Quanto dirò di seguito non è verità assoluta ma tutte considerazioni dettate dalla logica, che dovrebbe e vorrebbe essere qualcosa di oggettivo.
Mi appello alla logica in quanto non sono un tecnico di pianoforti, sono un pianista ed ingegnere appassionato del mio strumento ma mi guardo bene dal voler insegnare qualcosa a livello di tecnologia del pianoforte, tanto è vero che non tengo io i videotutorial sulla tecnologia del pianoforte e raramente intervengo in queste sezioni. Alla luce di queste precisazioni, pertanto, lascio quanto di strettamente connesso alla tecnologia del pianoforte agli altri veri esperti di questo settore.
Mi sento comunque di dire questo...
Il politetrafluoroetilene (teflon) viene scoperto "appena" 74 anni fa. Una delle sue prime applicazioni fu nelle bombe atomiche (attorno agli anni 40 considerando gli anni di sperimentazione), a seguire nelle pentole, presumo pertanto che la sua commercializzazione (soprattutto in polvere fine da utilizzare come lubrificante secco) sia cosa abbastanza recente. Ora io non so se precedentemente venisse usato il talco per le applicazioni all'interno del pianoforte. Di logica, comunque, la scienza dei materiali va avanti e, da che mondo è mondo, se si scopre un materiale più performante rispetto ad un altro per una specifica applicazione lo si sostituisce. Basti vedere nella storia come dalle capanne si è passati nel tempo alle abitazioni in mattoni di cotto per poi passare al cemento armato. Tornando al pianoforte, ho avuto un'esperienza del genere sul mio pianoforte che vorrei raccontare. Avevo il pedale una corda che spostava la meccanica correttamente, ma al rilascio non tornava più in posizione, rimanendo per così dire incastrata con la possibilità di tornare nella posizione originale unicamente con il mio aiuto, ovvero afferrando qualche tasto nero e spostandola, senza troppa forza, nella posizione iniziale. Venne un accordatore che estrasse la meccanica del pianoforte e mi mise del talco sul tavolaccio. Reinserita la meccanica tutto funzionava perfettamente. Il problema è che la cosa non durò più di due o tre mesi e le assicuro che casa mia è tutt'altro che umida, per dire che non è certamente un tinello.
Chiamato un altro accordatore, questo venne a casa mia, aprì e si rese conto che sul tavolaccio c'era del borotalco. Chiese un aspirapolvere e tolse tutta la polvere di talco. Mi mise la polvere di teflon e da quel giorno (circa 4 anni fa) non ho avuto più alcun genere di problema. Questo per dire che forse, se anche una volta si utilizzasse il talco per svolgere questo scopo (e che si presta ad esso in modo egregio per un periodo molto limitato di tempo), non vedo perché non poter utilizzare il teflon ora che c'è ! Fatta comunque chiara l'idea che la casa costruttrice, almeno nel mio strumento, aveva realizzato delle toppe di grafite sul tavolaccio come lubrificante a secco. Come ripeto, lascio comunque la parola ai più esperti, qui voglio solo citare la mia esperienza e fare una discussione a rigor di logica.
Parlando invece strettamente di materiali, la logica mi fa anche dire che dividere i materiali di cui ci ha fatto un elenco tra igroscopici e non, è alquanto semplicistico. Ok queste sono due classi, ma credo sarebbe anche il caso di valutare quanto questi materiali siano igroscopici, ovvero ricavarne dei sottoinsiemi, il ché non è affatto cosa scontata ai fini di questa diatriba. Sono pronto a scommettere, e volendo l'esperimento scientifico (quello vero) si può fare senza molte difficoltà mettendo le stesse quantità di legno e talco all'interno di una camera umida preparata per l'occasione con un umidificatore; potremmo valutare la quantità di acqua ritenuta dal legno e la quantità di acqua ritenuta dal talco. Sono quasi certo che il talco ne assorba di più. Parlando proprio di quantità, in chimica esiste una scala che definisce il grado di igroscopia. Oserei dire che il talco oltre ad essere igroscopico (capace di scambiare molecole d'acqua con l'aria) è anche idrofilo (capace di assorbire acqua in forma liquida, il ché significa che se messo su un altro materiale igroscopico non fa altro che assorbire le quantità d'acqua contenute sul materiale sul quale è stato applicato, specialmente se questo è poco idrofilo, per via dei bilanciamenti di acqua tra materiali di diversa natura aventi superfici a contatto, ed impastandosi in caso di sfregamento, pertanto se il talco fosse idrofilo, e non c'è dubbio che lo sia, la sua proprietà lubrificante sarebbe, a livello temporale, ulteriormente dimezzata) e non è affatto scontato che materiali igroscopici possano non essere idrofili, vedi la lana. Parlando di idrofilia poi, mi fiderei di salire su una zattera realizzata in legno, non mi fiderei molto di fare lo stesso su una zattera realizzata in talco (tenendo a precisare che in questo esempio non ho considerato il peso specifico del talco e le possibili geometrie realizzative in relazione alla legge di Archimede e quindi l'eventuale realizzabilità); qui allego la documentazione del talco dove nel meta name "caratteristiche chimico-fisiche", si fa riferimento alla sua capacità di assorbire acqua. Ricordo che, da enciclopedia (anche qui posto il link di documentazione), il teflon è invece una sostanza impermeabile, resistentissima agli urti, resistente anche alle alte temperature (oltre i 200°) e con il coefficiente di attrito più basso che si conosca... Tutto questo ovviamente non lo dico io, lo dice l'enciclopedia. Mi sembra dunque, sempre a rigor di logica, a meno che non ci si voglia fidare neanche dell'enciclopedia, che il teflon, in applicazioni dove si cerca di diminuire il più possibile gli attriti anche considerando la durabilità nel tempo vinca su tutto rispetto al talco. Che si usasse prima del Teflon non saprei, ma adesso che abbiamo il cemento perché continuare a costruire le case con pali, paglia, fango e pelli d'animale ?
