o da un forum in rete che non possono mai, secondo me, fare formazione agli stessi livelli di un artigiano cresciuto con anni e anni di semplice pratica nelle officine polverose o in fabbrica.

Discutere troppo dei dettagli di rifinitura mette secondo me in secondo piano la vera missione del tecnico di pianoforti e serve solo ad instillare dubbi nel cliente non informato, a dare importanza ad una prestazione che è sacrosanta ma inutile in presenza di uno strumento scarso, che rimane comunque scarso.

Sarebbe allora più interessante toccare altri argomenti che possono insegnarci a distinguere uno strumento brutto da uno strumento buono, per evitare di acquistarlo, argomenti che però devono essere supportati prima di tutto da una buona conoscenza della fase di progetto, delle fasi costruttive e delle correzioni che si possono apportare ad uno strumento finito anche in fase di restauro (penso alla quantità di carica, alla rigidezza della tavola armonica con le sue catene, al calcolo della cordiera, al posizionamento dei ponticelli...). Tutto questo bagaglio culturale deve essere custodito e conosciuto da un tecnico completo o da un pianista bene informato, a seconda del grado di approfondimento e della trattazione, senza rischiare di cadere nella banalità degli interventi finali volti magari a recuperare un rullino da buttare via e sostituire, per esempio, tutte pratiche utili alla revisione di un pianoforte quando una terapia a base di aspirina per un malato terminale.

A mio parere talco e teflon sono equivalenti per l'uso descritto e negli ambienti in cui il pianoforte può essere ospitato senza che gli si arrechi danno.
I tecnici che usano con successo il talco - da decenni - lo fanno perché è facilmente reperibile, economico e perché non ha mai comportato danni al pianoforte. Inoltre profuma!

Non capisco il nesso con la meccanica Kawai, trovo l'esposizione degli argomenti a volte confusa e raffazonata, quindi mi perdo facilmente, sarà anche colpa dell'età che avanza. Ho trovato molto interessanti i contributi degli utenti, anche su altri spazi, che hanno documentato dei lavori di restauro completi su prestigiosi strumenti, valorizzando quel bagaglio di sapienza tramandata da generazioni in questo mestiere, quando ancora le riviste degli americani non esistevano, mestiere che, se continuiamo in questo modo, è destinato a scomparire per via della sfiducia che si è era nei confronti del professionista, e mi dispiace profondamente che tali interventi non siano stati dovutamente apprezzati e discussi, ma liquidati con totale freddezza e disinteresse come tutto ciò che costa fatica e non è una immediata fonte di reddito.

Un cordiale saluto a tutti

Amministratore

Risposta 23 di Thesimon

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Quanto dirò di seguito non è verità assoluta ma tutte considerazioni dettate dalla logica, che dovrebbe e vorrebbe essere qualcosa di oggettivo. 

Mi appello alla logica in quanto non sono un tecnico di pianoforti, sono un pianista ed ingegnere appassionato del mio strumento ma mi guardo bene dal voler insegnare qualcosa a livello di tecnologia del pianoforte, tanto è vero che non tengo io i videotutorial sulla tecnologia del pianoforte e raramente intervengo in queste sezioni. Alla luce di queste precisazioni, pertanto, lascio quanto di strettamente connesso alla tecnologia del pianoforte agli altri veri esperti di questo settore.

Mi sento comunque di dire questo... 

Il politetrafluoroetilene (teflon) viene scoperto "appena" 74 anni fa. Una delle sue prime applicazioni fu nelle bombe atomiche (attorno agli anni 40 considerando gli anni di sperimentazione), a seguire nelle pentole, presumo pertanto che la sua commercializzazione (soprattutto in polvere fine da utilizzare come lubrificante secco) sia cosa abbastanza recente. Ora io non so se precedentemente venisse usato il talco per le applicazioni all'interno del pianoforte. Di logica, comunque, la scienza dei materiali va avanti e, da che mondo è mondo, se si scopre un materiale più performante rispetto ad un altro per una specifica applicazione lo si sostituisce. Basti vedere nella storia come dalle capanne si è passati nel tempo alle abitazioni in mattoni di cotto per poi passare al cemento armato. Tornando al pianoforte, ho avuto un'esperienza del genere sul mio pianoforte che vorrei raccontare. Avevo il pedale una corda che spostava la meccanica correttamente, ma al rilascio non tornava più in posizione, rimanendo per così dire incastrata con la possibilità di tornare nella posizione originale unicamente con il mio aiuto, ovvero afferrando qualche tasto nero e spostandola, senza troppa forza, nella posizione iniziale. Venne un accordatore che estrasse la meccanica del pianoforte e mi mise del talco sul tavolaccio. Reinserita la meccanica tutto funzionava perfettamente. Il problema è che la cosa non durò più di due o tre mesi e le assicuro che casa mia è tutt'altro che umida, per dire che non è certamente un tinello. 

