praticamente si tratterebbe di applicare le “regole” della tonalità
mmhm, Bianca, puoi farci un esempio di algoritmo. Da quello che sapevo pure una ricetta è un algoritmo, lo si può trascrivere se si conoscono i passi per creare un piatto...o nel parallelismo ... una modulazione.
O
Organista94
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Risposta 22 di Organista94
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Io mi creerei dei percorsi:
-modulare alla tonalità del V grado
-modulare alla tonalità del IV grado
-modulare alla tonalità del III grado
-etc.
Eppoi in ogni scelta i vari percorsi (tecniche, passi, step, boh) praticabili o predefiniti.
Io non ho capito che cosa si intende per "algoritmo"....forse è meglio fare qualche esempio. Prendiamo proprio l'esempio iniziale di Bianca: modulare da do maggiore a mi maggiore.
Una delle sequenze accordali (o tecniche o "algoritmi" che dir si voglia...) per collegare queste due tonalità lontane è l'enarmonia della settima di dominante.
1) Si parte da do maggiore
2) si trasforma l'accordo sul I grado in accordo di dominante (do mi sol sib)
3) si enarmonizza la settima in modo che diventi una sesta alterata (do mi sol la#). Nel momento in cui si enarmonizza si è già passati alla nuova tonalità, d'ora in poi ragioneremo in mi.
4) l'accordo di VI alt risolve sul V grado armonizzato con 4,6 (cioè II riv) (si mi sol# si), da notare il la# che risolve sul si
5) V grado in 3,5 (si re# fa#), eventualmente con la settima
6) risoluzione sull'accordo di mi maggiore (I grado della nuova tonalità).
Questo è l'algoritmo, inteso come processo di risoluzione di un determinato quesito, ora per generalizzare possiamo dire che con questa tecnica dell'enarmonia della settima di dominante si può modulare alle tonalità che distano una terza maggiore, una sesta maggiore, un semitono inferiore e alcune altre tonalità (ora non ricordo precisamente tutte le possibilità).
Più di questo cosa serve sapere...?
è giusto, geppino, in questo caso non serve sapere nulla di più e l'algoritmo è bello che fatto (quasi).
come dicevo in questo fase mi stavo focalizzando sulla modulazione ad accordi comuni, per cui sono andata subito su quella parte:
cit.
"
MODULAZIONE PER MEZZO DI ACCORDO-PERNO
Resta da accennare alla possibilità di modulare a tonalità lontane facendo uso di accordi-perno, possibilità che trova
dei limiti nell’esiguo numero o nell’assenza di accordi comuni fra tonalità che distano per più di un’alterazione nel...
"
Secondo il mio approccio invece (tutto da verificare, e di qui il post che ho iniziato) questi limiti si possono facilmente superare se si considerano i vari accordi della scala diatonica nelle diverse tonalità, come un grafo su cui applicare specifiche funzioni di ricerca di percorsi (per esempio dijkstra, a-star ecc...)
Secondo il mio approccio invece (tutto da verificare, e di qui il post che ho iniziato) questi limiti si possono facilmente superare se si considerano i vari accordi della scala diatonica nelle diverse tonalità, come un grafo su cui applicare specifiche funzioni di ricerca di percorsi (per esempio dijkstra, a-star ecc...)
Puoi esemplificare? Almeno per me..povero comune mortale
mmhm, Bianca, puoi farci un esempio di algoritmo. Da quello che sapevo pure una ricetta è un algoritmo, lo si può trascrivere se si conoscono i passi per creare un piatto...o nel parallelismo ... una modulazione.
Ma lo schema dei percorsi "di spostamento" non può tenere conto dei pilastri della tonalità, o sbaglio? Se si, come? Solo per capire. Grazie in anticipo
Ma lo schema dei percorsi "di spostamento" non può tenere conto dei pilastri della tonalità, o sbaglio? Se si, come? Solo per capire. Grazie in anticipo
appunto, il difficile è proprio questo.
In genere ogni nodo (o ramo) di un percorso, ha un suo "peso" / "funzione". Tutto sta a stabilirne il valore, oltre che a scegliere / costruire in modo opportuno il grafo. Dalle prove che sto facendo, si trovano risultati quasi sorprendenti, ma sono ancora in una fase pre-beta (a essere generosi 😛)
Quello che un po' mi lascia perplessa e che non trovo quasi nulla a riguardo...