Se ha seguito la mia logica ed è d'accordo con me fino al punto a cui siamo arrivati, allora forse concorderà con me quando concludo dicendo che il talco ed il teflon non sono equivalenti, per lo meno a rigor di scienza dei materiali, poi nell'applicazione sui rullini non saprei, probabilmente la differenza è talmente tanto impercettibile da non comportare apprezzabili cambiamenti per il pianista, non lo so, non è questo il mio campo, io mi limito a suonare... Hanno comunque caratteristiche diverse, proprietà chimico-fisiche diverse, e per lo scopo di cui si necessita, il talco è certamente più utile alla cura del corpo che alla lubrificazione a secco (che a secco non è per le documentazioni qui sopra esposte); non credo che il pianista abbia pertanto bisogno di odorare il profumo del pianoforte, forse è più interessato alla durabilità ed il corretto funzionamento della meccanica. Che poi non si stia parlando di risultati sorprendenti credo che ne siano al corrente tutti, specie, non ne parlo con cognizione di causa, ma così per intuizione, lo ripeto, nel caso dei rullini. Non credo inoltre che nessuno abbia mai detto che il borotalco causi problemi alla meccanica. Per quanto mi riguarda, ho semplicemente risposto ad altri utenti che affermavano che il Teflon con l'acqua si impasta... Alla luce delle documentazioni enciclopediche, essendo impermeabile è un dato di fatto che non può essere impastato ed il video era realizzato solo con il fine di dare questa dimostrazione, tanto è vero che alla fine del video cito testualmente "il teflon non si impasta e pertanto può essere utilizzato sui rullini" (sottointendendo che, casomai, dal momento che si parlava di "impasti", il talco si prestava maggiormente ad impastarsi). Fine.
Riguardo i tecnici, voglio sperare di aver capito male la sua sottile allusione perché forse per esprimere giudizi così perentori le manca qualche passaggio (non si può sparare a zero su chi non si conosce) ma se l'idea è rivolta in forma generale sono d'accordo con Lei, resta comunque il fatto che personalmente, e mi trovo d'accordo con lei, mi fido molto più dei tecnici con anni di esperienza rispetto a chi ha solo letto qualche libro o rivista, ma devo precisare che mi fido ancor di più di tecnici che oltre ad avere anni di esperienza hanno anche studiato, sperimentato, ricercato e visitato e avuto rapporti con le fabbriche dei costruttori dei più grandi nomi. Per dimostrare questa mia affermazione sempre all'insegna della logica, se ci accontentassimo di un individuo avente una qualità x, allora a maggior ragione dovremmo accontentarci di un altro che ha la stessa qualità x più le qualità y, z e t....
Riguardo gli interventi degli altri utenti circa il restauro, personalmente, mi sento di dire di averli apprezzati moltissimo in quanto appassionato (non tecnico professionista) del mio strumento.
Certo è che, sempre questa benedetta logica, mi fa pensare che ci sono particolari contesti strani in questi scambi di opinione perché vede: la legge dei grandi numeri ci insegna che qualsiasi combinazione di elementi, con gli elementi che abbiamo a disposizione, è verificabile se anche con probabilità molto bassa, ma anche volendo considerare le permutazioni qui la percentuale diviene proprio bassa bassa.
In particolare mi viene da riflettere su questo:
- Questo post è rimasto abbandonato per quasi un anno
- Corollario del precedente: avendo avuto poche repliche è rimasto poco indicizzato, tanto che compare in terza posizione su google solo scrivendo la keyword "Meccanica millennium" -> questo mi induce a pensare che seppur non impossibile sia veramente molto difficile che siano venuti, a distanza di appena due giorni, due utenti interessati a questa disquisizione entrambi incentrati sulla confutazione del teflon che non era argomento di questa parola chiave ma che l'abbiano trovata proprio cercando la keyword "meccanica millennium"... Comunque tutto può essere...
- Corollario del corollario: queste repliche a difesa di questa confutazione sono tutte, e sottolineo tutte, venute fuori dopo il ban dell'utente Fra, altra casualità che rende l'evento probabilistico scarsamente probabile.
- Ma la ciliegina sulla torta viene adesso e questa è la cosa che rafforza maggiormente i dubbi di cui sopra, ovvero che tracciando l'ip che questi due utenti lasciano sul mio server, mi risultano tutti collegati o da vicino Milano oppure dalla Sardegna proprio come gli ultimi due ip di collegamento dell'utente bannato. (Cosa che impoverisce notevolmente la già povera statistica di probabilità).
Tutto questo a rigor di logica è quanto meno veramente poco probabile... o forse, a occhio e croce, così senza fare i conti, probabile come fare un terno secco al lotto la prima volta che lo si gioca... Ma tutto è possibile e per questo il mio amore per la matematica mi incita a non voler dubitare di nessuno...
Cordiali saluti anche a lei e buon Ferragosto.