Considera che Mozart si sente molto meno nelle sale da concerto proprio perché non ha una scrittura che si confà in modo totale al
Pianoforte. Come diceva Frank, purtroppo ancor oggi mancano le idee lucide su quello che dovrebbe imparare un allievo.Mozart viene fatto conoscere come autore semplice e veloce da imparare . Si propongono i temi semplici e orecchiabili e così rimane impresso nella testa dei neo pianisti.
Quando poi si va avanti con lo studio " si torna sempre ai vecchi amori " diceva Renoir...lo si vede con tutt'altro pensiero ma chissà per quale motivo tutti tendono ad approfondire tutto lo strumento nel senso vero del termine in lungo e in largo nell'estensione della tastiera e Mozart non sempre si spinge così agli estremi.
Purtroppo torna sempre il fattore " tempo". Che parola enigmatica e problematica per gli interpreti di tutti i ....tempi...appunto
Mozart componeva per clavicembalo o fortepiano e perché no ...clavicordo ..ma adesso abbiamo la musica di Mozart e a noi mancano le due cose più importanti...Mozart e.....il clavicmbalo ..nel senso che se mettiamo un clavicembalo in una sala da concerto i signori che si appresteranno ad ascoltarlo si posizioneranno in un parametro mentale che comprenda...( filologia, antico, reinterpretazione , ragnatele etc etc). Magari a lato del palcoscenico salta fuori un rasta con gli occhiali a specchio pronto ad improvvisare jazz..
C.Ph.E Bach aveva l'idea di utilizzare entrambi gli strumenti dell'epoca e quindi sia il gravicembalo con il piano e il forte sia il gravicembalo vecchio stampo non pensando affatto di mettere in cantina il primo a favore del secondo. Ed invece il clavicembalo vecchio stampo ci andò sul serio in cantina ma fu riportato anche in auge nel momento del bisogno...e quindi più di 100 anni dopo...
La domanda è...perché?
Perché non si possono far rivivere le epoche senza reinventarle...e questo lo sapeva bene la Landowska quando si fece costruire uno strumento diabolico con tanto di telaio in ferro che avesse una gamma di timbri veramente particolare. Riportò un nuovo Bach nelle sale ma con un nuovo clavicembalo. La Landowska di sicuro sentiva nel profondo la " novità " e " l'eternità " della musica di Bach ma sentiva anche il limite del suonare uno strumento dell'epoca per lei come esecutrice come per le orecchie di chi doveva ascoltarlo.
Penso tu conosca Trevor Pinnok e Kennett Gliberth ...considera che io avevo l'integrale di Bach ossia...quasi tutto quello che Bach aveva scritto per clavicembalo...ore e ore sterminate di musica senza nessun senso...e parti dal presupposto che questi sono considerati grandi interpreti...quel suono e quella musica erano "morti" per le mie orecchie ...e ti assicuro che amo il suono del cembalo...ma allora mi chiesi ...perché? Semplice...quello non era Bach...ma il suo spettro..
Queste sono tutte considerazioni e divagazioni cervellotiche magari ma ti assicuro che contengono verità.
Per far rivivere un autore antico non basta suonarlo con tutti i crismi del caso. Lo devi amare a tal punto da entrare nella sua testa e riproporlo in un nuovo modo, sempre naturalmente rimanendo fedele alla sua idea di composizione propiettata nel tempo.
Ricorda infatti che Bach non compose per clavicembalo ma per " Tastiera".. Clavier...e mentre il clavicembalo ha un tempo ben definito la "tastiera " è senza tempo.
Scusa la lungaggine ma io....sono prolisso per natura...
Spero di aver spiegato qualcosa di utile.
Comunque aspetto l'evoluzione della k. 283.