Secondo il mio approccio invece (tutto da verificare, e di qui il post che ho iniziato) questi limiti si possono facilmente superare se si considerano i vari accordi della scala diatonica nelle diverse tonalità, come un grafo su cui applicare specifiche funzioni di ricerca di percorsi (per esempio dijkstra, a-star ecc...)
Beh, su questo non riesco a seguirti, non so cosa sia un grafo e non so se centri qualcosa con la musica...io mi accontento di quello schemino...
B
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Bianca ha scritto:
Quello che un po' mi lascia perplessa e che non trovo quasi nulla a riguardo...
Secondo me perchè non serve un algoritmo, ma è una conoscienza. Certo, si può ricavare un algoritmo ma poi a chi servirebbe? O meglio, sarebbe didattico scriverlo per cui stimolanete come differente metodologia di apprendimento...ma la sostanza è che alla fine, una volta acquisita la conoscienza, forse perde la sua utilità. O meglio, serve padroneggiare i percorsi, per scrivere musica o improvvisare.
Mah, spero di esser stato chiaro.
Se ho capito bene, ti manca una visione generale di tutte le possibilità per poi codificarle, in senso stretto del termine.
B
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Ripassando dal mio vecchio topic, 3 criteri base:
- Dominanti secondarie - Sostituzione di tritono - Interscambio modale
B
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Bianca ha scritto:
appunto, il difficile è proprio questo.
Praticamente dovresti codificare anche le funzioni
Secondo il mio approccio invece (tutto da verificare, e di qui il post che ho iniziato) questi limiti si possono facilmente superare se si considerano i vari accordi della scala diatonica nelle diverse tonalità, come un grafo su cui applicare specifiche funzioni di ricerca di percorsi (per esempio dijkstra, a-star ecc...)
Beh, su questo non riesco a seguirti, non so cosa sia un grafo e non so se centri qualcosa con la musica...io mi accontento di quello schemino...
che è più che sufficiente!
Tra l'altro non penso mica che quello che sto facendo arrivi a qualcosa di meglio. Come dicevo è solo un esercizio / approfondimento che può anche essere divertente. E' chiaro che la bellezza di una qualunque opera musicale non ha molto a ce fare con questo 🙂
J
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Frank ha scritto:
Chiunque improvvisa ne fa uso (anche se non lo sa ...)
... lo sa, lo sa ... 🙂
J
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Comunque concordo in generale con i diversi forumisti che sono intervenuti. In generale un esercizio per riorganizzare con un linguaggio di programmazione gli schemi di base può essere utile (soprattutto all'inizio), ma ha il valore di un foglio Excel o una presentazione PowerPoint
Comunque concordo in generale con i diversi forumisti che sono intervenuti. In generale un esercizio per riorganizzare con un linguaggio di programmazione gli schemi di base può essere utile (soprattutto all'inizio), ma ha il valore di un foglio Excel o una presentazione PowerPoint
bhe, questo non credo proprio, a meno che sul foglio excel non ci sia la codifica di cui parliamo 🙂
Se ho capito bene, ti manca una visione generale di tutte le possibilità per poi codificarle, in senso stretto del termine.
non ho capito 😟
J
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Risposta 40 di JazzMania
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Bianca ha scritto:
bhe, questo non credo proprio, a meno che sul foglio excel non ci sia la codifica di cui parliamo 🙂
Beh, tu stessa dici che non deve avere un risultato artistico e sonoro, per cui è una sorta di matrice. Fra l'altro la pseudocodifica da te linkata non è nient'altro che una successione di caratteri scivibili anche in word e più o meno in italiano. Si capisce lo stesso. (anzi, l'hai anche riportata qui sul forum).
Se invece l'ambizione fosse sviluppare delle capacità in ambito musicale, lascia la tastiera del PC e mettiti alla tastiera del pianoforte ... vedrai che solo l'approccio cambierà completamente il tuo modo di vedere e sentire la musica, sicuramente lo arricchirà.