Ciao, riprendo questa vecchia discussione per aggiornarla con una mia esperienza recente.
Nelle risposte, è stata praticamente esclusa l'ipotesi "cuffie" avanzata dal venditore, ma credo valga la pena di considerarla.
Normalmente, viene negata la possibilità che le cuffie possano sostituire i monitor nel missaggio; però, con un po' di esperienza e parecchi errori, mi sono reso conto che, se non si dispone di un ambiente idoneo (normalizzato, come scrive Simone), non ci sono nearfield che tengano.
La mia DAW è in una grande stanza a "L", senza porte e con una scala aperta che va al piano di sopra; è praticamente impossibile insonorizzarla, quindi ho dovuto rassegnarmi all'idea di cercare delle cuffie di riferimento. Allora ho rintracciato TUTTI i grafici disponibili sul web (risposte in frequenza, distorsione armonica e via dicendo), confrontando un'infinità di marche e modelli, per trovare la cuffia aperta più lineare possibile; l'ho acquistata e ho messo da parte i monitor. Tra l'altro, mi sono fidato solo dei dati tecnici perché non ho avuto la possibilità di ascoltarla prima; e ho fatto bene, perché solo allora mi sono reso conto di non essere mai riuscito prima a fare un missaggio decente né in casa mia, né in quella di amici forniti dei migliori monitor, coni da 16, pannelli assorbenti e tutto il resto. Tanto sotto i 50 Htz non si sente niente lo stesso e, se lo metti in casa, un subwoofer spara rimbombi a caso (senza contare eventuali problemi di vicinato, coinquilini, ecc.). Per inciso, nei più comuni dispositivi di ascolto la percezione dei subbassi è un fenomeno di psicoacustica. L'unica ragione per la quale ricorro ai miei vecchi monitor è quella di guardare i movimenti "muti" del cono, proprio perché sono una spia delle basse frequenze (cioè "flottano", anche se non le riproducono): allora taglio a 20 Hz e non ci penso più.
Quindi, almeno per quanto mi riguarda, ho dovuto constatare che un paio di cuffie lineari di riferimento valgono molto più di ottimi monitor piazzati nell'ambiente sbagliato (e costano molto meno!). E che, se devo fare un lavoro "serio", devo metterlo a punto in un ambiente professionale, cioè progettato allo scopo.
Naturalmente, ha ragione Simone quando scrive che la qualità si può ottenere anche in casa; però bisogna poter scegliere la stanza giusta (io non ho potuto) e spendere parecchio per farne un ambiente molto "pulito". Oggettivamente, questo non è sempre possibile.