Chiamato un altro accordatore, questo venne a casa mia, aprì e si rese conto che sul tavolaccio c'era del borotalco. Chiese un aspirapolvere e tolse tutta la polvere di talco. Mi mise la polvere di teflon e da quel giorno (circa 4 anni fa) non ho avuto più alcun genere di problema. Questo per dire che forse, se anche una volta si utilizzasse il talco per svolgere questo scopo (e che si presta ad esso in modo egregio per un periodo molto limitato di tempo), non vedo perché non poter utilizzare il teflon ora che c'è ! Fatta comunque chiara l'idea che la casa costruttrice, almeno nel mio strumento, aveva realizzato delle toppe di grafite sul tavolaccio come lubrificante a secco. Come ripeto, lascio comunque la parola ai più esperti, qui voglio solo citare la mia esperienza e fare una discussione a rigor di logica

Parlando invece strettamente di materiali, la logica mi fa anche dire che dividere i materiali di cui ci ha fatto un elenco tra igroscopici e non, è alquanto semplicistico. Ok queste sono due classi, ma credo sarebbe anche il caso di valutare quanto questi materiali siano igroscopici, ovvero ricavarne dei sottoinsiemi, il ché non è affatto cosa scontata ai fini di questa diatriba. Sono pronto a scommettere, e volendo l'esperimento scientifico (quello vero) si può fare senza molte difficoltà mettendo le stesse quantità di legno e talco all'interno di una camera umida preparata per l'occasione con un umidificatore; potremmo valutare la quantità di acqua ritenuta dal legno e la quantità di acqua ritenuta dal talco. Sono quasi certo che il talco ne assorba di più.  Parlando proprio di quantità, in chimica esiste una scala che definisce il grado di igroscopia. Oserei dire che il talco oltre ad essere igroscopico (capace di scambiare molecole d'acqua con l'aria) è anche idrofilo (capace di assorbire acqua in forma liquida, il ché significa che se messo su un altro materiale igroscopico non fa altro che assorbire le quantità d'acqua contenute sul materiale sul quale è stato applicato, specialmente se questo è poco idrofilo, per via dei bilanciamenti di acqua tra materiali di diversa natura aventi superfici a contatto, ed impastandosi in caso di sfregamento, pertanto se il talco fosse idrofilo, e non c'è dubbio che lo sia, la sua proprietà lubrificante sarebbe, a livello temporale, ulteriormente dimezzata) e non è affatto scontato che materiali igroscopici possano non essere idrofili, vedi la lana. Parlando di idrofilia poi, mi fiderei di salire su una zattera realizzata in legno, non mi fiderei molto di fare lo stesso su una zattera realizzata in talco (tenendo a precisare che in questo esempio non ho considerato il peso specifico del talco e le possibili geometrie realizzative in relazione alla legge di Archimede e quindi l'eventuale realizzabilità); qui allego la documentazione del talco dove nel meta name "caratteristiche chimico-fisiche", si fa riferimento alla sua capacità di assorbire acqua. Ricordo che, da enciclopedia (anche qui posto il link di documentazione), il teflon è invece una sostanza impermeabile, resistentissima agli urti, resistente anche alle alte temperature (oltre i 200°) e con il coefficiente di attrito più basso che si conosca... Tutto questo ovviamente non lo dico io, lo dice l'enciclopedia. Mi sembra dunque, sempre a rigor di logica, a meno che non ci si voglia fidare neanche dell'enciclopedia, che il teflon, in applicazioni dove si cerca di diminuire il più possibile gli attriti anche considerando la durabilità nel tempo vinca su tutto rispetto al talco. Che si usasse prima del Teflon non saprei, ma adesso che abbiamo il cemento perché continuare a costruire le case con pali, paglia, fango e pelli d'animale ?

Se ha seguito la mia logica ed è d'accordo con me fino al punto a cui siamo arrivati, allora forse concorderà con me quando concludo dicendo che il talco ed il teflon non sono equivalenti, per lo meno a rigor di scienza dei materiali, poi nell'applicazione sui rullini non saprei, probabilmente la differenza è talmente tanto impercettibile da non comportare apprezzabili cambiamenti per il pianista, non lo so, non è questo il mio campo, io mi limito a suonare... Hanno comunque caratteristiche diverse, proprietà chimico-fisiche diverse, e per lo scopo di cui si necessita, il talco è certamente più utile alla cura del corpo che alla lubrificazione a secco (che a secco non è per le documentazioni qui sopra esposte); non credo che il pianista abbia pertanto bisogno di odorare il profumo del pianoforte, forse è più interessato alla durabilità ed il corretto funzionamento della meccanica. Che poi non si stia parlando di risultati sorprendenti credo che ne siano al corrente tutti, specie, non ne parlo con cognizione di causa, ma così per intuizione, lo ripeto, nel caso dei rullini. Non credo inoltre che nessuno abbia mai detto che il borotalco causi problemi alla meccanica. Per quanto mi riguarda, ho semplicemente risposto ad altri utenti che affermavano che il Teflon con l'acqua si impasta... Alla luce delle documentazioni enciclopediche, essendo impermeabile è un dato di fatto che non può essere impastato ed il video era realizzato solo con il fine di dare questa dimostrazione, tanto è vero che alla fine del video cito testualmente "il teflon non si impasta e pertanto può essere utilizzato sui rullini" (sottointendendo che, casomai, dal momento che si parlava di "impasti", il talco si prestava maggiormente ad impastarsi). Fine.

Riguardo i tecnici, voglio sperare di aver capito male la sua sottile allusione perché forse per esprimere giudizi così perentori le manca qualche passaggio (non si può sparare a zero su chi non si conosce) ma se l'idea è rivolta in forma generale sono d'accordo con Lei, resta comunque il fatto che personalmente, e mi trovo d'accordo con lei, mi fido molto più dei tecnici con anni di esperienza rispetto a chi ha solo letto qualche libro o rivista, ma devo precisare che mi fido ancor di più di tecnici che oltre ad avere anni di esperienza hanno anche studiato, sperimentato, ricercato e visitato e avuto rapporti con le fabbriche dei costruttori dei più grandi nomi. Per dimostrare questa mia affermazione sempre all'insegna della logica, se ci accontentassimo di un individuo avente una qualità x, allora a maggior ragione dovremmo accontentarci di un altro che ha la stessa qualità x più le qualità y, z e t....

Riguardo gli interventi degli altri utenti circa il restauro, personalmente, mi sento di dire di averli apprezzati moltissimo in quanto appassionato (non tecnico professionista) del mio strumento.

Certo è che, sempre questa benedetta logica, mi fa pensare che ci sono particolari contesti strani in questi scambi di opinione perché vede: la legge dei grandi numeri ci insegna che qualsiasi combinazione di elementi, con gli elementi che abbiamo a disposizione, è verificabile se anche con probabilità molto bassa, ma anche volendo considerare le permutazioni qui la percentuale diviene proprio bassa bassa.

In particolare mi viene da riflettere su questo: 

- Questo post è rimasto abbandonato per quasi un anno

- Corollario del precedente: avendo avuto poche repliche è rimasto poco indicizzato, tanto che compare in terza posizione su google solo scrivendo la keyword "Meccanica millennium" -> questo mi induce a pensare che seppur non impossibile sia veramente molto difficile che siano venuti, a distanza di appena due giorni, due utenti interessati a questa disquisizione entrambi incentrati sulla confutazione del teflon che non era argomento di questa parola chiave ma che l'abbiano trovata proprio cercando la keyword "meccanica millennium"... Comunque tutto può essere...

- Corollario del corollario: queste repliche a difesa di questa confutazione sono tutte, e sottolineo tutte, venute fuori dopo il ban dell'utente Fra, altra casualità che rende l'evento probabilistico scarsamente probabile. 

- Ma la ciliegina sulla torta viene adesso e questa è la cosa che rafforza maggiormente i dubbi di cui sopra, ovvero che tracciando l'ip che questi due utenti lasciano sul mio server, mi risultano tutti collegati o da vicino Milano oppure dalla Sardegna proprio come gli ultimi due ip di collegamento dell'utente bannato. (Cosa che impoverisce notevolmente la già povera statistica di probabilità). 

Tutto questo a rigor di logica è quanto meno veramente poco probabile... o forse, a occhio e croce, così senza fare i conti, probabile come fare un terno secco al lotto la prima volta che lo si gioca... Ma tutto è possibile e per questo il mio amore per la matematica mi incita a non voler dubitare di nessuno...

Cordiali saluti anche a lei e buon Ferragosto. 

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Risposta 24 di pietrorocatelli

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Il teflon se consideriamo la storia del pianoforte nei suoi 250 anni (?) viene applicato di recente, possiamo dirlo no? È un materiale con caratteristiche superiori al talco, sicuramente lo è e credo che nessuno si sogni di dire il contrario.

Non mi è piaciuto il suo accanimento nel voler dimostrare o insinuare che il talco sia dannoso per il pianoforte, non è vero. Riguardo al suo problema sul pianoforte mi pare di capire che l'efficacia del talco fosse stata limitata nel tempo ma non che abbia causato danni, è corretto? Il non ritorno della meccanica non è causato solamente dall'attrito sul tavolaccio, ci sono n fattori da verificare, come anche la giusta altezza delle borchie... Tecnici inesperti tendono a sollevarle troppo per esempio. Devo avere da qualche parte un vecchio manuale Steinway che consiglia l'uso del talco sui rullini, pensi un pó! Se lo ritrovo le faccio avere un estratto. Ma vada pure sui siti americani, tanto tecnici quando parlano di lubrificanti secchi si riferiscono al "Talcum" or "Teflon" come alternative, seppure il teflon sia superiore. Stia pure tranquillo sull'affrontare argomenti tecnici pur non essendo un tecnico, è lecito farlo e la diffusione delle informazioni oggi e tale da poter far parlare tutti di tutto, anche questo forum è un esempio.

Sui riferimenti a cui allude e ai vostri provvedimenti io non mi sono espresso e non intendo farlo, allo stesso modo le chiederei di non far passare il mio intervento come una difesa personale o un attacco personale a qualsivoglia utente, non è il mio scopo.

Il mio vicino di casa e amico stimato Cesarino Tallone usava mettere il talco sui rullini del pianoforte di Ciro Michelangeli prima dei concerti, le posso assicurare che non è mai successo nulla. Ho avuto almeno 50 pianoforti, trattati col talco sui rullini ad ogni accordatura, non è mai successo nulla. Frequentavo anche le officine di tallone e usavano il talco, lo stesso Giovannino Sangalli che ha curato i miei pianoforti finché ha potuto, per anni braccio destro di Cesarino, usava il talco e non è mai successo nulla.

Anche io come lei sono ingegnere e poanista, con i capelli bianchi però, e dopo anni ho imparato a fidarmi dell'esperienza oltre della logica e della matematica, materia che le assicuro padroneggio molto bene.

Un buon ferragosto anche a lei

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Risposta 25 di Thesimon

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pietrorocatelli ha scritto:

Il teflon se consideriamo la storia del pianoforte nei suoi 250 anni (?) viene applicato di recente, possiamo dirlo no? È un materiale con caratteristiche superiori al talco, sicuramente lo è e credo che nessuno si sogni di dire il contrario.

Non capisco se lei abbia solo visto il mio post di passaggio oppure se lo abbia letto e compreso... Perché mi sembra di capire che qui mi stia dando ragione ma poi ritratta...

Non mi è piaciuto il suo accanimento nel voler dimostrare o insinuare che il talco sia dannoso per il pianoforte, non è vero.

Mi scusi potrebbe quotare il mio intervento dove dico che il talco è dannoso per il pianoforte ? Forse l'ha immaginato, non mi sembra di averlo proprio scritto da nessuna parte. Le mie considerazioni nei post precedenti sono considerazioni tese a dimostrare la superiorità del teflon rispetto al talco per ciò che concerne igroscopia, idrofilia, capacità di eliminazione degli attriti. Mi mostri dove ho detto che il talco è dannoso per il pianoforte e non avrò difficoltà a riconoscerlo.

Riguardo al suo problema sul pianoforte mi pare di capire che l'efficacia del talco fosse stata limitata nel tempo ma non che abbia causato danni, è corretto?

Correttissimo ! 😉

Il non ritorno della meccanica non è causato solamente dall'attrito sul tavolaccio, ci sono n fattori da verificare, come anche la giusta altezza delle borchie... Tecnici inesperti tendono a sollevarle troppo per esempio.

Non lo so, questi sono argomenti da tecnici e le ripeto che io non sono un tecnico, ma per certe cose si torna sempre alla logica: se semplicemente sostituendo polvere di teflon al talco si è risolto il problema che non si è ripresentato per 4 anni forse posso concludere per la mia esperienza che in quel contesto è stato più performante il teflon... Rimettendo il talco è cosa sicura che sarebbe tornato a funzionare ma dopo 3 mesi sarei tornato al punto di partenza. Come vede non sto dicendo che in questo contesto non funziona ma che l'altro dura di più... Non capisco io questo suo accanimento onestamente !

Devo avere da qualche parte un vecchio manuale Steinway che consiglia l'uso del talco sui rullini, pensi un pó! Se lo ritrovo le faccio avere un estratto. Ma vada pure sui siti americani, tanto tecnici quando parlano di lubrificanti secchi si riferiscono al "Talcum" or "Teflon" come alternative, seppure il teflon sia superiore. Stia pure tranquillo sull'affrontare argomenti tecnici pur non essendo un tecnico, è lecito farlo e la diffusione delle informazioni oggi e tale da poter far parlare tutti di tutto, anche questo forum è un esempio.

Bene ! Ci mancherebbe altro che non fosse così ! Le battaglie si vincono con la forza della ragione e delle proprie idee, questa è la mia opinione, specie perché chi legge possa scegliere chi sostenere. Ritengo che questo sia il massimo della democrazia.

Sui riferimenti a cui allude e ai vostri provvedimenti io non mi sono espresso e non intendo farlo, allo stesso modo le chiederei di non far passare il mio intervento come una difesa personale o un attacco personale a qualsivoglia utente, non è il mio scopo.

Molto bene, sono contento che non sia questo il suo scopo. Ogni intervento e scambio di vedute e ben accetto se si sanno rispettare le opinioni altrui, ecco perché sono contento che lei sul suo pianoforte utilizzi il talco. La prego di accettare l'utilizzo del teflon sul mio di pianoforte.

Il mio vicino di casa e amico stimato Cesarino Tallone usava mettere il talco sui rullini del pianoforte di Ciro Michelangeli prima dei concerti, le posso assicurare che non è mai successo nulla. Ho avuto almeno 50 pianoforti, trattati col talco sui rullini ad ogni accordatura, non è mai successo nulla. Frequentavo anche le officine di tallone e usavano il talco, lo stesso Giovannino Sangalli che ha curato i miei pianoforti finché ha potuto, per anni braccio destro di Cesarino, usava il talco e non è mai successo nulla.

Continua ad ostinarsi a volermi mettere in bocca cose che non ho detto. Le rinnovo l'invito a quotare il mio intervento dove cito espressamente che il talco rovina il pianoforte.

Anche io come lei sono ingegnere e poanista, con i capelli bianchi però, e dopo anni ho imparato a fidarmi dell'esperienza oltre della logica e della matematica, materia che le assicuro padroneggio molto bene.

Un buon ferragosto anche a lei

Non ne dubito anche se non capisco il tono di questo suo ultimo messaggio. Il fatto che lei abbia le mie stesse qualifiche ma i capelli bianchi la dovrebbe automaticamente porre qualche spanna sopra di me ? Non capisco, lei non mi conosce come io non conosco lei. Non sarebbe meglio rispettarsi reciprocamente scambiandosi opinioni pacifiche anche se divergenti ? Personalmente non credo che far valere le proprie opinioni sia sinonimo di fare a gara a chi ha più fogli di carta in tasca.

Rinnovati saluti,

Amministratore

Risposta 26 di Thesimon

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Ariccia, RM

Mi risponda ad una domanda però...

Se lei scrive questo:

Il teflon é [...] un materiale con caratteristiche superiori al talco, sicuramente lo è e credo che nessuno si sogni di dire il contrario.

Sul suo pianoforte usa il talco oppure il teflon ?

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Risposta 27 di pianoexpert

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rocca di papa

Complimenti per aver posseduto 50 pianoforti!!!! Inoltre trattati, combinazione, tutti con talco sui rullini.

Bene. Io credo che sia ora di cessare questo scambio di idee sul talco e sul teflon.Non è forse nato bene e non sta chiudendosi bene. Questo, mi sento di dire, col cuore, e sono sicuro non comprometterà, non guasterà, molte cose buone e sane discussioni che sono sorte sul nostro sito e sul nostro Forum. Se però posso dire, se mi è permesso precisare un'ultima cosa, noi abbiamo affermato che casomai il talco può creare qualche problema nel tempo, non prima di un concerto. A volte un lubrificante che funziona al momento può dare dei problemi a lungo termine. Riflettano liberamente i lettori e scelgano quello che penseranno più opportuno.Sottolineo anche io quello che Simone Renzi ha voluto precisare, cioè che, nascendo il teflon 74 anni fa, la "micropolvere" è arrivata nelle forniture per i pianoforti non molti anni fa. Quindi sicuramente ha fatto fatica a rimuovere convinzioni consolidate appartenenti anche ad eminenti tecnici.Lasciamolo quindi sul piano migliorativo, ribadendo comunque che il talco, nel tempo, se non rimosso e rinnovato, può creare problemi, vorrei personalmente non ritornare su questo argomento, soprattutto per non tediare i lettori che sono orientati invece verso argomenti più interessanti e sostanziali, come Lei pietrorocatelli giustamente invoca, argomenti che in questo sito e in questo forum abbiamo appunto già spesso cercato e sempre cercheremo di affrontare.

Grazie

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Risposta 28 di pietrorocatelli

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Villasor

Sig. Renzi io non sono intervenuto perché mi interessasse in particolar modo questa discussione, ho solo voluto proporre un approccio meno analitico e più pratico, uno spirito del dibattito e della crescita collettiva, senza chiudere nessuna porta.

Quello che ho scritto, mi perdoni se non mi soffermo a citare le parti dei precedenti interventi, e che lei ha voluto far intendere che il talco fosse dannoso per il pianoforte, anche se non lo ha scritto direttamente.... Ricorda che poco sopra ha risposto ad un utente: "se lo sa Pianoexpert che hai messo il talco sui rullini"? Come fosse una pratica proibita, e dopo sempre in risposta ad un utente, ha fatto una dimostrazione facendo scorrere acqua per convincerci (?) che è sostanza igroscopica... Allora io mi sono sentito in dovere di intervenire e precisare che tanti tecnici ancora oggi utilizzano il talco senza danni, e non per particolari convinzioni come si vuol far credere, ovviamente lo strumento va controllato periodicamente e pulito ad ogni intervento, perché anche la polvere si impasta con l'umidità e crea dei danni a lungo andare. È normale. Mi fa piacere che il Sig. Pianoexpert ci abbia ricondotto tutti alla moderazione in questo senso ed abbia colto lo spirito dei miei interventi.

Io non ho mai pensato di aggredire nessuno con le mie parole nè mai ho usato vocaboli in grassetto per rimarcare dei concetti o una sintassi violenta, a scuola ci sono già stato tanti anni fa e non ho certo bisogno di lezioni. Credo che i lettori possano constatare la mia buona fede.

Si, qualcuno ironizza, ma 50 pianoforti penso di averli avuti davvero nel corso della mia vita, ho preferito sempre approfittare dei noleggi per cambiarli di anno in anno da nuovi, anche più di uno alla volta. Ho qualche ottimo strumento in casa mia attualmente, dopo anni di esperienza sono riuscito a trovare l'ottimo per i miei gusti e per le mie mani. È difficile trovare il pianoforte giusto e, come mi hanno sempre spiegato i miei tecnici, gli interventi provvisori quali talco e teflon sui rullini non possono dare benefici prolungati se ci sono dei difetti nella costruzione e nel piazzamento della meccanica.... Per questo oggi non ho più bisogno del teflon o del talco, in quanto anche grazie alle consulenze dei miei esperti e preparati tecnici ho potuto acquistare dei pianoforti buoni.

È con tanta umiltà che ho imparato quel che oggi so, con l'ascolto e il dibattito... mai con aggressività o supponenza.

Credo che, come ha suggerito qualcuno, sia meglio chiudere qui il discorso.

Un cordiale saluto.

Amministratore

Risposta 29 di Thesimon

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Ariccia, RM

In realtà non l'ho mai detto, ho citato solo quanto ascoltato da pianoexpert in altri contesti. Frasi di non mia appartenenza. Sintetizzando non ho mai scritto una cosa del genere anche perché non essendo un tecnico non sono nella posizione di dire se il talco rovini o no il pianoforte.

Comunque sono d'accordo, credo sia meglio chiudere qui il discorso. Quello che era necessario dire da ambo le parti è stato detto, non credo sia possibile aggiungere altro. Chi legge si farà la propria opinione...

Saluti a lei

PS. Se non ha altro da aggiungere chiuderò questa discussione. 

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